{"id":36440,"date":"2016-10-10T00:00:00","date_gmt":"2016-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/guterres-dopo-ban-lesperienza-batte-il-genere\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:18","slug":"guterres-dopo-ban-lesperienza-batte-il-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/guterres-dopo-ban-lesperienza-batte-il-genere\/","title":{"rendered":"Guterres dopo Ban: l\u2019esperienza batte il genere"},"content":{"rendered":"<p>Il messaggio che le Milleannials statunitensi avevano provato a mandare a Hillary Clinton durante le <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3407\" target= \"blank\"><b><u>primarie democratiche<\/u><\/b><\/a> \u00e8 stato recapitato sempre a New York, ma all\u2019indirizzo del Palazzo di Vetro.<\/p>\n<p>Non importa il genere del candidato, quanto semmai le priorit\u00e0 della sua piattaforma e la sua agenda politica, avevano cadenzato le giovani donne all\u2019ex Segretario di Stato convintamente preferendo il messaggio chiaro e un po\u2019 scapigliato &#8211; ma netto, in una rottura tutt\u2019altro che gentile &#8211; di Bernie Sanders contro tutte le disuguaglianze.<\/p>\n<p><b>Da Lisbona al Palazzo di Vetro<\/b><br \/>Alla Segreteria generale delle Nazioni Unite le candidature che avevano il vento in poppa e l\u2019identikit perfetto &#8211; calibrato secondo il bilancino del manuale Cencelli della diplomazia mondiale &#8211; si sono tutte sgonfiate durante l\u2019estate, mentre l\u2019outsider poco <i>appealing<\/i>, ma di salda esperienza ha guadagnato gradualmente terreno.<\/p>\n<p>Il successore di Ban Ki Moon, che il 31 dicembre conclude il suo mandato decennale, sar\u00e0 Ant\u00f3nio Guterres, ex primo ministro portoghese, socialista, 67 anni, dieci dei quali alla guida dell\u2019Agenzia Onu per i rifugiati, l\u2019Unhcr &#8211; dove \u00e8 stato da gennaio sostituito dall\u2019italiano Filippo Grandi.<\/p>\n<p>Il suo nome \u00e8 emerso dal sesto scrutinio del Consiglio di sicurezza, Cds, dove ha ottenuto 13 voti a favore e due \u201cno opinion\u201d su 15: di fatto, cio\u00e8, nessun membro permanente ha usato il veto sull\u2019ex Alto commissario, che \u00e8 stato invece in testa sin dalla prima votazione interlocutoria dello scorso giugno, senza scendere mai sotto gli 11 consensi favorevoli.<\/p>\n<p>Non solo una soluzione di compromesso che ha messo d\u2019accordo le potenze regionali, ma anche &#8211; secondo molte letture &#8211; una scelta per rilanciare il ruolo dell\u2019Onu, affidato nelle mani esperte di un politico navigato non nuovo alla diplomazia multipolare che, dopo l\u2019investitura, ha commentato a caldo di voler essere al servizio dei pi\u00f9 vulnerabili (\u201cvittime di guerre, terrorismo, della violazione dei diritti e della povert\u00e0 e delle ingiustizie del mondo\u201d).<\/p>\n<p>Apertamente sostenuto dalla sola Francia, fra i cinque membri permanenti del Cds con diritto di veto, l\u2019ex leader lusitano \u00e8 emerso da subito come una valida candidatura \u2018interna\u2019 all\u2019universo onusiano: la stessa carta, tuttavia, giocata anche dalla bulgara Irina Bokova, la direttrice generale dell\u2019Unesco (la pi\u00f9 grande delle agenzie Onu) favoritissima della vigilia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 stavolta, secondo la regola non scritta della rotazione regionale, sarebbe dovuto toccare a un rappresentante dell\u2019est europeo che sino ad oggi non ha mai espresso il numero uno delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Tante le candidature provenienti da oltre-cortina, con una chiara indicazione: la strada per il seggio pi\u00f9 importante dell\u2019Onu porta &#8211; anche stavolta per la prima volta nella storia &#8211; a una donna. E in effetti la <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3476\" target= \"blank\"><b><u>met\u00e0 dei nominati era rosa<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Bulgaria e Ue, dall\u2019altare alla polvere<\/b><br \/>Partita come predestinata al papato, la Bokova \u00e8 uscita dalle stanze a porte chiuse (ma sempre pi\u00f9 friabili) del Cds con ancora indosso la porpora cardinalizia. Su di lei pesavano un eccessivo gradimento di Mosca (dove ha studiato) e i dubbi degli Stati Uniti (dove pure si \u00e8 perfezionata). Tuttavia, come ha ben riassunto a margine del terzo scrutinio un alto diplomatico dell\u2019Unione europea con trascorsi all\u2019Onu, il Segretario generale si fa col favore di Washington e la non belligeranza russa.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, con un avvitamento carpiato &#8211; e bilanciando questioni di politica interna &#8211; il governo di Sofia, a guida popolare, ha accantonato l\u2019opzione della socialista ed ex comunista Bokova (rimasta per\u00f2 formalmente in gara) per lanciare tardivamente nella corsa &#8211; a fine settembre &#8211; la forte candidatura di Kristalina Georgieva, influente vicepresidente della Commissione europea sul cui nome si era da subito esposta la cancelliera tedesca Angela Merkel.<\/p>\n<p>A puntellare il sostegno dell\u2019economista bulgara &#8211; un passato alla Banca mondiale &#8211; c\u2019erano un ben pi\u00f9 marcato via libera degli Stati Uniti e la non opposizione della Russia (che alla vigilia dell\u2019ultimo scrutinio aveva prefigurato il successo di una donna dell\u2019est).<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea, Ue, invece, ha ancora una volta scoperto il fianco ed \u00e8 arrivata frammentata al voto decisivo (oltre a Francia e Regno Unito, nel consesso del Cds c\u2019era anche la non permanente Spagna): poco contano i postumi cori di giubilo per la designazione del portoghese (nell\u2019<i>annus mirabilis <\/i>della storica vittoria dell\u2019Europeo di calcio); le istituzioni Ue giocavano questa partita direttamente e avendoci messo la faccia, oltre che un membro di primissimo piano dell\u2019\u201desecutivo\u201d comunitario, in congedo temporaneo non pagato per far campagna elettorale (cui hanno dato man forte anche uomini e donne dell\u2019Ue, di passaggio a New York per l\u2019assemblea generale di settembre).<\/p>\n<p><b>Onu sempre pi\u00f9 aperto e trasparente<\/b><br \/>Per la designazione del decimo Segretario generale, l\u2019Onu ha aperto i suoi riti all\u2019occhio della societ\u00e0 civile, votando le sue procedure alla maggiore trasparenza possibile, come rimarcato dal presidente di turno del Cds, il russo Vitaly Churkin, al momento dell\u2019annuncio del consenso trovato sul nome di Guterres.<\/p>\n<p>A partire da aprile, i contendenti si sono cimentati di fronte agli elettori dell\u2019Assemblea generale e alle telecamere della diretta web streaming. Tante le audizioni, sei i voti informali, prima che il Cds trovasse l\u2019unit\u00e0 (o perlomeno, il non dissenso) sul nome di Guterres, che sar\u00e0 cos\u00ec in grado di mettere a punto transizione e priorit\u00e0 nello scorcio finale di anno, prima dell\u2019ufficiale insediamento, il 1\u00b0 gennaio 2017. Una tempistica che rispetta l\u2019indicazione di novembre come termine entro cui dare un successore a Ban.<\/p>\n<p>Adesso toccher\u00e0 all\u2019Assemblea generale &#8211; il corpo elettorale onusiano, dove \u201cuno vale uno\u201d &#8211; esprimersi sulla raccomandazione fatta dal Cds, come prescrive la Carta delle Nazioni Unite: un\u2019adunanza non \u00e8 stata ancora convocata, ma dovrebbe arrivare a breve. E senza sorprese, visto che la raccomandazione del Cds dovrebbe agilmente riflettere la volont\u00e0 generale dei 193 paesi membri dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il messaggio che le Milleannials statunitensi avevano provato a mandare a Hillary Clinton durante le primarie democratiche \u00e8 stato recapitato sempre a New York, ma all\u2019indirizzo del Palazzo di Vetro. 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