{"id":36280,"date":"2016-09-27T00:00:00","date_gmt":"2016-09-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/difesa-comune-europea-la-volta-buona\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:22","slug":"difesa-comune-europea-la-volta-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/difesa-comune-europea-la-volta-buona\/","title":{"rendered":"Difesa comune europea: la volta buona?"},"content":{"rendered":"<p>A Bratislava l\u2019Italia ha formalizzato la sua posizione nel dibattito in corso sulla difesa comune europea, che ha accelerato dopo la Brexit e la presentazione della European Union Global Strategy, Eugs, da parte dell\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini.<\/p>\n<p>L\u2019approvazione della Strategia da parte del Consiglio europeo di giugno \u00e8 stata seguita da un periodo di grande vivacit\u00e0 in termini di iniziative e incontri bilaterali e unilaterali sul tema della difesa europea. Particolarmente attivi in questo senso Francia, Germania e Italia, anche se con visioni non sempre chiare e coerenti.<\/p>\n<p><b>La visione italiana: breve e lungo termine<\/b><br \/>In occasione della riunione informale dei responsabili di difesa a Bratislava il 26 e il 27 settembre, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha presentato un documento che illustra il piano italiano per una difesa comune europea.<\/p>\n<p>La visione italiana si articola sostanzialmente su due livelli di azione. Da un lato, in una prospettiva di lungo termine si punta alla realizzazione di un\u2019Ue per la difesa europea sul modello di Schengen. L\u2019idea \u00e8 quella di accelerare l\u2019integrazione nell\u2019ambito della difesa mettendo in condivisione un certo numero di strumenti e risorse, partendo da un nucleo aggregatore e ristretto di Stati che hanno le capacit\u00e0 militari e la volont\u00e0 politica per fungere da avanguardia.<\/p>\n<p>Tra gli obiettivi vi \u00e8 la creazione di una Forza multinazionale europea, Fme, dotata di una struttura di comando, meccanismi decisionali e di finanziamento comuni da mettere a disposizione non solo per missioni dell\u2019Ue, ma anche per operazioni militari in ambito Nato e Onu. L\u2019iniziativa dovrebbe poi aprirsi alla partecipazione di altri stati ed essere incorporata all\u2019interno dei Trattati in un secondo momento, proprio come avvenuto per Schengen.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, il secondo livello di azione prevede di sfruttare nel breve termine il potenziale inespresso di alcuni strumenti offerti dai Trattati vigenti, tra cui l\u2019articolo 44 relativo alle missioni effettuate da un gruppo di stati per conto dell\u2019Ue e l\u2019articolo 46 per l\u2019attivazione del meccanismo di cooperazione rafforzata e permanente (Permanent Structured Cooperation &#8211; Pesco).<\/p>\n<p><b>La proposta franco-tedesca: un rilancio a due<\/b><br \/>Francia e Germania hanno per\u00f2, nel frattempo, riaffermato lo storico asse di cooperazione bilaterale. L\u201911 settembre i Ministri della Difesa dei due Paesi hanno presentato all\u2019Alto Rappresentante una dichiarazione congiunta per contribuire all\u2019attuazione della Eugs nel campo della difesa, che non si discosta molto dalle idee italiane discusse inizialmente a livello trilaterale.<\/p>\n<p>Tra i punti principali del documento franco-tedesco figurano l\u2019attivazione della Pesco; la creazione, nel medio termine, di un Quartier Generale europeo civile e militare per la pianificazione e la condotta di operazioni nel quadro della Politica di sicurezza e difesa comune, Psdc, il rilancio dei Battlegroups europei e la revisione del meccanismo Athena per il finanziamento delle operazioni militari.<\/p>\n<p>Altre idee, maggiormente innovative, riguardano la creazione di un comando europeo per l\u2019assistenza medica, un polo logistico per le capacit\u00e0 di trasporto strategico, una maggiore condivisione operativa di immagini satellitari, il rafforzamento degli Eurocorps e il loro contributo nell\u2019ambito di missioni Psdc.<\/p>\n<p><b>L\u2019Action Plan per la difesa della Commissione europea<\/b><br \/>In questo contesto, la Commissione sta lavorando per rafforzare e rendere pi\u00f9 efficiente il mercato della difesa europeo. Lo European Defence Action Plan, Edap, che dovrebbe essere presentato entro fine anno e che vede il forte sostegno italiano, mira infatti ad individuare strumenti concreti per promuovere la cooperazione industriale e rimuovere quegli ostacoli che fino ad ora hanno limitato l\u2019integrazione e la competitivit\u00e0 del settore della difesa europeo.<\/p>\n<p>Nello specifico, gli sforzi della Commissione si concentrano principalmente su tre ambiti. Prima di tutto sostegno alla ricerca: l\u2019idea \u00e8 di istituire uno European Defence Research Program nell\u2019ambito del prossimo Programma Quadro per la ricerca 2021-2027, attraverso il quale dovrebbero essere finanziati anche progetti a sostegno di una autonomia strategica dell\u2019Europa nel campo della difesa, oltre che consentire l\u2019utilizzo del Programma Quadro per progetti che hanno un interesse militare. <\/p>\n<p>In seconda e terza battuta, invece, si sta valutando l\u2019introduzione di incentivi fiscali e finanziari quali la possibilit\u00e0 di modificare le regole della Banca europea per gli investimenti, Bei, che vietano finora investimenti nel campo della difesa, l\u2019accesso ai fondi strutturali e di investimento europei, e l\u2019esenzione dell\u2019Iva per i programmi di cooperazione europea per agevolare gli investimenti congiunti nel settore della difesa, nonch\u00e9 una maggiore applicazione delle normative esistenti in materia di acquisizioni e trasferimenti intra-comunitari, oltre che un rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti.<\/p>\n<p><b>Un\u2019occasione da non perdere<\/b><br \/>In un momento di grande incertezza, il progetto di integrazione europea nella difesa sembra rappresentare una sorta di rassicurante coperta di Linus per l\u2019Ue, in grado di far superare la sensazione di \u201cabbandono\u201d e insicurezza post-Brexit. Questo terreno, diversamente che in passato, appare meno controverso rispetto ad altre questioni sul tavolo, politica economica e migrazione in primis, e vede allineate le visioni politiche dei maggiori Paesi europei seppur con motivazioni differenti.<\/p>\n<p>Si tratta di una finestra di opportunit\u00e0 unica che gli stati europei devono impegnarsi per sfruttare al meglio. Un appuntamento importante sar\u00e0 il Consiglio europeo di dicembre che, sulla base delle conclusioni del Consiglio Affari Esteri in programma il 14-15 novembre, dovrebbe adottare decisioni concrete per l\u2019attuazione della Eugs nell\u2019ambito della sicurezza e della difesa \u2026 che sia davvero la volta buona?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Bratislava l\u2019Italia ha formalizzato la sua posizione nel dibattito in corso sulla difesa comune europea, che ha accelerato dopo la Brexit e la presentazione della European Union Global Strategy, Eugs, da parte dell\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini. 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