{"id":36040,"date":"2016-09-11T00:00:00","date_gmt":"2016-09-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/allargamento-nei-balcani-quo-vadis\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:29","slug":"allargamento-nei-balcani-quo-vadis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/allargamento-nei-balcani-quo-vadis\/","title":{"rendered":"Allargamento nei Balcani: quo vadis?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;integrazione europea dei Balcani occidentali sembra essere evanescente e si muove tra le celestiali promesse politiche e la realt\u00e0 terrena. \u00c8 evidente a tutti che esista un consenso comune secondo il quale l&#8217;unico progetto fattibile per raggiungere una vera stabilit\u00e0 e una certa prosperit\u00e0 nei Balcani sia l&#8217;integrazione di questi paesi con l&#8217;Unione europea, Ue. <\/p>\n<p>Sebbene siano stati fatti molti passi in avanti, il completamento del &#8220;Progetto europeo&#8221; in questa regione viene minacciato costantemente da grandi sfide.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa \u00e8 immersa completamente nei suoi problemi ed \u00e8 impegnata nell\u2019affrontare le crisi economiche e politiche, sconvolta ancora dalla \u201cBrexit\u201d, cercando di far fronte alla questione migratoria.<\/p>\n<p>Nonostante il caos attuale, i paesi dei Balcani occidentali non hanno ancora perso il loro interesse per l&#8217;Ue: infatti, pazienti si mettono in fila per diventare membri di questa famiglia. D&#8217;altro canto, nonostante un certo livello di &#8220;enlargment fatigue&#8221; tra diversi membri, l&#8217;Ue sta cercando di mantere viva la politica di allargamento.<\/p>\n<p>\u201cEuropeizzare\u201d una regione divisa da differenze sostanziali tra i Paesi che vi fanno appello &#8211; come le economie in stato di sviluppo, le istituzioni deboli e la societ\u00e0 civile poco rappresentata &#8211; non \u00e8 facile. Il raggiungimento di tale obiettivo si qualificherebbe come una grande prova di affidabilit\u00e0 e capacit\u00e0 per l\u2019Ue. <\/p>\n<p><b>Enlargment fatigue<\/b><br \/>La politica di ampliamento, una priorit\u00e0 fondamentale dell&#8217;Ue dall\u2019inizio degli anni novanta dopo la caduta del muro di Berlino, \u00e8 stata ampiamente riconosciuta come il pi\u00f9 potente strumento della politica estera dell\u2019Ue. Iniziata come un gruppo di sei Paesi, \u00e8 ora sede di una popolazione di oltre 500 milioni. Otto paesi sono ancora in attesa di entrare a fare parte di quest\u2019associazione, mentre uno dei Paesi pi\u00f9 importanti dell&#8217;Ue stessa, il Regno Unito, ha deciso di chiedere il divorzio.<\/p>\n<p>Nonostante le numerose critiche, il successo della politica d\u2019allargamento \u00e8 innegabile. Mentre si \u00e8 tentato di giustificare i sette turni di allargamento con motivazioni tra le pi\u00f9 varie, in primis geografiche, ma anche politiche ed economiche, la ragione principale \u00e8 rimasta la stessa: la sicurezza europea. Eppure allo stato attuale delle cose quest\u2019ultima sembra essere data per scontata.<\/p>\n<p>Dodici anni dopo l\u2019&#8221;unificazione storica&#8221; d&#8217;Europa nel maggio del 2004 con dieci nuovi membri, la prospettiva sull&#8217;allargamento sembra cambiata. Lo scetticismo popolare \u00e8 aumentato, raggiungendo il 53% dei cittadini dell&#8217;Ue che oggi si oppongono a gran voce contro qualunque ulteriore ampliamento della coalizione.<\/p>\n<p>Molti sostengono che la &#8220;fatica di allargamento&#8221; ha avuto origine nel 2007 dopo l&#8217;adesione di due nuovi paesi, Bulgaria e Romania, momento nel quale l&#8217;Ue avrebbe raggiunto la sua &#8220;capacit\u00e0 d\u2019assorbimento&#8221;. Di contro, il processo di espansione ha iniziato ad affievolirsi con il fallimento del progetto costituzionale dell&#8217;Unione, seguito dal \u201cno\u201d espresso attraverso i referendum in Olanda e in Francia.<\/p>\n<p>Gli ultimi allargamenti, 2004 e 2007, hanno ulteriormente aumentato la diversit\u00e0 all\u2019interno della Ue. Come un maremoto sono sopraggiunte la crisi economica, quella dei migranti e infine la Brexit. <\/p>\n<p><b>Il sogno europeo continua<\/b><br \/>I Paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Herzegovina, Macedonia, Serbia, Montenegro e Kosovo), tutti in fila per aderire all\u2019Unione, non sono certo privi di problematiche. Nonostante il progresso raggiunto negli ultimi anni, questa regione soffre ancora il brutto sapore degli eventi spiacevoli degli anni novanta, quando la divisione nazionalista ed etnica ha sostituito le ideologie comuniste del passato.<\/p>\n<p>Il livello della democrazia, lo stato dell&#8217;economia di mercato, la situazione politica e lo stato del diritto rimangono preoccupanti. Diversi dubbi sono stati sollevati per il fatto stesso che la democrazia in questi Paesi si sia evoluta pi\u00f9 che altro in una guerra di potere tra i politici, creando un divario, forse insanabile, tra le \u00e9lite e i cittadini. <\/p>\n<p>Le nuove istituzioni della libera economia di mercato sono state compromesse dall\u2019alto livello dell&#8217;economia informale e dall&#8217;ampliamento delle disparit\u00e0 economiche e sociali. La criminalit\u00e0 organizzata e la corruzione rimangono pesanti sfide da affrontare. <\/p>\n<p>La povert\u00e0 e l\u2019alto tasso di dissoccupazione rimangono tra le questioni pi\u00f9 cogenti per la popolazione. Anche se il reddito pro-capite \u00e8 quasi raddoppiato negli ultimi due decenni, il livello medio regionale rimane basso: solo il 36% del reddito dei Paesi Ue. L\u2019integrazione nell\u2019Ue \u00e8 considerata come lo strumento migliore per avvicinarsi economicamente agli altri Paesi occidentali. <\/p>\n<p><b>La Croazia e poi?<\/b><br \/>Le dichiarazioni scoraggianti su un prossimo allargamento dell&#8217;Ue verso i Balcani occidentali non mancano. Eppure, il sostegno europeo alla regione non \u00e8 venuto meno. Infatti, nel 2014 la cancelliera Angela Merkel ha rinnovato la \u201cProspettiva europea\u201d della Regione, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la partnership con la Ue nell\u2019intento generale di dare avvio a varie riforme. <\/p>\n<p>Negli ultimi tempi la cosidetta &#8220;fatica d\u2019allargamento&#8221; sta diventando parte integrante dei discorsi politici degli esponenti dei governi dei Balcani occidentali, utilizzata come una via di fuga per il mancato progresso, non facendo tuttavia cenno al fatto che ci\u00f2 \u00e8 dovuto principalmente alle mancate riforme e alle difficolt\u00e0 strutturali dei candidati attuali incapaci di soddisfare i criteri di adesione. Il successo sar\u00e0 determinato dall\u2019impegno reale degli attori polici domestici. L\u2019adesione della Croazia nel 2013 rimane un esempio positivo. <\/p>\n<p>Nondimeno, l&#8217;invio di messaggi poco stimolanti da parte dell\u2019Ue ai Balcani creerebbe una conseguenza non voluta, ovvero \u201cl\u2019affaticamento dalle riforme\u201d. Ci\u00f2 potrebbe favorire il regresso della Regione, politico e democratico, creando instabilit\u00e0 non solo nei Balcani, ma in tutta l\u2019Europa. I cittadini potrebbero nel tempo perdere la speranza nel \u201cProgetto europeo\u201d. Si tratta, quindi, di una prova concreta di credibilit\u00e0 per tutta l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;integrazione europea dei Balcani occidentali sembra essere evanescente e si muove tra le celestiali promesse politiche e la realt\u00e0 terrena. \u00c8 evidente a tutti che esista un consenso comune secondo il quale l&#8217;unico progetto fattibile per raggiungere una vera stabilit\u00e0 e una certa prosperit\u00e0 nei Balcani sia l&#8217;integrazione di questi paesi con l&#8217;Unione europea, Ue. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36040"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36040"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62310,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36040\/revisions\/62310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}