{"id":36240,"date":"2016-09-25T00:00:00","date_gmt":"2016-09-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nord-stream-2-tra-i-due-litiganti-il-terzo-gode\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:23","slug":"nord-stream-2-tra-i-due-litiganti-il-terzo-gode","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/nord-stream-2-tra-i-due-litiganti-il-terzo-gode\/","title":{"rendered":"Nord Stream 2: tra i due litiganti il terzo gode"},"content":{"rendered":"<p>Basta lezioni da Bruxelles, l\u2019Italia ha gi\u00e0 fatto i compiti a casa. La reazione italiana ai siparietti franco -tedeschi di Bratislava \u00e8 chiara: Roma non \u00e8 d\u2019accordo su diversi dossier. Oltre alle politiche di austerity e alla gestione della crisi dei rifugiati, le divergenze coinvolgono anche il campo energetico.<\/p>\n<p>In attesa del giudizio della Commissione europea continua la <i>querelle<\/i> italo-tedesca sulla costruzione del gasdotto Nord Stream 2. A farne le spese, oltre alle relazioni bilaterali sono anche gli sforzi dell\u2019Unione europea, Ue, di creare un approccio comune alla sicurezza energetica.<\/p>\n<p>A seguito della bocciatura di South Stream, l\u2019Italia si \u00e8 fortemente opposta al progetto Nord Stream 2 &#8211; che inizialmente coinvolgeva quattro compagnie europee, di cui due tedesche e la russa Gazprom (che ne possiede il 50%), ma al momento gli accordi sono in via di ridefinizione &#8211; e ha accusato la Commissione europea di adottare standard diversi per Roma e Berlino.<\/p>\n<p>Tuttavia a un\u2019analisi pi\u00f9 dettagliata dei fatti, sembra che in questa storia il gas sia solo il pretesto per una sfida pi\u00f9 audace che l\u2019Italia lancia non solo alla Germania, ma anche all\u2019Ue e soprattutto a se stessa. E c\u2019\u00e8 chi, come la Russia, cerca di trarre vantaggio da questa lite. Mosca infatti mira a consolidare il suo ruolo di principale fornitore di gas naturale all\u2019Europa.<\/p>\n<p><b>Nord Stream 2: il \u201cno\u201d dell\u2019Italia<\/b><br \/>L\u2019Italia \u00e8 il secondo importatore di gas naturale russo in Europa e transita attraverso il territorio ucraino. Il percorso di Nord Stream 2, al pari di Nord Stream 1 che \u00e8 gi\u00e0 operativo, bypassa l\u2019Ucraina, la Repubblica ceca e slovacca per arrivare direttamente in Germania passando sotto il mar Baltico.<\/p>\n<p>Se, come annunciato, Gazprom taglier\u00e0 i rifornimenti all\u2019Ucraina entro il 2019, la Germania diventerebbe il principale Paese di transito per le importazioni italiane di gas dalla Russia.<\/p>\n<p>L\u2019industria italiana perderebbe molto in termini di competitivit\u00e0, poich\u00e9 sarebbe costretta a importare energia a un prezzo pi\u00f9 alto (dovuto alle tariffe di transito e ai costi di realizzazione di nuove interconnessioni tra Germania e Italia) dal suo diretto concorrente. Inoltre, Nord Stream 2 sposterebbe al nord il fulcro dell\u2019approvvigionamento energetico europeo, compromettendo il ruolo di hub energetico dell\u2019Italia nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019argomento principale con cui l\u2019Italia si oppone a Nord Stream 2 riguarda la vicenda del gasdotto South Stream, bocciato dalla Commissione europea in ragione dell\u2019incompatibilit\u00e0 con le direttive del Terzo pacchetto energetico.<\/p>\n<p>L\u2019Italia lamenta perdite economiche importanti e vorrebbe che a Nord Stream 2 fossero applicati i medesimi criteri che hanno portato alla cancellazione di South Stream. Da un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita si capisce per\u00f2 che le ragioni economiche sono solo la punta dell\u2019iceberg.<\/p>\n<p>Quello che l\u2019Italia contesta con forza sono l\u2019applicazione di standard diversi per Roma e Berlino nell\u2019Ue &#8211; dove i funzionari tedeschi occupano ruoli chiave \u2013 e un ruolo pi\u00f9 incisivo all\u2019interno dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>L\u2019ambivalenza tedesca<\/b><br \/>A giudicare dalla linea dura sulle sanzioni alla Russia, l\u2019appoggio del governo tedesco a Nord Stream 2 potrebbe sembrare piuttosto fuori luogo perch\u00e9 apporterebbe grandi vantaggi alla Russia, ma priverebbe l\u2019Ucraina dei ricavi sul transito del gas.<\/p>\n<p>Per capire l\u2019impatto della questione Nord Stream 2 in Germania \u00e8 tuttavia necessario esplorare tre dimensioni: innanzitutto il rapporto con Mosca, che non \u00e8 una questione pacifica per Berlino non solo a livello politico ma anche sociale; in secondo luogo le pressioni della comunit\u00e0 imprenditoriale tedesca, parte della quale vorrebbe riprendere a commerciare regolarmente con la Russia; infine un problema di carattere politico che investe le dinamiche infra-partitiche e mette in dubbio le scelte di politica europea, come si pu\u00f2 notare dall\u2019ascesa del partito euroscettico Alternativa per la Germania.<\/p>\n<p>La cancelliera tedesca Angela Merkel non pu\u00f2 semplicemente ignorare le istanze di importanti politici il cui contributo \u00e8 decisivo nella coalizione di governo. Ha bisogno di mostrare flessibilit\u00e0 nei confronti della Russia, nonostante i danni potenziali che Nord Stream 2 apporterebbe all\u2019indipendenza energetica europea.<\/p>\n<p>Secondo alcuni esperti la cancelliera potrebbe lavorare dietro le quinte e incoraggiare la Commissione a rivedere la compatibilit\u00e0 di Nord Stream 2 con il terzo pacchetto energetico. Se la Commissione non accordasse a Nord Stream 2 le stesse deroghe previste per Nord Stream 1, la Merkel potrebbe evitare di intervenire in prima persona, facendo passare il tutto per una decisione pi\u00f9 coerente con le scelte europee in generale.<\/p>\n<p><b>La partita di Mosca <\/b><br \/>Per Mosca, Nord Stream 2 \u00e8 una partita importante perch\u00e9 le consentirebbe di raggiungere il mercato europeo eliminando i rischi legati al transito dei gasdotti in Ucraina, passaggio che da sempre crea scompiglio nella distribuzione e nei pagamenti.<\/p>\n<p>La costruzione di questa consentirebbe a Gazprom di mantenere una posizione di privilegio e di maggiore competitivit\u00e0 nelle forniture energetiche all\u2019Europa a discapito del gas naturale liquefatto proveniente, tra gli altri, dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche una questione di politica estera. Il progetto Nord Stream 2 semina zizzania e non c\u2019\u00e8 dubbio che esso possa influenzare negativamente la realizzazione di una politica energetica comune pi\u00f9 coesa, come previsto delle linee guida dell\u2019Unione energetica. Finora il piano sembra reggere: su Nord Stream 2 e nei rapporti con Mosca l\u2019Italia e la Germania rifuggono la cooperazione e adottano strategie individuali.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 grave \u00e8 la messa in discussione della credibilit\u00e0 delle istituzioni europee, in modo particolare della Commissione &#8211; di cui l\u2019Italia critica il doppio standard &#8211; e la coerenza dell\u2019azione esterna che si incrina periodicamente, a seconda delle esigenze politiche ed economiche dei singoli Paesi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta lezioni da Bruxelles, l\u2019Italia ha gi\u00e0 fatto i compiti a casa. 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