{"id":36160,"date":"2016-09-19T00:00:00","date_gmt":"2016-09-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-gestione-dei-migranti-avvicina-ankara-a-bruxelles\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:26","slug":"la-gestione-dei-migranti-avvicina-ankara-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/la-gestione-dei-migranti-avvicina-ankara-a-bruxelles\/","title":{"rendered":"La gestione dei migranti avvicina Ankara a Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p>La notizia positiva per l\u2019Europa \u00e8 che l\u2019accordo con la Turchia sui migranti \u00e8 salvo, almeno per ora. Quella negativa \u00e8 che l\u2019equilibrio precario su cui si fonda l\u2019intesa rischia di sbilanciarsi a favore di Ankara col passare dei mesi. La questione dei rifugiati sta ribaltando i ruoli e ora sembra essere l\u2019Europa nella posizione di dover rincorrere la Turchia. <\/p>\n<p>L\u2019azione della macchina diplomatica europea \u00e8 diventata evidente a fine agosto, quando \u00e8 arrivata in Turchia una missione con funzioni esplorative, guidata dal viceministro tedesco agli affari europei Michael Roth, accompagnato da una delegazione di tecnici della Commissione e del Seae. A inizio settembre hanno fatto tappa ad Ankara anche il commissario alle migrazioni Dimitris Avramopoulos e il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. <\/p>\n<p>L\u2019apice dell\u2019azione diplomatica si \u00e8 per\u00f2 avuto con l\u2019incontro di alto livello di venerd\u00ec 9 settembre, che ha visto contrapporsi da una parte il capo della diplomazia turca Mevl\u00fct \u00c7avusoglu e il ministro per gli affari europei \u00d6mer \u00c7elik, dall\u2019altra l\u2019Alto rappresentante Federica Mogherini e il commissario all\u2019allargamento Johannes Hahn. <\/p>\n<p><b>Liberalizzazione dei visti<\/b><br \/>L\u2019accordo \u00e8 ad oggi l\u2019unica proposta di contenimento del fenomeno migratorio messa effettivamente in piedi dall\u2019Ue e ha portato risultati operativi, congelando, nei fatti, la rotta balcanica. La stessa cancelliera Angela Merkel ha difeso pi\u00f9 volte il patto e ha anche recentemente presentato l\u2019ipotesi di un utilizzo come modello per Tunisia ed Egitto.<\/p>\n<p>In cambio, la Turchia ha chiesto all\u2019Europa la liberalizzazione dei visti all\u2019ingresso in Ue per i propri cittadini e l\u2019assistenza finanziaria nella gestione dei rifugiati sul suolo turco. Anche se la revoca del regime dei visti era prevista entro ottobre 2016, le parti hanno gi\u00e0 convenuto di rimandare la questione a fine anno. <\/p>\n<p>Tutto \u00e8 bloccato finch\u00e9 gli Stati membri non si riterranno soddisfatti, e cio\u00e8 finch\u00e9 la Turchia non rispetter\u00e0 i 72 parametri posti a condizione per l\u2019abolizione del regime dei visti. Ma da maggio sono sempre ferme a 5 le richieste ancora da adempiere, delle quali una, quella relativa alla nuova legge antiterrorismo di cui Ankara dovrebbe dotarsi, sembra davvero lontana dal poter essere mai soddisfatta.<\/p>\n<p><b>Arrivano le carte elettroniche per i profughi<\/b><br \/>Se la questione dei visti rappresenta la vera spada di Damocle per Bruxelles, procede, seppur con qualche ritardo, la cooperazione per fornire assistenza, non solo umanitaria. Il sostegno finanziario alla Turchia rappresenta l\u2019aspetto sgradito all\u2019opinione pubblica europea e gli aiuti vengono ancora percepiti come un assegno in bianco da 3 miliardi intestato a Erdogan. <\/p>\n<p>In realt\u00e0 la somma \u00e8 destinata al finanziamento di un complesso programma di assistenza che vede tra i principali beneficiari gli storici partner umanitari dell\u2019Ue, tra cui diverse agenzie Onu come l\u2019Unhcr e il Wfp e alcune importanti Ong come la Croce Rossa. <\/p>\n<p>Alla Turchia spetta il coordinamento operativo sul campo e una piccola parte di finanziamento diretto, principalmente indirizzata al proprio Ministero dell\u2019istruzione per il rimborso dei programmi educativi. Ankara non pu\u00f2 per\u00f2 disporre liberamente della somma e ogni euro stanziato \u00e8 soggetto a una procedura di controllo di effettiva destinazione da parte degli audit europei.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 della scarsa popolarit\u00e0 dell\u2019aspetto finanziario, si \u00e8 potuto notare almeno da luglio un cambiamento nella strategia comunicativa della Commissione. Dai primi comunicati stampa contenenti solo freddi numeri sull\u2019impiego delle risorse, viene ora dato pi\u00f9 spazio ai diversi progetti approvati. L\u2019ultimo dei quali \u00e8 stato entusiasticamente presentato come il pi\u00f9 grande programma d\u2019aiuto nella storia dell\u2019Ue sia per la somma record destinata, 348 milioni di euro, sia per le modalit\u00e0 operative. <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 infatti quello di consegnare la maggior parte della somma in modo diretto, e cio\u00e8 tramite delle carte elettroniche che saranno date a quasi 1 milione di profughi, che vedranno cos\u00ec preservata la loro dignit\u00e0 di scelta nel decidere come utilizzarli.<\/p>\n<p><b>Una relazione pi\u00f9 dinamica <\/b><br \/>In questi mesi dunque la cooperazione tra Turchia e Ue non si \u00e8 fermata, anzi sono stati messi in cantiere grossi progetti per l\u2019immediato futuro. Questo mostra come le relazioni bilaterali si stiano evolvendo: tradizionalmente statiche, stanno ora acquisendo dinamicit\u00e0, grazie anche a un pragmatismo politico bilaterale. <\/p>\n<p>La condivisione di interessi comuni, in primis la questione dei rifugiati, sta contribuendo a far evolvere in senso politico un rapporto che finora si era fondato su un sistema di aspettative reciproche funzionali a determinati obiettivi. In questo senso, l\u2019azione diplomatica di inizio settembre dell\u2019Ue \u00e8 stata necessaria, perch\u00e9 ha mostrato quella vicinanza politica che era stata disattesa negli scorsi mesi e che adesso la Turchia ritiene importante tanto quanto l\u2019ingresso nel mercato comune.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia positiva per l\u2019Europa \u00e8 che l\u2019accordo con la Turchia sui migranti \u00e8 salvo, almeno per ora. 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