{"id":3610,"date":"2006-11-15T00:00:00","date_gmt":"2006-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-sfida-dei-nuovi-paesi-emergenti\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:12","slug":"la-sfida-dei-nuovi-paesi-emergenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/11\/la-sfida-dei-nuovi-paesi-emergenti\/","title":{"rendered":"La sfida dei nuovi paesi emergenti"},"content":{"rendered":"<p>Le esportazioni italiane hanno ripreso a tirare da circa un anno e le previsioni per il futuro pi\u00f9 immediato segnalano ulteriori possibili rafforzamenti. La crescita del nostro export potr\u00e0 sfruttare l\u2019atteso consolidamento della  ripresa europea e, soprattutto, il forte sviluppo dei paesi emergenti, che stanno offrendo un contributo fondamentale all\u2019espansione del commercio mondiale in questa fase. Per le nostre imprese, in quest\u2019ultimo caso, si tratter\u00e0 di recuperare parte del terreno perduto in passato.<\/p>\n<p><b>Le nuove correnti di scambio<\/b><br \/>Sono ormai svariati anni che un gruppo di aree ed economie emergenti (gli originari BRICs, ovvero Cina, India, Russia e Brasile a cui si sono aggiunti via via nuovi paesi) hanno imboccato la via di una rapida industrializzazione, accrescendo il proprio peso nell\u2019economia e nel commercio mondiali. <\/p>\n<p>Le loro esportazioni di manufatti sono pi\u00f9 che raddoppiate dalla met\u00e0 degli anni Novanta, coprendo un\u2019ampia gamma di prodotti e utilizzando tecnologie  provenienti per lo pi\u00f9 dalle molte imprese dell\u2019area avanzata (ma ancora poche sono quelle italiane) che hanno investito in loco per beneficiare dei bassi costi ma anche delle opportunit\u00e0 di espansione di questi paesi. <\/p>\n<p>\u00c8 il fenomeno comunemente definito della \u201cframmentazione internazionale della produzione\u201d, che sta caratterizzando l\u2019economia globale e contribuendo a ridisegnare la mappa della divisione del lavoro e, con essa, delle grandi correnti di scambio a livello mondiale. <\/p>\n<p>In questi anni i paesi emergenti hanno acquistato e importato molto dall\u2019estero, soprattutto dai paesi avanzati, sia beni intermedi e d\u2019investimento a elevata intensit\u00e0 di capitale umano sia tecnologie, per impiegarli nei loro processi di sviluppo industriale. Queste tendenze sono  destinate a rafforzarsi nei prossimi anni. In tutte le proiezioni a quindici-venti anni si prevede, infatti, che molte delle economie emergenti si collochino nei posti di prima fila della rinnovata economia mondiale.<\/p>\n<p><b>L\u2019impatto sull\u2019economia italiana<\/b><br \/>Sono tutti trend che assumono un particolare significato per l\u2019Italia. Come finora ha mostrato il caso della Cina, la nostra economia rischia di essere fortemente penalizzata dalla nuova competizione dei paesi emergenti senza riuscire a sfruttare appieno \u2013 e comunque assai meno di altri paesi europei (vedi Germania) &#8211; le nuove  opportunit\u00e0 che si aprono sui loro mercati. Il fatto \u00e8 che mentre Cina, India e gli altri emergenti crescevano a tassi record in questi anni, le imprese italiane ne hanno approfittato molto poco, preoccupate per lo pi\u00f9 dei pericoli provenienti da questi paesi. <\/p>\n<p>La presenza dell\u2019Italia \u00e8 in effetti ancora relativamente modesta in molte delle nuove aree, in particolare in Asia, in termini di esportazioni ma anche, e soprattutto, di investimenti esteri e  insediamenti produttivi. \u00c8 un gap che ha ovviamente cause molteplici, ma che dobbiamo cominciare a colmare, attingendo a un insieme di risorse imprenditoriali, finanziarie e istituzionali alla nostra portata. E occorre farlo in fretta, perch\u00e9 i tempi a disposizione sono divenuti assai stretti.<\/p>\n<p><b>Il \u201cGlobal Outlook\u201d IAI<\/b><br \/>Sono queste in estrema sintesi le principali indicazioni che emergono dal X Rapporto (\u201cGlobal Outlook 2006\u201d) del Laboratorio di Economia Politica Internazionale dello IAI, che \u00e8 stato presentato a Roma. Esso prende in esame e discute le grandi tendenze geo-economiche del sistema internazionale e la politica economica estera dell\u2019Italia, con un approccio disaggregato, che vuole ricostruire, attraverso case study fatti di aree-paesi e temi, le evoluzioni di imprese-mercati e le esigenze di  strumenti-politiche d\u2019intervento. <\/p>\n<p>Nella sua parte conclusiva il Rapporto IAI auspica un insieme di misure per favorire ai vari livelli (imprese, sistema bancario e territori) un deciso rilancio dell\u2019internazionalizzazione complessiva del nostro sistema paese, che resta tra le pi\u00f9 basse dell\u2019area avanzata. \u00c8 una condizione necessaria se vorremo sfruttare nei prossimi anni le grandi opportunit\u00e0 e, allo stesso tempo, raccogliere in positivo le molte sfide provenienti dalle economie emergenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le esportazioni italiane hanno ripreso a tirare da circa un anno e le previsioni per il futuro pi\u00f9 immediato segnalano ulteriori possibili rafforzamenti. 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