{"id":36340,"date":"2016-10-03T00:00:00","date_gmt":"2016-10-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-difesa-e-la-foglia-di-fico\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:20","slug":"la-difesa-e-la-foglia-di-fico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/la-difesa-e-la-foglia-di-fico\/","title":{"rendered":"La Difesa e la foglia di fico"},"content":{"rendered":"<p>A me sembra che in questi giorni l\u2019Ue sia spasmodicamente impegnata a parlar d\u2019altro, ad evitare insomma di affrontare i problemi reali ed urgenti: quelli della stagnazione economica, della Brexit, del montare dei movimenti politici nazional-populisti e delle minacce alla sicurezza. <\/p>\n<p>Per carit\u00e0, non sar\u00f2 certo io a lamentarmi se l\u2019Europa della Difesa far\u00e0 qualche passo avanti (anche se mantengo ancora un certo scetticismo sui risultati reali dell\u2019attivismo di questi giorni, maturato negli anni). N\u00e9 mi sfugge che un\u2019Europa pi\u00f9 integrata ed efficace nel settore della Difesa avrebbe anche a sua disposizione migliori strumenti per far pesare di pi\u00f9 la sua influenza internazionale e per intervenire nelle situazioni di crisi. <\/p>\n<p>Tuttavia dovrebbe essere chiaro a tutti che qui parliamo di un processo di lungo periodo che, nell\u2019immediato, non avrebbe grandi effetti pratici. In altri termini, se la Russia (che per ora \u00e8 l\u2019unico paese che potrebbe avere la forza e la volont\u00e0 di minacciarci militarmente) dovesse attaccarci, l\u2019unica risposta credibile, oggi come ieri e come nei prossimi anni, risiede nella Nato e nell\u2019alleanza con gli americani. Certo noi potremmo fare un po\u2019 di pi\u00f9 e un po\u2019 meglio, ma non ancora abbastanza.<\/p>\n<p><b>Difesa o Sicurezza?<\/b><br \/>Questo non vuole essere un invito a non fare nulla. Al contrario, \u00e8 gran tempo che l\u2019Ue prenda sul serio il capitolo della Difesa. Ma non mi sembra abbastanza per rispondere alle crisi europee, e soprattutto mi sembra un po\u2019 troppo fuori asse rispetto alle preoccupazioni dei nostri concittadini. <\/p>\n<p>Diverso sarebbe stato se, ad esempio, l\u2019accento fosse stato messo sulla Sicurezza, che include certo anche aspetti militari e difensivi, ma \u00e8 molto diversa negli obiettivi e nelle strategie. Essa copre un\u2019area molto vasta di potenziali eventi, dai disastri naturali a quelli provocati dall\u2019uomo, dalle attivit\u00e0 criminali ad altre meno chiaramente identificabili. <\/p>\n<p>I suoi strumenti sono in primo luogo civili, ma i militari sono spesso e volentieri coinvolti nelle operazioni, a volte in modo determinante. Tuttavia le finalit\u00e0, e quindi anche i mezzi, le modalit\u00e0 del loro impiego, le strategie operative e la catena di comando, sono necessariamente diversi da quella che chiamiamo \u201cla Difesa\u201d. Oggi, si tratta di affrontare insieme in primo luogo alcuni di questi molteplici problemi: quelli che richiedono un approccio comune europeo per essere meglio gestiti e per moderarne le conseguenze negative. <\/p>\n<p><b>Decisioni complesse<\/b><br \/>Ecco quindi che parliamo di controllo delle frontiere nei confronti non solo o non tanto degli immigrati \u201cclandestini\u201d quanto dei contrabbandieri di droga, armi, tabacco, esseri umani e quant\u2019altro (e sappiamo da numerose ricerche come queste diverse attivit\u00e0 siano in realt\u00e0 tutte strettamente collegate tra loro e finiscano per fare capo alle stesse persone), con i loro legami con la criminalit\u00e0 organizzata e con le organizzazioni terroristiche. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo diviene sempre pi\u00f9 urgente proiettare la gestione dei flussi migratori lontano dalle nostre frontiere, nei paesi di origine e di transito dei migranti, per esercitare un pi\u00f9 attento controllo, combattere i fenomeni criminali ad essi associati e cominciare ad intervenire sulle cause economiche, ma soprattutto umanitarie che ne sono all\u2019origine. <\/p>\n<p>In questo caso parliamo evidentemente di una azione politica internazionale mirata ad ottenere la collaborazione di numerosi governi terzi, di coordinamento tra politica estera e politica degli aiuti economici nonch\u00e9 di politica commerciale, di organizzazione finalizzata di una parte consistente degli interventi umanitari eccetera. <\/p>\n<p>Parliamo anche di possibile proiezione della forza, ad esempio l\u00e0 dove non esistono serie forme di governo e dove si sono stabilite e regnano entit\u00e0 criminali: ci\u00f2 evidentemente richiede un forte intervento militare che tuttavia dovrebbe essere dimensionato agli obiettivi limitati da raggiungere nel quadro di una complessiva politica della Sicurezza.<\/p>\n<p>Si tratta anche di combattere il terrorismo all\u2019interno dei nostri confini, attraverso una molto pi\u00f9 stretta e possibilmente integrata azione di <i>intelligence<\/i>, di polizia ed infine giudiziaria. Sarebbe anche opportuno concordare ed attuare una linea comune di approccio nei confronti delle popolazioni immigrate, specie quelle di seconda e terza generazione, nostri concittadini tra cui evidentemente serpeggia il malcontento e dove agiscono agenti provocatori.<\/p>\n<p><b>Le frontiere che ci danneggiano<\/b><br \/>Tutto questo, ed altro ancora, non riuscir\u00e0 facilmente ad assumere un profilo pi\u00f9 integrato, ed ancora pi\u00f9 difficilmente sovranazionale, ma le capacit\u00e0 dei nostri singoli paesi nono sono da sole in grado di controllare tali fenomeni e le nostre frontiere nazionali si rivelano pi\u00f9 un vantaggio per i criminali che per noi, permettendo loro di sfruttare a nostro danno le diversit\u00e0 negli approcci, l\u2019insufficiente livello di reciproca informazione e la macchinosit\u00e0 della collaborazione giuridica internazionale. <\/p>\n<p>Progressi sostanziali in un approccio strategico complessivo alla questione della sicurezza sarebbero probabilmente apprezzati dai cittadini e andrebbero a tutto vantaggio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Ma invece di affrontare in modo prioritario e coerente l\u2019insieme delle questioni di sicurezza, i nostri paesi sono impegnati in una serie di sforzi frammentari e incompleti, per cui le politiche di aiuto ed assistenza e quelle commerciali non si adeguano necessariamente a queste priorit\u00e0. <\/p>\n<p>Anche il controllo delle frontiere \u00e8 visto come la sorveglianza di una linea statica, quando tutti sanno che la vera difesa di una barriera \u00e8 in avanti, e non certo quando essa \u00e8 ormai sotto assedio. Sorvegliamo i mari ed erigiamo inutili muri nella penisola balcanica, senza in tal modo gestire il flusso dei profughi e degli emigranti.<\/p>\n<p>La politica comune europea della Difesa, che dovrebbe prima o poi produrre una Difesa europea, \u00e8 un obiettivo importante e meritevole di grande attenzione e fanno bene il ministro della Difesa e il governo a tentare di sfruttare questo momento di apparente maggiore disponibilit\u00e0 dei partner. <\/p>\n<p>Ma la Difesa non dovrebbe essere usata come foglia di fico per nascondere il fatto che non si sanno o non si vogliono affrontare i temi pi\u00f9 urgenti e scottanti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A me sembra che in questi giorni l\u2019Ue sia spasmodicamente impegnata a parlar d\u2019altro, ad evitare insomma di affrontare i problemi reali ed urgenti: quelli della stagnazione economica, della Brexit, del montare dei movimenti politici nazional-populisti e delle minacce alla sicurezza. 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