{"id":36060,"date":"2016-09-12T00:00:00","date_gmt":"2016-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/duterte-il-giustiziere-filippino-anti-americano\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:28","slug":"duterte-il-giustiziere-filippino-anti-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/duterte-il-giustiziere-filippino-anti-americano\/","title":{"rendered":"Duterte, il giustiziere filippino anti-americano"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente filippino Rodrigo Duterte fa parlare di s\u00e9. Non solo per le offese rivolte al presidente Barack Obama, seguite a quelle riservate a Papa Francesco, ma anche per la sua politica, interna ed estera.<\/p>\n<p>Infatti oltre al pronunciamento della corte internazionale dell\u2019Aia sulla controversia per le isole del Mar Cinese Meridionale che ha dato forza alla posizione di Manila, \u00e8 stata rilevante l\u2019attivit\u00e0 del Paese in ambito Asean ed i passi avanti nel ristabilimento completo dell\u2019autorit\u00e0 del governo nel Sud del territorio, con l\u2019inizio del dialogo con il gruppo Abu Sayyaf (legato al sedicente \u201cstato islamico\u201d).<\/p>\n<p>Il recente attentato avvenuto a Davao il 2 settembre, rivendicato appunto dal gruppo Abu Sayyaf, a seguito del quale Duterte ha annullato la prima tappa di una serie di viaggi tra i Paesi dell\u2019ASean, spinge per\u00f2 ad una pi\u00f9 critica e completa analisi della strategia filippina.<\/p>\n<p><b>L\u2019antiamericanismo di Duterte<\/b><br \/>Dal momento della sua elezione il presidente ha iniziato una politica estera di confronto diretto con gli Stati Uniti che ha visto forti prese da parte di Manila sempre pi\u00f9 caratterizzate da un pittoresco anti-americanismo. Basti pensare alle parole con le quali Duterte ha accusato gli Stati Uniti di favorire estremismo islamico e terrorismo con la loro spregiudicata politica estera. <\/p>\n<p>Il confronto \u00e8 avvenuto con toni esasperati da parte filippina mentre Washington ha smorzato le polemiche di facciata, definendo le uscite di Duterte delle ragazzate. Tuttavia i rapporti fra i due paesi, tradizionalmente legati dalla colonizzazione statunitense, non potranno certo essere cancellati con un colpo di spugna dalle intemperanze momentanee del nuovo leader di Manila. <\/p>\n<p>Fra gli Usa e le Filippine si era gi\u00e0 tenuto un vertice economico che aveva fra gli argomenti di spicco la cooperazione in ambito Wto, Apec e Asean in marzo e la cooperazione risulter\u00e0 fondamentale per l\u2019implementazione del trattato Trans-Pacific Partnership (Ttp). <\/p>\n<p>Inoltre i ben 18 miliardi di dollari di interscambio commerciale raggiunti nel 2015 sono certo una cifra di tutto rispetto ed avranno un loro peso nel mantenere buono il rapporto fra i due Paesi, cos\u00ec come l\u2019accesso, consentito alle truppe americane, a cinque basi militari su territorio filippino (accordo di marzo 2016).<\/p>\n<p><b>Pena di morte e schiaffo ai diritti umani<\/b><br \/>Il versante della politica interna ha fatto registrare gli aspetti pi\u00f9 stridenti dell\u2019azione di Duterte. A partire dalla sua elezione infatti, con una violentissima lotta al traffico della droga il governo ha calpestato numerose libert\u00e0 civili (sembra che la polizia abbia sommariamente ucciso 2000 cittadini). <\/p>\n<p>Il Presidente ha inoltre annunciato l\u2019intenzione di voler reintrodurre la pena capitale. Da pi\u00f9 parti, organizzazioni non governative come Human Rights Watch gridano alla sistematica violazione dei diritti umani, mentre le Nazioni Unite hanno pesantemente criticato la politica interna di Duterte. <\/p>\n<p>Se la recrudescenza della lotta ai trafficanti, gi\u00e0 applicata da Duterte durante il suo mandato come sindaco della citt\u00e0 di Davao, pu\u00f2 aver colpito duramente le organizzazioni criminali, ha di certo impressionato la popolazione e l\u2019ha portata ad avvicinarsi a gruppi pi\u00f9 radicali. <\/p>\n<p>L\u2019aumento del consenso per gruppi come Abu Sayyaf sta motivando estremisti e l\u2019attentato di Davao potrebbe essere solo il primo segnale di una maggior aggressivit\u00e0 di tali attori. Dal canto suo Duterte ha risposto con la collaudata decisione e, dopo aver dichiarato lo stato d\u2019emergenza e concesso poteri straordinari all\u2019esercito, ha singolarmente affermato di voler \u201cdivorare\u201d i terroristi.<\/p>\n<p>Da un certo punto di vista l\u2019inflessibilit\u00e0 del metodo Duterte ha portato alcuni risultati nella municipalit\u00e0 da lui amministrata per ben sette mandati, dal momento che Davao da citt\u00e0 violenta per antonomasia \u00e8 passata nella classifica delle dieci citt\u00e0 pi\u00f9 sicure al mondo. <\/p>\n<p>Ma l\u2019altro lato della medaglia \u00e8 stata la completa subordinazione dei diritti umani ai poteri della polizia nella citt\u00e0. Questa dinamica, come abbiamo visto, ha rafforzato i gruppi estremisti presenti nell\u2019area e nelle aree limitrofe, fomentando il fuoco della ribellione sotto la parvenza della <i>governance <\/i>imposta dall\u2019alto.<\/p>\n<p><b>Manila verso la presidenza Asean <\/b><br \/>Duterte ha ereditato una situazione economica in ripresa e le Filippine sono definite dalla Banca Mondiale come uno dei migliori Paesi per crescita economica nell\u2019area; la crescita prevista per l\u2019economia quest\u2019anno \u00e8 del 6,4%. <\/p>\n<p>All\u2019inizio del suo mandato ha dichiarato di volersi focalizzare, come il predecessore Benigno Aquino, sullo sviluppo delle infrastrutture e sul perfezionamento della politica fiscale (punto peraltro direttamente legato alla sua politica di lotta alla corruzione). <\/p>\n<p>L\u2019economia del Paese \u00e8 inserita in maniera propositiva nel contesto dell\u2019Asean e della sua Comunit\u00e0 economica e ne ha tratto grande vantaggio negli ultimi due anni. Le Filippine assumeranno la presidenza dell\u2019organizzazione per il 2017, ottenendo un\u2019ulteriore occasione di promuovere la propria economia.<\/p>\n<p>Un\u2019importante sfida per Duterte sar\u00e0 la gestione del rapporto con la Cina. La relazione con questo partner economico di peso \u00e8 segnata dalla <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3541\" target= \"blank\"><b><u>sentenza della corte internazionale dell\u2019Aja<\/u><\/b><\/a> che ha bocciato le pretese cinesi sulle isole filippine.<\/p>\n<p>Se il rapporto con Pechino dovesse compromettersi e le intemperanze del presidente dovessero mettere in discussione la cooperazione con gli Stati Uniti, Mosca sarebbe un ottimo candidato per allacciare rapporti pi\u00f9 stretti. La Russia \u00e8 infatti interessata alla promozione dei rapporti commerciali con i Paesi Asean, come ampiamente dimostrato nel vertice di Sochi di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Allacciare una pi\u00f9 profonda collaborazione con le Filippine sarebbe un\u2019importantissima leva di penetrazione nei rapporti dell\u2019organizzazione. Oltre all\u2019attrazione economica, la Russia \u00e8 sicuramente vicina a Manila nella sanguinosa lotta al terrorismo di matrice islamica che Duterte sembra essere intenzionato a mettere in atto.<\/p>\n<p>Duterte si era gi\u00e0 professato entusiasta di incontrare Putin durante il meeting dei Paesi Asean in Laos (6-8 settembre), dal momento che si era definito \u201cmolto simile\u201d al presidente russo. Al termine del vertice, nel quale ha accettato la presidenza dell\u2019Asean per il 2017, Duterte ha dichiarato che lavorer\u00e0 \u201cper portare l\u2019Asean ad un modello di regionalismo e di attore globale che metta l\u2019interesse del popolo al centro delle sue politiche\u201d. Si vedr\u00e0 nell\u2019arco del suo mandato se nell\u2019interesse del popolo verr\u00e0 inclusa maggiore attenzione per i diritti umani o meno.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente filippino Rodrigo Duterte fa parlare di s\u00e9. Non solo per le offese rivolte al presidente Barack Obama, seguite a quelle riservate a Papa Francesco, ma anche per la sua politica, interna ed estera. 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