{"id":36390,"date":"2016-10-06T00:00:00","date_gmt":"2016-10-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/hillary-vs-donald-tim-e-mike-piu-sosia-che-vice\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:19","slug":"hillary-vs-donald-tim-e-mike-piu-sosia-che-vice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/hillary-vs-donald-tim-e-mike-piu-sosia-che-vice\/","title":{"rendered":"Hillary vs Donald, Tim e Mike pi\u00f9 sosia che vice"},"content":{"rendered":"<p>Qualcosa mi suggerisce che il candidato repubblicano alla vicepresidenza, Mike Pence, lo ritroveremo sui percorsi della Casa Bianca, magari come candidato 2020 alla nomination repubblicana, che Donald Trump non ce la faccia l\u20198 novembre o che ce la faccia, ma poi non regga il peso dell\u2019et\u00e0 per un secondo mandato. <\/p>\n<p>E qualcosa mi suggerisce che il vice scelto da Hillary Clinton, Tim Kaine, sia gi\u00e0 arrivato dove non pensava d\u2019arrivare e non abbia l\u2019ambizione di andare oltre: se lei vince, ne sar\u00e0 il vice; se perde, rester\u00e0 senatore, almeno fino al 2019. Ma la corsa alla Casa Bianca non \u00e8 per lui (e lui ne pare conscio).<\/p>\n<p><b>Teniamoci stretto i titolari<\/b><br \/>Visti i vice, chiunque vinca teniamoci ben stretto il titolare e speriamo che nulla gli accada, di qui a fine mandato: Kaine e Pence trascorrono i 90\u2019 del loro dibattito in diretta televisiva a fondersi ciascuno nella personalit\u00e0 del proprio boss, ad apparirne quasi dei sosia. Al massimo, c\u2019\u00e8 uno sforzo di complementarit\u00e0.<\/p>\n<p>Pence vuole trasmettere una sensazione di tranquilla autorevolezza, apparire persona di buon senso, proprio l\u2019opposto dell\u2019aggressivit\u00e0 impulsiva del suo capofila, di cui per\u00f2 fa proprie anche le tesi e i gesti pi\u00f9 paradossali. <\/p>\n<p>Kaine, invece deve quasi fare dimenticare di essere un uomo, per non minare il primato di Hillary, la prima donna sulla via della Casa Bianca. In questo, lo aiuta quel fare un po\u2019 dimesso da professore, o preside, di scuola media e quel \u2018odor di sacrestia\u2019 che gli resta addosso dai suoi trascorsi gesuitici.<\/p>\n<p>Come la pensino davvero Hillary e Donald si capisce solo quando l\u2019ottima moderatrice, Elaine Quijano, giornalista della Cbs d\u2019origini filippine, la pi\u00f9 giovane a gestire un dibattito nazionale dai tempi &#8211; 1988 &#8211; di Bush padre e Dukakis, li sollecita sul personale: la religione e l\u2019aborto. Per il resto, \u00e8 tutto un \u2018Hillary pensa\u2019 e \u2018Donald dice\u2019; e un intreccio di attacchi reciproci mai l\u2019un l\u2019altro, ma sempre all\u2019altrui capofila.<\/p>\n<p>Tatticamente, i due vice giocano a parti rovesciate rispetto ai loro boss: Kaine \u00e8 pi\u00f9 aggressivo, ha lampi d\u2019energia negli occhi; Pence ha la forza tranquilla. Gruppi d\u2019ascolto e un sondaggio a caldo Cnn\/Orc gli danno la vittoria, 48 a 42%, anche se le battute pi\u00f9 efficaci sono del democratico. Domenica, nel secondo dibattito con Hillary, Trump dovr\u00e0 tenere a mente la lezione: il pubblico sembra preferire quest\u2019anno chi smorza e si difende a chi punge e attacca.<\/p>\n<p>John Podesta, presidente della campagna della Clinton, mette un po\u2019 di sale sulla coda del dibattito e ipotizza senza mezzi termini che Pence abbia corso per s\u00e9 e non per Trump: una versione di parte che rovescia la frittata (Kaine esce sconfitto, ma Trump perde).<\/p>\n<p><b>Il \u2018crociato\u2019 e il \u2018missionario\u2019<\/b><br \/>Sul palco della Longwood University di Farmville in Virginia, con lo stesso allestimento gi\u00e0 usato per il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3630\" target= \"blank\"><b><u>primo dibattito presidenziale<\/u><\/b><\/a> il 26 settembre alla Hofstra University nello Stato di New York, Pence e Kaine si sono presentati a cravatte invertite, blu il repubblicano, rossa il democratico, entrambi con completi scuri, camicia chiara, spilletta sul bavero sinistro: Pence con i capelli bianchi ancora folti e in ordine; Kaine con i capelli grigi pi\u00f9 radi e meno controllati. Il democratico giocava in casa perch\u00e9 \u00e8 stato sindaco di Richmond, governatore della Virginia ed \u00e8 ora senatore dello Stato.<\/p>\n<p>Per i due vice, era l\u2019occasione per farsi conoscere perch\u00e9 il 40% degli americani manco sa chi sono, non ne conosce i nomi &#8211; ma quel 40% di sicuro non guardava il dibattito. I telespettatori, circa 50 milioni, una platea cospicua per un dibattito \u2018di serie B\u2019, hanno scoperto due ligi numeri due, non due leader. <\/p>\n<p>Solo verso la fine, alle domande sulla loro fede e sull&#8217;aborto, i due hanno entrambi risposto con accenti personali e convinti: Kaine \u00e8 cattolico, \u00e8 stato missionario in Honduras e ha raccontato la sua difficolt\u00e0 a gestire la pena di morte da governatore; Pence \u00e8 un cattolico \u2018convertito\u2019 evangelico ed \u00e8 un crociato \u2018pro vita\u2019.<\/p>\n<p><b>Il Monte Rushmore degli uomini forti<\/b><br \/>I temi del confronto sono stati l\u2019immigrazione, la sicurezza, la lotta contro il terrorismo, l\u2019economia &#8211; poco &#8211; e l\u2019assistenza sanitaria, gli errori fatti e gli insulti lanciati nella campagna. Kaine ha cos\u00ec contestato a Trump le offese e le discriminazioni contro i messicani, i musulmani, le donne; Pence ha ricordato il \u201ccesto di miserabili\u201d detto dalla Clinton di met\u00e0 dei sostenitori di Trump.<\/p>\n<p>Kaine \u00e8 \u201cspaventato a morte\u201d dalla prospettiva di Trump comandante-in-capo. Pence giudica \u201cbrillante\u201d l\u2019abilit\u00e0 di Trump nel pagare meno tasse possibile, o nel non pagarle del tutto, e rinnova l\u2019impegno a cancellare la riforma sanitaria del presidente Barack Obama, quel \u2018obamacare\u2019, che il marito di Hillary, Bill, con una gaffe da pivello, ha appena definito, parlando nel Michigan, \u201cla cosa pi\u00f9 folle del mondo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTrump ha il suo Monte Rushmore personale\u201d, dice il democratico, con le effigie di Vladimir Putin, Kim Jong-un, Saddam Hussein e Muammar Gheddafi. \u201cQuesta se l\u2019\u00e8 preparata a lungo\u201d, gli fa eco, un po\u2019 invidioso, Pence, che cerca di difendere le posizioni di Trump su Putin &#8211; \u201c\u00e8 un leader pi\u00f9 forte di Obama\u201d &#8211; o sul nucleare.<\/p>\n<p>E qui Kaine ricorda le tesi del magnate sulla proliferazione nucleare, a favore che Arabia Saudita, Giappone e Corea del Sud si dotino della bomba (\u201cQuesto \u00e8 pi\u00f9 sicurezza?\u201d, chiede, senza avere risposta). E racconta che Ronald Reagan era preoccupato che qualcuno come Trump diventasse presidente, quando ammon\u00ec che &#8220;qualche idiota o maniaco poteva scatenare un evento catastrofico&#8221; con le armi nucleari. Pence contrattacca sulle responsabilit\u00e0 della Clinton nel Medio Oriente e nell\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran. Entrambi criticano l&#8217;altrui Fondazione.<\/p>\n<p>Alla fine, stretta di mano e ritorno dietro le quinte. Domenica 9, toccher\u00e0 di nuovo ai leader, non alle loro controfigure. I sondaggi si succedono e Hillary resta salda in testa, grazie al primo match: la Nbc le d\u00e0 sei punti sul suo rivale. E il vice-presidente Joe Biden si sbilancia: \u201cHillary vincer\u00e0 nettamente\u201d. Lui pensa alle elezioni, non al confronto del 9, dove Trump promette di essere cattivo: la forza tranquilla, lui non sa cos\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcosa mi suggerisce che il candidato repubblicano alla vicepresidenza, Mike Pence, lo ritroveremo sui percorsi della Casa Bianca, magari come candidato 2020 alla nomination repubblicana, che Donald Trump non ce la faccia l\u20198 novembre o che ce la faccia, ma poi non regga il peso dell\u2019et\u00e0 per un secondo mandato. E qualcosa mi suggerisce che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[170,85,109,169],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36390"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36390"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36390\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63463,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36390\/revisions\/63463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}