{"id":36100,"date":"2016-09-14T00:00:00","date_gmt":"2016-09-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gas-perno-della-cooperazione-nel-mediterraneo-orientale\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:27","slug":"gas-perno-della-cooperazione-nel-mediterraneo-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/gas-perno-della-cooperazione-nel-mediterraneo-orientale\/","title":{"rendered":"Gas, perno della cooperazione nel Mediterraneo orientale"},"content":{"rendered":"<p>Una pipeline sottomarina grazie alla quale Cipro ed Egitto trasporteranno gas naturale. L\u2019accordo, firmato tra i due Paesi il 31 agosto, ha l\u2019obiettivo di portare il gas del giacimento offshore Afrodite, situato nella zona economica esclusiva cipriota, in Egitto, lasciando aperta la possibilit\u00e0 di dirigerlo verso il mercato interno o di esportarlo sui mercati esteri.<\/p>\n<p>L\u2019accordo arriva ad un anno esatto dalla scoperta del maxi giacimento egiziano Zohr in grado, una volta operativo,di coprire la crescente domanda interna di energia, riducendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di accesso al mercato egiziano da parte di Nicosia. Pertanto, quali possibili altre vie potrebbe prendere il gas cipriota?<\/p>\n<p><b>L\u2019incognita di Zohr<\/b><br \/>\nL\u2019accordo tra Egitto e Cipro arriva dopo diverse trattative bilaterali: gi\u00e0 ad inizio 2015, i due Paesi avevano siglato un Memorandum of Understanding, MoU, che autorizzava l\u2019egiziana Egas e la cipriota Cyprus Hydrocarbons Co. a discutere soluzioni tecniche per trasportare il gas dal campo Afrodite tramite un tubo sottomarino in Egitto.<\/p>\n<p>I due Paesi hanno tutte le ragioni per approfondire una cooperazione energetica profittevole per entrambi. Da una parte, l\u2019Egitto deve fare i conti con una crescente domanda interna ed una produzione nazionale in costante calo; dall\u2019altra, Cipro punta a divenire esportatore di gas naturale a seguito della scoperta nel 2011 del campo offshore Afrodite, con un potenziale stimato in 127 miliardi di metri cubi (mld mc).<\/p>\n<p>Tuttavia, nell\u2019agosto 2015, il ritrovamento del maxi giacimento offshore Zohr da parte di Eniha introdotto una nuova e importante variabile nel contesto regionale. Alcuni analisti hanno valutato negativamente il possibile impatto sui piani di esportazione ciprioti, dato che le abbondanti risorse del campo &#8211; stimate in 850 mld mc &#8211; potrebbero soddisfare per molti anni a venire la domanda egiziana, togliendo di fatto un possibile sbocco a Nicosia.<\/p>\n<p>La recente firma mostra in realt\u00e0 un quadro pi\u00f9 complesso, in cui emerge la possibilit\u00e0 di esportare il gas proveniente da Cipro sfruttando il sistema infrastrutturale egiziano esistente; ci\u00f2 contribuirebbe a concretizzare le ambizioni cipriote di diventare esportatore di gas e quelle egiziane di diventare hub energetico regionale.<\/p>\n<p><b>L\u2019opzione Gnl<\/b><br \/>\nTale soluzione prevedrebbe la riabilitazione dei due terminali egiziani di liquefazione Idku e Damietta, attualmente non operativi dopo la decisione del Cairo di bloccare le esportazioni per convogliare le risorse al mercato interno. Uno scenario verosimile, specie se consideriamo che a novembre 2015 British Gas, BG, &#8211; la compagnia operatrice del terminale Gnl Idku &#8211; ha firmato un accordo con Noble Energy per l\u2019acquisizione del 35% del blocco 12 dove si trova il campo Afrodite.<\/p>\n<p>In questa situazione, la vicinanza geografica di Afrodite al prospetto esplorativo Zohr potrebbe rappresentare piuttosto un\u2019opportunit\u00e0, valutando la possibilit\u00e0 di collegare il campo cipriota al sistema di trasporto di Zohr cos\u00ec da limitare l\u2019investimento ad un collegamento sottomarino tra i due campi.<\/p>\n<p>In tale contesto, l\u2019altra importante variabile \u00e8 Israele che, negli ultimi anni, ha siglato accordi con le compagnie operatrici dei terminali al fine di assicurarsi la vendita del gas dei suoi giacimenti, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2479\" target=\"blank\"><b><u>Leviathan e Tamar<\/u><\/b><\/a>, scoperti negli ultimi anni al largo delle sue coste. In particolare, tra il 2014 e il 2015, sono stati siglati protocolli tra le compagnie BG e la spagnola Union Fenosa rispettivamente con i partner di Leviathan e Tamar per rifornire i terminali e avere accesso ai mercati internazionali.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante valutare se l\u2019eventuale finalizzazione degli accordi con Israele non impedisca anche a Cipro di potersi assicurare la vendita del proprio gas ai terminali egiziani. Mettendo a confronto la capacit\u00e0 complessiva di processamento degli impianti con quella \u201cprenotata\u201d da Israele (Fig. 5), resta in effetti una capacit\u00e0 residuale che lascia spazio a un eventuale accordo di esportazione del gas cipriota e stimabile in circa 3 mld mc per Idku e circa 2 mld mc per Damietta. In tal modo, si avrebbero complessivamente circa 17 mld mc di gas naturale potenzialmente esportabili nei mercati internazionali, in primis l\u2019Europa.<\/p>\n<p><b>Simulazione della capacit\u00e0 residuale dei terminali Gnl egiziani in caso di implementazione degli accordi con Israele<\/b><\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Fonte: elaborazione dell\u2019autore in \u201cOsservatorio di Politica Internazionale, Focus Sicurezza Energetica n. 23\/24 \u2013 luglio\/dicembre 2015\u201d<\/span><\/i>.<\/p>\n<p><b>Un puzzle di incognite<\/b><br \/>\n\u00c8 pur vero che anche il gas egiziano potrebbe tornare a essere diretto verso i mercati esteri, specialmente una volta completata la 2\u00b0 fase di sviluppo di Zohr attesa a partire dal 2020, ostacolando altri accordi di vendita del gas da parte dei suoi vicini. D\u2019altra parte, sussiste anche la possibilit\u00e0 &#8211; gi\u00e0 prospettata negli anni passati ma mai concretizzatasi &#8211; di realizzare progetti di espansione della capacit\u00e0 ai terminali per un aumento complessivo di circa 12 mld mc all\u2019anno.<\/p>\n<p>In definitiva, esistono margini di manovra per una maggiore cooperazione energetica tra Egitto e Cipro, mantenendo valida l\u2019opzione di un collegamento sottomarino tra i due Paesi. Tuttavia, l\u2019effettiva riuscita degli accordi finora siglati \u00e8 legata alle molteplici incognite da affrontare a livello di fattibilit\u00e0 economica e tecnica dei progetti in discussione, a cui si aggiunge la prospettiva di percorrere altre vie del gas per le quali entrerebbero in gioco la Turchia e la Grecia &#8211; seppur meno probabili a causa dell\u2019elevato costo politico la prima, ed economico la seconda.<\/p>\n<p>Non ultimo, occorre valutare la capacit\u00e0 di assorbimento dei mercati di consumo a cui pu\u00f2 essere diretto il gas, in primis l\u2019Europa, considerato il principale potenziale destinatario. Tutti tasselli di un puzzle ben pi\u00f9 ampio che coinvolge l\u2019intero Mediterraneo e che continuer\u00e0 ad essere oggetto del dibattito internazionale nel prossimo futuro.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\"> \u201cL\u2019articolo \u00e8 un aggiornamento di uno <a href=\"http:\/\/www.parlamento.it\/application\/xmanager\/projects\/parlamento\/file\/repository\/affariinternazionali\/osservatorio\/focus\/PI0023-24FocusISPI.pdf\" target=\"blank\"><b><u>studio pi\u00f9 ampio<\/u><\/b><\/a> che si propone di valutare il potenziale della recente maxi scoperta di gas, al largo delle coste egiziane, da parte di Eni in termini di rotte di esportazioni, nuove opportunit\u00e0 e sfide per l&#8217;Europa e per i principali paesi dell&#8217;area\u201d<\/span><\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una pipeline sottomarina grazie alla quale Cipro ed Egitto trasporteranno gas naturale. 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