{"id":36370,"date":"2016-10-05T00:00:00","date_gmt":"2016-10-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/marocco-i-fratelli-musulmani-cercano-il-bis\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:19","slug":"marocco-i-fratelli-musulmani-cercano-il-bis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/marocco-i-fratelli-musulmani-cercano-il-bis\/","title":{"rendered":"Marocco, i Fratelli Musulmani cercano il bis"},"content":{"rendered":"<p>Le elezioni politiche marocchine del 7 ottobre potrebbero riconsegnare al Parti de la Justice et du D\u00e9veloppement, Pjd, le chiavi dell\u2019esecutivo. Il partito del premier Abdelilah Benkirane ha governato ininterrottamente dal 2011, quando il re convoc\u00f2 le elezioni anticipate per placare il \u201cMovimento 20 febbraio\u201d. <\/p>\n<p>Da allora, i Fratelli musulmani del Marocco (privi per\u00f2 di affiliazione formale con gli <i>Ikhwan<\/i>) sono divenuti forza di governo: l\u2019unico esempio regionale, insieme a Ennahda in Tunisia, di un Islam politico capace di adattarsi al contesto locale. Slogan contrapposti tra partiti, ma convergenza di fondo sulle <i>policies <\/i>economiche: perch\u00e9 il vero arbitro, in materia politica e religiosa, continua a essere re Mohammed VI.<\/p>\n<p><b>I duellanti Pjd e Pam<\/b><br \/>Per cinque anni, il Pjd ha guidato una coalizione composta da socialisti, centristi, conservatori e, fino al 2013, nazionalisti (Istiqlal). Per superare la frammentazione partitica e scongiurare l\u2019ingovernabilit\u00e0 sar\u00e0 ancora necessaria una coalizione: la soglia di sbarramento \u00e8 peraltro scesa al 3%. <\/p>\n<p>Il Partito dell\u2019Autenticit\u00e0 e della Modernit\u00e0, Pam, \u00e8 oggi il principale sfidante del Pjd: due partiti speculari che sembrano per\u00f2 complementari, poich\u00e9 capaci, con la loro propaganda, di occupare tutto lo spazio pubblico. <\/p>\n<p>I Fratelli marocchini, principale sigla dell\u2019Islam politico, raccolgono voti nei centri urbani: nel 2015, tutte le grandi citt\u00e0 del Marocco (Rabat, Casablanca, Tangeri, Fez, Agadir) hanno eletto sindaci del Pjd. Nel Pam, molto vicino alla monarchia e fondato da un consigliere del sovrano nel 2008, si riconoscono invece le aree rurali del paese. <\/p>\n<p><b>Anti-sistema vs anti-islamisti<\/b><br \/>Tra Pjd e Pam c\u2019\u00e8 una sostanziale convergenza sulle misure economico-sociali da attuare, con il primo pi\u00f9 attento alla giustizia sociale e il secondo alla crescita economica. Cos\u00ec, pi\u00f9 che sul bilancio dell\u2019esecutivo Benkirane, i due principali partiti stanno duellando su temi-bandiera. <\/p>\n<p>Come nella campagna elettorale del 2011, il Pjd insiste nella denuncia delle clientele e della corruzione: <i>tahakoum<\/i>, ovvero &#714;dominio&#715;, &#714;autoritarismo&#715;, \u00e8 stata la parola pi\u00f9 utilizzata dalla Fratellanza durante questa campagna, nonostante i Fratelli marocchini abbiano finora governato evitando di sfidare apertamente il <i>makhzen<\/i>, il sistema di potere monarchico. <\/p>\n<p>Mentre il Pjd continua a porsi come partito anti-sistema, il Pam si focalizza invece sull\u2019identit\u00e0 islamica del Pjd. L\u2019obiettivo \u00e8 assimilare i Fratelli del Marocco agli altri <i>Ikhwan <\/i>regionali (in primis gli egiziani), per convincere gli elettori della necessit\u00e0 di sostituire l\u2019Islam politico con un progetto &#714;modernista&#715;. <\/p>\n<p>I salafiti sono tornati nella competizione elettorale, ma da indipendenti ospitati in liste altre (Pjd e Istiqlal). Non partecipa al voto al-Adl wal-Ihsan (Giustizia e Carit\u00e0), del defunto <i>shaykh <\/i>Abdessalam Yassine. La formazione, critica nei confronti del regime marocchino, \u00e8 per\u00f2 in competizione con i Fratelli per il monopolio sull\u2019Islam politico: tra l\u2019altro, il Pjd conserva un movimento religioso affiliato (<i>haraka<\/i>) prezioso per la mobilitazione giovanile.<\/p>\n<p><b>Le risorse di Mohammed VI<\/b><br \/>Placate le rivolte di piazza, i principali attori politici marocchini dimostrano, nei fatti, di accettare le regole del gioco imposte da Mohammed VI, vero perno del sistema: tempestivit\u00e0 nelle riforme e risorse religiose (oltre che i prestiti sauditi del 2011) rappresentano i veri jolly del sovrano contro manifestazioni e sirene jihadiste interne. <\/p>\n<p>Rivendicando discendenza diretta dal Profeta (<i>sharaf<\/i>), Mohammed VI rinnova costantemente la propria legittimit\u00e0 religiosa, dunque politica, mediante i rituali del potere (<i>baraka<\/i>, la benedizione e <i>bay\u2019a<\/i>, il voto d\u2019obbedienza) e il titolo di <i>amir al-mu\u2019minin <\/i>(capo della comunit\u00e0 dei credenti). <\/p>\n<p>L\u2019originalit\u00e0 dell\u2019Islam marocchino, che applica la scuola di giurisprudenza <i>malikita <\/i>e ha istituzionalizzato il <i>folk<\/i> Islam sufi, \u00e8 un altro argine al disordine interno. Guardando alla formazione statuale, la monarchia fu poi protagonista del processo di indipendenza post-coloniale del Marocco (1956).<\/p>\n<p>Il 20 agosto, Mohammed VI ha rivendicato in un discorso televisivo alla Nazione il proprio ruolo di guida religiosa: condannando il brutale assassinio di Padre Hamel a Rouen, il sovrano ha incitato la diaspora marocchina a rigettare la violenza jihadista. <\/p>\n<p>Dopo gli attentati di Casablanca nel 2003 (45 morti), il re si \u00e8 intestato una politica religiosa capillare, incentrata sulla formazione degli imam, anche nell\u2019Africa occidentale, secondo i caratteri dell\u2019Islam marocchino. Il Marocco sembra rientrare per\u00f2 nel \u201cmodello\u201d di esternalizzazione della violenza gi\u00e0 delle monarchie del Golfo. <\/p>\n<p>Almeno 1200 marocchini si sono uniti all\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d come <i>foreign fighters<\/i>; secondo <a href= \"http:\/\/www.realinstitutoelcano.org\/publicaciones\/libros\/Informe-Estado-Islamico-Espana.pdf\" target= \"blank\"><b><u>uno studio del Real Instituto Elcano<\/u><\/b><\/a> di Madrid, il 41% dei detenuti in Spagna per reati legati al sedicente califfato \u00e8 di nazionalit\u00e0 marocchina, mentre l\u2019<i>\u00e9nclave<\/i> di Ceuta \u00e8 il primo territorio spagnolo per radicalizzazione. In un contesto cos\u00ec scivoloso, la probabile conferma dei Fratelli marocchini pu\u00f2 quindi rappresentare un buon risultato anche per la monarchia.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le elezioni politiche marocchine del 7 ottobre potrebbero riconsegnare al Parti de la Justice et du D\u00e9veloppement, Pjd, le chiavi dell\u2019esecutivo. Il partito del premier Abdelilah Benkirane ha governato ininterrottamente dal 2011, quando il re convoc\u00f2 le elezioni anticipate per placare il \u201cMovimento 20 febbraio\u201d. 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