{"id":36080,"date":"2016-09-13T00:00:00","date_gmt":"2016-09-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/da-ventotene-a-bratislava\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:28","slug":"da-ventotene-a-bratislava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/da-ventotene-a-bratislava\/","title":{"rendered":"Da Ventotene a Bratislava"},"content":{"rendered":"<p>A Bratislava, il 16 settembre, sapremo se l\u2019Europa dei piccoli passi ha ripreso il suo cammino. Dopo Maastricht infatti, sono stati tanti gli egoismi nazionali che hanno rallentato l\u2019affermarsi di un ruolo politico dell\u2019Unione europea, Ue, che non \u00e8 capace di rispondere alla domanda o al bisogno di una governance mondiale responsabile e sempre pi\u00f9 condivisa, in quanto democratica. Basta pensare al silenzio sul cessate il fuoco ad Aleppo! Chi pu\u00f2 attendere altri crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0? <\/p>\n<p><b>Direttori e cooptazioni<\/b><br \/>A Ventotene, oltre lo scenario paesaggistico e le dichiarazioni di agire in modo pi\u00f9 incisivo, la logica del Direttorio (Francia, Germania, Italia) ha confermato i suoi limiti nella leadership dello Stato pi\u00f9 forte &#8211; la Germania &#8211; che di volta in volta sceglie i suoi interlocutori, confermando che rimaniamo ancora all\u2019Europa dei piccoli passi che non risponde alle sfide e non sempre svolge una presenza politica incisiva: si riveda Aleppo, non tralasciando la Russia. <\/p>\n<p>Se dall\u2019immigrazione alla difesa, la domanda di un\u2019Europa politica viene sempre pi\u00f9 percepita e se Ventotene segna o vuole essere un ulteriore piccolo passo, una politica fiscale o di risorse proprie non \u00e8 ritenuta attuale perch\u00e9 prevale l\u2019interesse nazionale e si dimentica il cammino di pace dell\u2019integrazione: Regno Unito docet. <\/p>\n<p><b>Quale Brexit? <\/b><br \/>Il primo ministro inglese Theresa May ha ribadito che \u201cBrexit is Brexit\u201d uno slogan senza una politica, rendendo evidente che il risultato del referendum ha evidenziato superficialit\u00e0 ed impreparazione nel non prevedere e non predisporre una governance conseguente, oltre una mancanza di capacit\u00e0 nel valutare i danni per il proprio Regno \u201cunito\u201d e per gli altri Stati membri. <\/p>\n<p>Quale democrazia? Senza strumentalizzare i referendum, se una minoranza, ignorando gli elementi positivi o ingannata da false argomentazioni, pone qualche dubbio sulla capacit\u00e0 dell\u2019Europa d\u2019integrarsi ed essere un continente di pace, \u00e8 lecito, interpretando demografia, sovranit\u00e0 e ruolo dei Parlamenti, rinnovare la rappresentanza parlamentare dando ad essa l\u2019ultima parola, che va oltre un referendum consultivo. <\/p>\n<p>Siamo consapevoli che Brexit non \u00e8 l\u2019unica alternativa, una ulteriore riflessione ed il tempo necessario a conoscere e valutare il valore della pace ed il ruolo dell\u2019Ue porta a condividere quanto <i>Le Monde<\/i> correttamente argomenta che il referendum ha valore consultivo. L\u2019attuale Camera dei Comuni avr\u00e0 pi\u00f9 di un dubbio a opporsi alla decisione presa con il referendum, ma nel lungo periodo per decidere (2017-2018), questo potrebbe favorire una evoluzione o cambiamento dell\u2019opinione pubblica e dello spirito europeo. <\/p>\n<p>Aiutiamo May a non ripetere l\u2019errore di Cameron d\u2019inseguire i populismi dell\u2019Ukip (estrema destra xenofoba) per l\u2019indipendenza dell\u2019UK, non trascurando un\u2019attenta riflessione sulla cultura delle procedure e consuetudini democratiche che permettono ai popoli di conoscere e consapevolmente decidere. <\/p>\n<p>   Le elezioni, prima del 2020, possono essere una conferma della vera volont\u00e0 degli inglesi di rimanere in un Regno \u201cUnito\u201d: Scozia docet. <\/p>\n<p>Nel contempo, per mantenere la pace, l\u2019Unione deve dotarsi di una propria sovranit\u00e0 per superare i nazionalismi, cosi da distinguere chi vota al referendum per una corretta procedura ed incisivit\u00e0 e chi strumentalizza: vedi Ungheria 2 ottobre (l\u2019Europa alla carta non \u00e8 praticabile); cos\u00ec pure deve andare oltre i direttori le cui forme di \u201cdemocrazia cooptante\u201d non rispondono agli interessi dell\u2019Ue: politica estera docet. <\/p>\n<p>Di conseguenza, non trascuriamo la Turchia ponte naturale per una politica estera in Medio Oriente ed oltre, e non sottovalutiamo la Russia, dalla Crimea e dal Mar Nero al Mediterraneo.<\/p>\n<p>Il cammino di pace con l\u2019integrazione non \u00e8 avulso dai Trattati di pace delle due guerre e la dichiarazione di Schuman del 9 maggio 1950 segna la nascita di una Comunit\u00e0 che rifiuta la guerra; Il Manifesto di Ventotene \u00e8 \u201cfiglio\u201d della resistenza, della lotta alla dittatura di Colorni, vittima del fascismo, che con Spinelli e Rossi andarono oltre Livorno del 1921, auspicando la nascita di un\u2019Europa federale a garanzia della libert\u00e0, della pace e della solidariet\u00e0. <\/p>\n<p>Il Regno Unito non \u00e8 estraneo a questo cammino di pace, mentre la Russia torna a essere una potenza offensiva e la Turchia deve consolidare la propria democrazia, riconoscendo le minoranze e le diversit\u00e0: l\u2019Unione europea \u00e8 un esempio da seguire.<\/p>\n<p><b>Verso Bratislava<\/b><br \/>A Bratislava sapremo se il dialogo del Direttorio approder\u00e0 a dei risultati concreti che non sono avulsi da una politica economica che crei occupazione, senza trascurare di dotare l\u2019Unione bancaria di una garanzia unica dei depositi, da una risposta costruttiva ai rifugiati ed un aiuto ai Paesi che sono in guerra. <\/p>\n<p>Un ruolo politico e pi\u00f9 democratico dell\u2019Unione va rilanciato, anche a sostegno delle organizzazioni internazionali che non riescono ad \u201cimporre\u201d una pace duratura, mettendo assieme oltre \u201cil carbone e l\u2019acciaio\u201d anche una difesa non avulsa dalla Nato e che rafforzi i rapporti con gli Usa, affinch\u00e9 la pace coinvolga altri continenti.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 semplice se non ridiamo alla Commissione il potere d\u2019iniziativa, rispetto agli Stati sempre pi\u00f9 chiusi a non disturbare il proprio elettorato, spiegando il successo del processo d\u2019integrazione, i vantaggi di aver vissuto tanti anni in pace e le opportunit\u00e0 di un mercato unico e una moneta unica. Riflettiamo e decidiamo su come coniugare elezioni nazionali e sovranit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Nel 2017 si voter\u00e0 in Olanda, Francia e Germania, possiamo non decidere e rinviare a dopo l\u2019autunno del 2017? Non dimentichiamo un\u2019Europa dei popoli, che sin dalle elezioni del 1979 venne proposta e votata e che ha significato democrazia e partecipazione, rispetto all\u2019Europa intergovernativa che non riesce a decidere e che non \u00e8 autonoma dal potere finanziario. <\/p>\n<p>Passato e presente che si concretizzano nei 60 anni dei Trattati di Roma (marzo del prossimo anno), ma ai giovani bisogna dare la certezza di un futuro, affinch\u00e9 le loro scelte siano nel solco della pace. <\/p>\n<p>Il Consiglio europeo di Bratislava pu\u00f2 rappresentare una svolta oppure confermare l\u2019Europa dei piccoli passi e dei nazionalismi? Mentre Ventotene rimarr\u00e0 un\u2019isola lontana, figlia di un periodo storico che alienava alla libert\u00e0 dalle dittature. <\/p>\n<p>Il contesto non \u00e8 dei migliori, ma evidenzia che l\u2019Unione ha bisogno di rafforzare e democratizzare la dialettica istituzionale per avere un ruolo politico avulso dai nazionalismi crescenti. Ha bisogno di superare i vecchi confini e avviare una sovranit\u00e0 europea, oltre i Direttori guidati dal Pese pi\u00f9 forte e legati all\u2019interesse del proprio elettorato. <\/p>\n<p>In questo contesto abbiamo gli elementi per passi pi\u00f9 lunghi, riconosciamo la sensibilit\u00e0 ed il realismo dei padri delle Comunit\u00e0 che avevano deciso per una Commissione avulsa dagli Stati, rafforziamo il potere d\u2019iniziativa della Commissione con un esecutivo direttamente eletto (collegi sovranazionali) e ridotto di numero.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Bratislava, il 16 settembre, sapremo se l\u2019Europa dei piccoli passi ha ripreso il suo cammino. 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