{"id":36170,"date":"2016-09-20T00:00:00","date_gmt":"2016-09-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-due-calici-amari-sul-tavolo-degli-svizzeri\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:25","slug":"i-due-calici-amari-sul-tavolo-degli-svizzeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/i-due-calici-amari-sul-tavolo-degli-svizzeri\/","title":{"rendered":"I due calici amari sul tavolo degli svizzeri"},"content":{"rendered":"<p>Ci si \u00e8 tanto preoccupati per la Brexit, ma c\u2019\u00e8 un&#8217;altra relazione in pericolo: quella fra la Svizzera e l\u2019Unione europea, Ue. Non \u00e8 uno Stato membro che si ritira, ma uno stato profondamente europeo, legato all\u2019Ue da un complesso reticolo di accordi \u201cbilaterali\u201d che consentono una sostanziale partecipazione elvetica al mercato unico e ad alcune importanti politiche, nonch\u00e9 allo spazio Schengen.<\/p>\n<p>La crisi delle relazioni deriva dalla volont\u00e0 del popolo svizzero, espressa in un\u2019iniziativa popolare di febbraio 2014, di porre un limite all\u2019immigrazione. Questo obiettivo \u00e8 chiaramente in contrasto con l\u2019Accordo sulla libera circolazione delle persone, Alpc, che lega la Svizzera all\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Sugli stranieri Berna e Londra si guardano allo specchio<\/b><br \/>Le trattative fra Berna e Bruxelles per \u201csalvare\u201d l\u2019Alpc sono state per mesi sospese in attesa degli sviluppi della Brexit. Ora in effetti le lentezze britanniche nell\u2019attivare il processo di abbandono dell\u2019Ue sta creando una finestra di opportunit\u00e0 per Berna, che invece deve procedere speditamente per tener fede ai tre anni di tempo, che scadono a febbraio 2017, a disposizione del Consiglio federale &#8211; governo &#8211; elvetico per dare attuazione al referendum del 2014.<\/p>\n<p>L\u2019influenza fra i due negoziati deriva dalla similitudine della materia in discussione: si tratta del desiderio degli elettori di limitare la presenza di stranieri. Nel caso britannico, si pensava soprattutto ai costi sociali dell\u2019immigrazione. Nel caso svizzero si va oltre, e l\u2019elettorato ha espresso l\u2019auspicio di introdurre quote e contingenti che limitino l\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>Le similitudini non si fermano qui: sia Gran Bretagna che Svizzera sono Paesi che hanno buone prestazioni economiche, basate anche sull\u2019afflusso di stranieri altamente qualificati. Dov\u2019\u00e8 il problema allora? Nel caso svizzero occorre considerare che la Confederazione ospita la pi\u00f9 alta popolazione di origine straniera in Europa (quasi il 25%) se si esclude Lussemburgo. La questione assume quindi un aspetto sociale e identitario, pi\u00f9 che economico.<\/p>\n<p>Le similitudini e le interrelazioni riguardano anche le soluzioni: la libert\u00e0 di circolazione delle persone rappresenta una delle quattro libert\u00e0 fondamentali del mercato interno dell\u2019Ue. Queste libert\u00e0 sono interconnesse e non \u00e8 ammissibile concederle disgiuntamente. In questo senso il negoziato che sta andando avanti fra Berna e Bruxelles, che essenzialmente riguarda il grado di limitazione che \u00e8 accettabile per l\u2019Ue alla libera circolazione delle persone, avr\u00e0 dei riflessi anche sul futuro negoziato con Londra. E questa prospettiva limita chiaramente i margini di manovra per l\u2019Ue e gli Stati membri.<\/p>\n<p>Una soluzione, nel caso svizzero, si impone, anche per l\u2019importanza delle relazioni bilaterali. La Svizzera \u00e8 al centro dell\u2019Europa e del mercato unico europeo; dal punto di vista commerciale, si tratta del quarto maggior acquirente di beni prodotti nell\u2019Ue nel 2015, confortevolmente davanti ad un grande Paese come la Turchia.<\/p>\n<p>La quadratura del cerchio fra libera circolazione delle persone e limitazione della stessa con quote e contingenti, da introdurre per legge o decreto, non \u00e8 facile. Una possibile via d\u2019uscita sarebbe l\u2019articolo dell\u2019Alcp che prevede che \u201cin caso di gravi difficolt\u00e0 di ordine economico e sociale\u201d il Comitato congiunto Ue-Svizzera prenda le misure del caso.<\/p>\n<p>Ma quali misure? E come giustificare l\u2019attivazione di un simile meccanismo in un Paese che non raggiunge il 4% di disoccupazione? Questa \u00e8 la sfida dei prossimi mesi. Certamente per Bruxelles non sono ammissibili restrizioni o clausole di preferenza nazionale.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 interessante verificare se si riuscir\u00e0 a trovare un\u2019intesa su limitazioni molto pi\u00f9 larvate come una preferenza temporanea nell\u2019accesso al mercato del lavoro per i residenti, e qualche limitazione nel campo della sicurezza sociale. Certo \u00e8 che soluzioni \u201csoft\u201d come queste, che sono attualmente in discussione nel Parlamento svizzero, non sono conformi alla volont\u00e0 espressa dal popolo svizzero con il referendum.<\/p>\n<p><b>Ipotesi giudici stranieri per risolvere le controversie <\/b><br \/>Ammesso e non concesso che una soluzione si trovi, la materia del contendere non si ferma qui. \u00c8 in negoziato infatti da tempo anche un \u201caccordo quadro\u201d fra Ue e Svizzera che razionalizzi le complesse relazioni frazionate in circa 120 accordi settoriali, senza un quadro giuridico certo che assicuri anche una efficace soluzione delle controversie.<\/p>\n<p>Contrariamente ai Paesi che fanno parte dello Spazio economico europeo, rifiutato dal popolo svizzero in un referendum del 1992, la Svizzera, con qualche eccezione, non \u00e8 tenuta a recepire automaticamente l\u2019<i>acquis<\/i> comunitario relativo al mercato interno, n\u00e9 deve conformarsi alla giurisdizione della Corte europea di giustizia.<\/p>\n<p>Una tale competenza sarebbe estremamente mal vista dall\u2019opinione pubblica elvetica, mentre per l\u2019Ue \u00e8 essenziale disporre di un meccanismo vincolante di soluzione delle controversie. Per questo la Commissione lega le due questioni, l\u2019accordo quadro e una soluzione per l\u2019Alpc.<\/p>\n<p>Questo vincolo risulta per\u00f2 assai problematico perch\u00e9 l\u2019elettorato svizzero dovrebbe digerire nello stesso periodo due amari calici: quello dell\u2019abbandono di un vincolo all\u2019immigrazione e quello della competenza, pur \u201cmediata\u201d, di giudici stranieri. Forse davvero troppo, tanto da consigliare di sciogliere il legame temporale fra i due negoziati.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia cerca di mediare<\/b><br \/>In questo ambito l\u2019Italia cerca di mediare. Senza transigere sui principi, e ricordando che ogni giorni circa 70 mila connazionali si recano a lavorare in Svizzera, il governo sta cercando di trovare una soluzione.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte le relazioni bilaterali sono troppo importanti: con un interscambio di circa 30 miliari (e un saldo in attivo) la Svizzera conta per noi quasi quanto la Cina. La denuncia dei \u201cBilaterali I\u201d avrebbe un costo in termini di export valutabile in termini di qualche miliardo, anche se non ci sono studi precisi.<\/p>\n<p>Abbiamo in Svizzera una comunit\u00e0 di 600 mila connazionali, in crescita da qualche anno, nonch\u00e9 una lunga frontiera comune che costituisce una delle nostre \u201cporte\u201d verso il mercato unico europeo.<\/p>\n<p>La nuova galleria ferroviaria del Gottardo, che potrebbe costituire un fattore di forte recupero di competitivit\u00e0 per i porti del nord Italia, accorciando i tempi verso l\u2019Europa centrale e settentrionale, non potrebbe essere ben sfruttata se, ad esempio, dovesse decadere l\u2019accordo Ue-Svizzera sul trasporto merci e passeggeri su strada e ferrovia.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci si \u00e8 tanto preoccupati per la Brexit, ma c\u2019\u00e8 un&#8217;altra relazione in pericolo: quella fra la Svizzera e l\u2019Unione europea, Ue. 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