{"id":36220,"date":"2016-09-23T00:00:00","date_gmt":"2016-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lite-kosovo-montenegro-sul-confine-lungo-le-montagne-maledette\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:23","slug":"lite-kosovo-montenegro-sul-confine-lungo-le-montagne-maledette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/lite-kosovo-montenegro-sul-confine-lungo-le-montagne-maledette\/","title":{"rendered":"Lite Kosovo-Montenegro sul confine lungo le Montagne Maledette"},"content":{"rendered":"<p>Era il 26 agosto 2015 e a Vienna, i rappresentati diplomatici di Montenegro e Kosovo &#8211; ex provincia serba dichiaratasi indipendente da Belgrado nel 2008 &#8211; firmavano un accordo sulla demarcazione della linea di confine che divide le due giovani repubbliche lungo le cosiddette \u201cMontagne Maledette\u201d (Prokletije).<\/p>\n<p>La parola \u00e8 passata quindi ai parlamenti nazionali, con il compito di ratificare l&#8217;intesa. In Montenegro la questione \u00e8 stata rapidamente risolta: a fine dicembre 2015 l&#8217;assemblea nazionale di Podgorica ha approvato a larghissima maggioranza.<\/p>\n<p><b>La battaglia di Vetevendosje\u00a0<\/b><br \/>\nIn Kosovo, per\u00f2, le cose sono andate diversamente. Nel parlamento di Pristina, con maggioranza e opposizione gi\u00e0 ai ferri corti, la demarcazione del confine col Montenegro \u00e8 diventato oggetto di polemiche violentissime.<\/p>\n<p>Secondo i principali partiti di opposizione, con in testa il movimento radicale Vetevendosje (Autodeterminazione), la linea di confine concordata a Vienna (lunga circa 80 chilometri) sottrarrebbe al Kosovo pi\u00f9 di 8mila ettari di territorio. La frontiera proposta sarebbe infatti basata non sulle mappe che definivano il territorio kosovaro secondo la costituzione jugoslava del 1974, ma su quelle volute dal leader nazionalista serbo Slobodan Milosevic che nel 1996 avrebbe \u201cridotto\u201d il Kosovo a favore del vicino Montenegro.<\/p>\n<p>Lo scontro sulla frontiera si \u00e8 quindi sommato alle diatribe sulla spinosa e irrisolta questione della creazione di un&#8217;Associazione delle municipalit\u00e0 serbe in Kosovo, parte fondamentale degli accordi di normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo facilitati dall&#8217;Unione europea, Ue, e sottoscritti a Bruxelles nell&#8217;aprile 2013, ma invisi all&#8217;opposizione che parla di creazione di un&#8217;entit\u00e0 in grado di sabotare il funzionamento della nuova repubblica e del pericolo di \u201cbosnizzazione del Kosovo\u201d.<\/p>\n<p>La battaglia politica ha presto assunto toni parossistici sia dentro sia fuori dall&#8217;aula parlamentare e ha raggiunto le pagine dei media internazionali quando l&#8217;opposizione ha inaugurato tattiche ostruzionistiche estreme, come la ripetuta esplosione di fumogeni in parlamento per sospendere il dibattito.<\/p>\n<p>A conferma dell&#8217;alto grado di tensione, il 4 agosto 2016, due giorni dopo l&#8217;ennesima seduta dedicata alla demarcazione del confine, una bomba \u00e8 stata lanciata contro la sede del parlamento a Pristina. Alcuni giorni dopo un altro ordigno, stavolta neutralizzato dalla polizia kosovara, \u00e8 stato rinvenuto nei pressi dell&#8217;abitazione di Murat Meha, direttore della commissione statale che si occupa della definizione del confine. Nei giorni seguenti, sei attivisti di Vetevendosje sono stati arrestati con l&#8217;accusa di essere i responsabili degli attacchi.<\/p>\n<p><b>Pi\u00f9 concessioni per l\u2019Associazione delle municipalit\u00e0 serbe in Kosovo\u00a0<\/b><br \/>\nLe conclusioni di una commissione internazionale di esperti voluta dall&#8217;allora presidente Atifete Jahjaga, secondo la quale il confine proposto dall&#8217;accordo gi\u00e0 firmato \u201csoddisfa pienamente gli standard internazionali\u201d non sono riuscite a calmare gli animi.<\/p>\n<p>Dopo una fumata nera a luglio scorso, anche un nuovo tentativo di arrivare al voto il 1\u030a settembre \u00e8 naufragato, costringendo il primo ministro Isa Mustafa a rinviare la ratifica a data da destinarsi. Stavolta, a far mancare i numeri per un voto positivo (sulla questione \u00e8 necessaria una maggioranza qualificata dei due terzi) \u00e8 stata per\u00f2 la lista dei serbi del Kosovo che, secondo voci di corridoio, avrebbe vincolato il proprio appoggio a concessioni sulla partita dell&#8217;Associazione delle municipalit\u00e0 serbe.<\/p>\n<p>Se confini e \u201csacralit\u00e0\u201d del territorio sono temi estremamente sentiti in Kosovo, Paese appena emerso da un conflitto nazionale con la Serbia, le radici dello scontro sembrano per\u00f2 affondare nel difficile funzionamento della giovane democrazia kosovara.<\/p>\n<p>Il sistema politico di Pristina non si \u00e8 ancora ripreso dalle conseguenze nefaste delle ultime elezioni politiche, tenute nel 2014. Dopo il conteggio dei voti, i partiti di opposizione (Vetevendosje, Lega democratica del Kosovo &#8211; Ldk, Alleanza per il futuro del Kosovo e Nisma) avrebbero avuto i numeri per creare un governo e scalzare l&#8217;ex primo ministro &#8211; e ora presidente &#8211; Hashim Thaci, leader storico prima dell&#8217;Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) e poi del Partito democratico (Pdk).<\/p>\n<p>Le resistenze di Thaci, insieme a discusse sentenze della Corte Costituzionale, hanno per\u00f2 prima portato a un lungo stallo, e poi alla nascita di un&#8217;alleanza \u201cinnaturale\u201d tra Pdk ed Ldk (benvista per\u00f2 dai circoli internazionali, che hanno apertamente appoggiato l&#8217;operazione) che ha spaccato l&#8217;opposizione, lasciando ferite profonde e ancora non rimarginate.<\/p>\n<p>Convinta di giocare una partita falsata in partenza, l&#8217;opposizione ha quindi puntato sul boicottaggio violento delle istituzioni &#8211; soprattutto sui temi caldi della demarcazione del confine e delle municipalit\u00e0 serbe &#8211; per attaccare frontalmente un esecutivo accusato di corruzione e nepotismo.<\/p>\n<p><b>L\u2019impasse sul confine e i visti Ue per i kosovari\u00a0<\/b><br \/>\nPrigioniera dello scontro interno, la diatriba sul confine rischia per\u00f2 di avere strascichi pesanti non solo sulle fragili istituzioni di Pristina, ma anche sulle delicate relazioni regionali e globali del Kosovo. Un forte ritardo, condito da provocazioni e proteste sulla frontiera, gi\u00e0 messe in atto nei mesi scorsi, potrebbe mettere a repentaglio le relazioni col Montenegro, che fino ad oggi ha avuto un atteggiamento benevolo e amichevole nei confronti di Pristina.<\/p>\n<p>Il rischio pi\u00f9 forte, per\u00f2, \u00e8 nel possibile deterioramento del fondamentale rapporto con Stati Uniti e Ue. Durante la sua recente visita a Pristina il vice presidente Usa, Joe Biden, ha espressamente chiesto al Kosovo di \u201crispettare i propri obblighi internazionali\u201d con riferimento anche alla questione del confine col Montenegro. L&#8217;Ue ha preso posizione in modo ancora pi\u00f9 netto.<\/p>\n<p>Una delle due principali condizioni (l&#8217;altra \u00e8 la lotta a corruzione e criminalit\u00e0 organizzata) che Bruxelles ha posto a Pristina per eliminare l&#8217;obbligo di visto ai cittadini kosovari che vogliono recarsi nei paesi Ue \u00e8 proprio la soluzione dell&#8217;impasse sul confine. Finch\u00e9 la questione non sar\u00e0 risolta, il Kosovo, unico Paese ancora escluso dei Balcani, rester\u00e0 ancora sulla \u201clista nera\u201d di Schengen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 26 agosto 2015 e a Vienna, i rappresentati diplomatici di Montenegro e Kosovo &#8211; ex provincia serba dichiaratasi indipendente da Belgrado nel 2008 &#8211; firmavano un accordo sulla demarcazione della linea di confine che divide le due giovani repubbliche lungo le cosiddette \u201cMontagne Maledette\u201d (Prokletije). 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