{"id":36310,"date":"2016-09-29T00:00:00","date_gmt":"2016-09-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-beffa-della-tregua-in-siria\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:21","slug":"la-beffa-della-tregua-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/la-beffa-della-tregua-in-siria\/","title":{"rendered":"La beffa della tregua in Siria"},"content":{"rendered":"<p>Le notizie sulla Siria sono finite in quinta pagina nei nostri quotidiani e in quelli internazionali. Le nostre opinioni pubbliche oscillano tra la paura dell\u2019invasione di rifugiati e l\u2019indifferenza, interrotta solo da brevi sussulti di piet\u00e0 di fronte alle foto del piccolo Aylan, disteso come addormentato sulla spiaggia turca, o del Campo palestinese di Yarmouk (Damasco) in macerie. La gente si chiede cosa mai c\u2019entrano i bambini o i palestinesi rifugiati in Siria dal \u201948. C\u2019entrano. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 ora la Siria \u00e8 un\u2019immensa estensione di macerie, e i profughi grandi e piccoli si aggrappano ai barconi dei trafficanti del mare spesso senza scampo. Oltre 3.000 nel solo 2016 i naufragi nel Mediterraneo, secondo stime dell\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni.<\/p>\n<p><b>L\u2019accordo che non c\u2019\u00e8<\/b><br \/>Perch\u00e9 l\u2019intesa del 9 settembre tra Usa e Russia, la seconda dopo il tentativo di febbraio, non sta funzionando? <\/p>\n<p>La risposta \u00e8 rintracciabile dietro il linguaggio criptico di Staffan De Mistura, in una recente intervista. Egli esplicita cinque aspetti: <br \/>1) l\u2019intesa sulla tregua doveva avere un passaggio in Consiglio di Sicurezza e al Syrian Support Group di New York, ma cos\u00ec non \u00e8 stato; <br \/>2) occorre un\u2019indagine molto seria sul bombardamento al convoglio Onu del 17 settembre, che era autorizzato da Damasco, c\u2019erano persino le coordinate Gps, ed era gestito dalla Mezzaluna Rossa; <br \/>3) se la tregua fosse durata almeno 7 giorni si sarebbe dovuto passare alla creazione del \u2018centro operativo congiunto\u2019 per coordinare gli attacchi all\u2019Isis e ai jihadisti: a quel punto i ribelli avrebbero dovuto scegliere se separarsi da Al-Nusra o meno; <br \/>4) esiste un\u2019ambiguit\u00e0 tra cosa \u00e8 Al-Qaida\/Al-Nusra e cosa non lo \u00e8; <br \/>5) pi\u00f9 ci si avvicina alle elezioni americane meno \u00e8 probabile che la tregua venga attuata. <\/p>\n<p><b>Troppe cose non chiare<\/b><br \/>Tra accuse americane e parallele recriminazioni russe su chi sia il vero responsabile della situazione di stallo, si intuisce che John Kerry e Sergej Lavrov, nell\u2019instancabile e probabilmente sincera ricerca di un\u2019intesa, sono stati lasciati soli. <\/p>\n<p>Al Pentagono e a larga parte dei Repubblicani questa intesa, che prevede una collaborazione diretta militare e di intelligence con la Russia, non piace. A Putin invece piacerebbe, se solo potessero essere presi di mira non solo l\u2019Isis ma anche ogni altra formazione di ribelli in armi contro Assad.<\/p>\n<p>Uno dei problemi cruciali \u00e8 proprio questo: chi bombardare congiuntamente? E come distinguere i ribelli moderati dai ribelli jihadisti, tanto pi\u00f9 che le formazioni spesso combattono insieme e che Al-Nusra in molte aree ha soggiogato i primi? <\/p>\n<p>Un\u2019ambiguit\u00e0 del resto reperibile nelle stesse Risoluzioni Onu di questi anni, che citano Isis, Al-Nusra e altre \u201cformazioni affini\u201d non specificate. E che da ultimo si ritrova nell\u2019appello scaturito dal Syrian Support Group a New York, che invita la Russia a \u201cfocalizzarsi sulla distruzione dell\u2019Isis\u201d pur ribadendo che Al-Nusra \u00e8 un\u2019organizzazione terrorista nemica della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><b>Molto pi\u00f9 semplice continuare a sparare<\/b><br \/>Nel frattempo, altre distruzioni e altre vittime, soprattutto tra la popolazione civile, in particolare lungo l\u2019asse Damasco-Homs-Hama-Aleppo, in larga sintesi la \u201cSiria utile\u201d rispetto alla Siria dei deserti. <\/p>\n<p>Nell\u2019area si concentrano i raid aerei russi o siriani, e i T-90 e T-72 siriani, mentre converge su Latakia la portaerei Kuznetsov con un carico supplementare. Parallelamente, altre armi pesanti sono in arrivo per i ribelli dagli sponsor del Golfo.<\/p>\n<p>Per contro, al-Raqqa, roccaforte dell\u2019Isis nel Nord del paese, rimane per ora in secondo piano. Qui entra nella partita anche la Turchia che, avendo convinto russi e americani della sua buona causa &#8211; difendere la frontiera &#8211; e ottenuto da Washington il ritiro del Pyg curdo a Est dell\u2019Eufrate, offre ora volentieri la sua collaborazione militare.<\/p>\n<p>In ogni caso, con le elezioni americane alle porte, una Russia determinata a non discostarsi dagli obiettivi perseguiti, una Europa densa di incognite elettorali e non, una Turchia vulnerabile perch\u00e9 alle prese con tre fronti (Pkk, curdi di Siria, repressione dei \u2018seguaci di Gulen\u2019), anche i pi\u00f9 ottimisti devono registrare che tregua e ripresa dei negoziati non sono al momento alla portata.<\/p>\n<p>   .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le notizie sulla Siria sono finite in quinta pagina nei nostri quotidiani e in quelli internazionali. 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