{"id":36090,"date":"2016-09-14T00:00:00","date_gmt":"2016-09-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ue-come-non-farci-governare-dalle-crisi\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:27","slug":"ue-come-non-farci-governare-dalle-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/ue-come-non-farci-governare-dalle-crisi\/","title":{"rendered":"Ue: come non farci governare dalle crisi"},"content":{"rendered":"<p>Fare luce sui problemi politico-istituzionali del processo decisionale dell\u2019Unione europea, Ue. \u00c8 questo l\u2019obiettivo di <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/ricerche\/governing-europe\" target= \"blank\"><b><u>Governing Europe<\/u><\/b><\/a>, il progetto lanciato un anno fa dall\u2019Istituto Affari Internazionali, Iai, e il Centro Studi sul Federalismo, Csf, dopo una riflessione sulle diverse crisi (economica, migratoria, di sicurezza e di consenso) che attanagliano l\u2019Unione e svelano i limiti del suo sistema di governo, caratterizzato &#8211; nel bene e nel male &#8211; da un\u2019architettura istituzionale unica al mondo. <\/p>\n<p>L\u2019assenza o il ritardo di risposte politiche europee, e la loro inadeguatezza di fronte alle sfide poste dai tempi nascono spesso da un\u2019insufficiente volont\u00e0 politica dei governi nazionali, alla quale si affiancano per\u00f2 numerose deficienze strutturali, non di rado generate da compromessi al ribasso tra i Paesi membri. <\/p>\n<p>Un circolo vizioso da cui \u00e8 possibile uscire solo attraverso dei cambiamenti politico-istituzionali che tengano conto dell\u2019alto livello di complessit\u00e0 ed interconnessione a cui \u00e8 giunto il processo di integrazione europea. <i>Governing Europe<\/i> ha cos\u00ec prodotto uno <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/negotiating-european-unions-dilemmas-proposals-governing-europe\" target= \"blank\"><b><u>studio finale<\/u><\/b><\/a> che avanza una serie di proposte tese a rendere le decisioni prese dall\u2019Ue pi\u00f9 efficienti e democratiche.<\/p>\n<p><b>Una nuova narrazione per una politica europea virtuosa<\/b><br \/>Perch\u00e9 gli Stati europei hanno deciso di unirsi, rinunciare a pezzi di sovranit\u00e0 e condividere spazi politici e decisionali? Le ragioni sono cambiate negli anni, e il grado di complessit\u00e0 raggiunto oggi dall\u2019Ue ha reso pi\u00f9 difficile illustrarle ai cittadini. <\/p>\n<p>Nel tempo le istituzioni europee hanno provato a rilanciare un nuovo discorso sull\u2019Europa, ma senza grandi successi. Il risultato \u00e8 stato quello di lasciare terreno ai movimenti euroscettici e ai loro racconti. In questa situazione, le istituzioni dell\u2019Ue dovrebbero lavorare per imbastire una nuova narrazione politica, fondata sui suoi successi passati, e sulle opportunit\u00e0 future, in quattro ambiti: pace e sicurezza; democrazia e libert\u00e0; competitivit\u00e0 e crescita sostenibile; welfare e giustizia sociale. Lo scopo di queste tematiche non dovr\u00e0 essere solo quello di \u201caprire\u201d l\u2019Ue all\u2019opinione pubblica, ma altres\u00ec indirizzarne i programmi politici negli anni a venire.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la politicizzazione delle questioni europee \u00e8 stata interpretata (specialmente dalle forze politiche tradizionali) soprattutto come una minaccia. L\u2019arrivo delle crisi e l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Ue di offrire risposte politiche tempestive hanno aperto la porta a movimenti euroscettici, populisti e nazionalisti, uniti nell\u2019attaccare la mancanza di legittimit\u00e0 democratica della tecnocrazia di Bruxelles. <\/p>\n<p>La politicizzazione pu\u00f2 e deve, per\u00f2, trasformarsi in un\u2019opportunit\u00e0 per avvicinare i cittadini europei al processo d\u2019integrazione, rendendoli pi\u00f9 partecipi sia dello sviluppo di un senso di comunit\u00e0 che della competizione politica. <\/p>\n<p>Avvicinare i cittadini all\u2019Ue non \u00e8 semplice perch\u00e9 essa stessa \u00e8 oltremodo complessa. Una semplificazione della sua architettura istituzionale (e soprattutto dei suoi meccanismi di rappresentanza democratica) e una pi\u00f9 facile comprensione dei benefici generati dalla sua legislazione sono due aspetti sui quali i decisori pubblici devono investire.<\/p>\n<p><b>Integrazione differenziata per scongiurare la disintegrazione<\/b><br \/>L\u2019Ue \u00e8 \u201cunita nella diversit\u00e0\u201d, ma il suo accresciuto livello di eterogeneit\u00e0 (soprattutto dopo l\u2019allargamento del 2004-07) ha dato vita a numerose richieste di differenziazione che rischiano di mettere in discussione la sua tenuta. Come insegna la Brexit, \u00e8 ormai necessario che l\u2019Unione si doti di un modello di integrazione differenziata chiaro e formalizzato, in grado di soddisfare in tempo le richieste di \u201cdiversit\u00e0\u201d da parte di alcuni Stati membri, salvaguardando al contempo i suoi valori e principi fondamentali. <\/p>\n<p>Uno schema, questo, a cui dovrebbe fare da contraltare un sistema a sostegno \u201cdell\u2019unit\u00e0\u201d, che permetta a un nucleo centrale di Stati di aumentare il loro livello di integrazione attraverso cooperazioni rafforzate in ambiti tematici (es. sicurezza e difesa) e istituzionali (es. Eurozona).<\/p>\n<p>L\u2019intero processo di integrazione potrebbe risentire anche dall\u2019eventuale fallimento dell\u2019eurozona. Per questa ragione \u00e8 necessario agire in quattro aree fondamentali per rafforzare la sua governabilit\u00e0 e resilienza rispetto alle crisi: politiche fiscali integrate; convergenza delle politiche economiche; strumenti di condivisione del rischio; legittimit\u00e0 democratica. <\/p>\n<p>Il completamento dell\u2019unione bancaria, la riforma e la comunitarizzazione del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0, l\u2019istituzione di un ministero del tesoro dotato di poteri esecutivi e fiscali, un maggior coinvolgimento del Parlamento europeo nei processi decisionali sono alcune delle proposte avanzate per rendere le politiche europee nei paesi dell\u2019Eurozona pi\u00f9 efficienti e democratiche.<\/p>\n<p><b>Un\u2019Unione pi\u00f9 sociale e globale<\/b><br \/>La crisi economica ha ampliato le diseguaglianze tra i cittadini dell\u2019Ue, minacciando la sostenibilit\u00e0 dell\u2019intero progetto europeo e aprendo nuove fratture sociali e politiche sia tra gli Stati che al loro interno. <\/p>\n<p>Le ricette economiche \u201cordoliberali\u201d si sono dimostrate incapaci di rilanciare la crescita, ragion per cui all\u2019Ue viene richiesta l\u2019adozione di un nuovo paradigma economico che riporti al centro dell\u2019agenda europea programmi pubblici in materia di investimenti e politiche sociali. <\/p>\n<p>In tal senso il Piano Juncker \u00e8 stato un buon inizio, ma va attuato in pieno, potenziato e affiancato a nuove iniziative. All\u2019Ue dovrebbero spettare maggiori responsabilit\u00e0 nella promozione di diritti quali l\u2019occupazione, soprattutto giovanile, l\u2019educazione, la salute e la casa, in modo da sopperire alla mancanze dei governi nazionali laddove si presentino.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019Ue sulla scena internazionale non \u00e8 mai stato adeguato al suo peso economico-commerciale e al suo potenziale diplomatico. Le motivazioni di questo squilibrio sono svariate e in buona parte riconducibili all\u2019incoerenza dell\u2019architettura istituzionale dell\u2019Unione. <\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima \u00e8 stata parzialmente mitigata con le innovazione introdotte dal Trattato di Lisbona, innovazioni che, se sfruttate appieno, potrebbero aiutare l\u2019Ue a perseguire le priorit\u00e0 che si \u00e8 data nella sua <i>Global Strategy<\/i>, presentata dall\u2019Alto Rappresentante lo scorso giugno. <\/p>\n<p>Se una semplificazione dei processi decisionali della Politica estera e di sicurezza comune (Pesc) richiederebbe una riforma dei Trattati, pi\u00f9 facile \u00e8 immaginare nel breve termine il lancio di una cooperazione strutturata permanente tra Stati desiderosi di avanzare la loro integrazione nei settori della politica di difesa, insieme al rafforzamento delle capacit\u00e0 d\u2019intervento al di fuori dei confini dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Il 2017, anniversario della firma dei Trattati di Roma, potrebbe costituire l\u2019occasione di un vero rilancio dell\u2019Ue, che parta dall\u2019Italia e si fondi su un\u2019agenda capace di riportare le ambizioni dell&#8217;integrazione europea all\u2019altezza delle sue potenzialit\u00e0. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fare luce sui problemi politico-istituzionali del processo decisionale dell\u2019Unione europea, Ue. \u00c8 questo l\u2019obiettivo di Governing Europe, il progetto lanciato un anno fa dall\u2019Istituto Affari Internazionali, Iai, e il Centro Studi sul Federalismo, Csf, dopo una riflessione sulle diverse crisi (economica, migratoria, di sicurezza e di consenso) che attanagliano l\u2019Unione e svelano i limiti del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[171,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36090"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62306,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36090\/revisions\/62306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}