{"id":36450,"date":"2016-10-11T00:00:00","date_gmt":"2016-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/hillary-vs-trump-dibattito-2-lei-vince-lui-sopravvive\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:17","slug":"hillary-vs-trump-dibattito-2-lei-vince-lui-sopravvive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/hillary-vs-trump-dibattito-2-lei-vince-lui-sopravvive\/","title":{"rendered":"Hillary vs Trump: dibattito 2, lei vince, lui sopravvive"},"content":{"rendered":"<p>Guardano gi\u00e0 tutti al terzo e ultimo dibattito televisivo dall\u2019Universit\u00e0 del Nevada a Las Vegas, mercoled\u00ec 19 ottobre: il secondo, attesissimo, e seguitissimo, non \u00e8 stato decisivo.<\/p>\n<p>Una platea di oltre 66 milioni di spettatori decreta &#8211; dice un sondaggio della Cnn &#8211; il successo di Hillary Clinton su Donald Trump, 57% a 34%; ma la partita della Casa Bianca resta aperta. E il sito 270towin.com non corregge la sua mappa dei Grandi Elettori: 200 alla democratica, 163 al repubblicano e 175 incerti in 13 Stati.<\/p>\n<p>La Clinton riparte subito in campagna, dalla Florida, con l\u2019aiuto di Al Gore, che, l\u00ec, non \u00e8 proprio una garanzia. L\u2019ex first lady viaggia forte del vantaggio che sondaggi effettuati prima del dibattito, ma dopo lo scandalo dei commenti sessisti del suo rivale, le attribuiscono: 11 punti, 46% a 35%, secondo WSJ\/Nbc; il libertario Gary Johnson \u00e8 al 9%, la verde Jill Stein al 2%. Se il confronto si riduce a un testa a testa, il margine di Hillary sale a 14 punti, 52% a 38%.<\/p>\n<p>Ma Trump sopravvive al secondo confronto: la Clinton non trova, e neppure cerca, il colpo del KO, forse, le sta pure bene un avversario malridotto, che si trascini fino all\u2019Election Day, l\u20198 novembre. Donald non \u00e8 cucciolo che uggiola, se ferito; \u00e8, piuttosto, una belva che azzanna (o, almeno, ci prova).<\/p>\n<p>Di colpi bassi, ne tenter\u00e0 ancora: a St. Louis, s\u2019\u00e8 presentato alla stampa con quattro donne che o hanno accusato di violenza Bill Clinton o hanno avuto relazioni con l\u2019ex presidente: Trump progettava di piazzarle in prima fila al dibattito, proprio accanto a Bill, ma la commissione che gestisce i confronti sventa in extremis la manovra e le spedisce in tribuna.<\/p>\n<p><b>I repubblicani ricompattano un\u2019unit\u00e0 di facciata<\/b><br \/>La dimostrazione televisiva di vitalit\u00e0 politica ricompatta, dietro a Trump, il partito repubblicano, o almeno la facciata del partito. Del resto, cambiare cavallo a questo punto della campagna elettorale sarebbe difficilissimo, anche se il magnate si ritirasse &#8211; e non succeder\u00e0.<\/p>\n<p>Lo afferma lo stratega Karl Rove, il guru delle vittorie di Bush nel 2000 e 2004: &#8220;\u00c8 praticamente impossibile sostituire qualcuno ad agosto, figuriamoci in ottobre&#8221;. Bisognerebbe convocare un comitato di 160 membri della Convention repubblicana per selezionare il nuovo candidato; poi non si saprebbe come gestire chi ha gi\u00e0 votato per corrispondenza &#8211; sarebbero quasi mezzo milione e aumentano ogni giorno.<\/p>\n<p>Non a caso commentatori statunitensi parlano di un \u201cdibattito animalesco\u201d, cominciato senza stretta di mano e conclusosi con una stretta di mano pi\u00f9 dovuta che voluta: Trump, dopo lo scandalo, lotta per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Twitter batte tutti i suoi record, con oltre 17 milioni di cinguettii. In un\u2019ora e mezza, Hillary guadagna 25mila followers, Donald 16mila. Gli hashtag pi\u00f9 usati sono quelli che riguardano il magnate: in testa, il disaccordo sulla Siria tra il magnate e il suo vice Mike Pence, che molti conservatori moderati vorrebbero, a questo punto, vedere al suo posto.<\/p>\n<p>Nonostante la bacchettata sulle dita pubblica, il governatore dell\u2019Indiana, cui a caldo c\u2019\u00e8 chi presta propositi di rinuncia, s\u2019allinea al suo boss. I fedelissimi di Trump fanno i conti con i voltagabbana, che avevano gi\u00e0 scaricato il magnate come se fosse \u2018morto\u2019 dopo i video sessisti. Ma le riserve dell\u2019establishment e dei moderati restano intatte.<\/p>\n<p><b>La cravatta, il tailleur e la camicetta<\/b><br \/>Sul palco dell\u2019Universit\u00e0 del Missouri, Trump si presenta finalmente con una cravatta rosso repubblicano, Hillary con un tailleur pantalone blu i cui risvolti chiari richiamavano la blusa (l\u2019insieme \u00e8 molto meno riuscito del completo rosso del primo confronto). Ma l\u2019attenzione si concentra sulla camicetta di Melania, la moglie di Donald: \u00e8 fucsia, con su scritto Pussy Blow, Fuoco alla Miccia &#8211; ma il doppio senso sessuale non pu\u00f2 sfuggire. Lei dir\u00e0 poi che non era intenzionale, ma nessuno le crede.<\/p>\n<p>Il magnate denuncia nervosismo dondolandosi di continuo, muovendosi per scaricare la tensione e tirando su spesso col naso (chiss\u00e0 se anche stavolta era il microfono che non funzionava). Ed \u00e8 fin dall\u2019inizio intimidatorio con i moderatori, Anderson Cooper della Cnn e Martha Raddatz della Abc: li accusa di presunti favoritismi alla sua rivale, mentre i due sono impegnati a fare rispettare i tempi, a correggere affermazioni palesemente inesatte, a esigere risposte alle domande.<\/p>\n<p>L\u2019ex \u2018first lady\u2019 parte con il freno a mano tirato, come se fosse nel contempo fiduciosa che il rivale finisca per incartarsi da solo e timorosa di quello che pu\u00f2 tirare fuori.<\/p>\n<p><b>Chiacchiere, retorica e siparietti<\/b><br \/>Il dibattito parte con la domanda posta da un insegnante nera: le dichiarazioni sessiste del magnate e showman, che le declassa a \u201cchiacchiere da spogliatoio\u201d. \u201cNon ne sono orgoglioso e me ne scuso, ma ho grande rispetto per le donne, nessuno ha pi\u00f9 rispetto di me per le donne\u2026 Ci sono cose pi\u00f9 terribili a questo mondo&#8230; Io render\u00f2 l\u2019America di nuovo grande e sicura e ricca, io batter\u00f2 l\u2019Isis\u201d.<\/p>\n<p>Trump evoca il passato dei Clinton, ammette di avere legalmente usato scappatoie fiscali per pagare meno tasse: &#8220;Certo che l&#8217;ho fatto. E lo fa gran parte dei donatori di Hillary&#8221;. E torna a vantarsi d\u2019essere colui che meglio conosce il sistema fiscale Usa: la sua dichiarazione fiscale resta per\u00f2 tab\u00f9, fin quando &#8211; \u00e8 il ritornello &#8211; gli accertamenti non saranno finiti.<\/p>\n<p>Proprio sui terreni per lui pi\u00f9 scivolosi, Trump pare cavarsela abbastanza bene. E va all\u2019attacco sull\u2019emailgate (\u201cSe io fossi responsabile della Giustizia, tu saresti in prigione\u2026 Metter\u00f2 in piedi una commissione d\u2019inchiesta speciale per indagare\u2026\u201d). Delle risposte di Hillary, il magnate non sa che farsene: liquida tutto con \u201csono solo parole, le stesse parole che abbiamo sempre sentito, sono sceso in campo perch\u00e9 sono stufo di sentirle\u201d.<\/p>\n<p>La Clinton ammette gli errori nell\u2019emailgate, contesta la veridicit\u00e0 delle affermazioni di Trump &#8211; del resto, il facts checking \u00e8 devastante, ma il magnate non se ne cura -, cita Michelle Obama: \u201cQuando loro vanno basso, noi voliamo alto\u201d.<\/p>\n<p>Le domande del pubblico toccano su temi di fondo, sanit\u00e0, tasse, lavoro, energia, i disagi razziali e l\u2019islamofobia. Trump ripropone \u201cil cavallo di Troia dei siriani che entrano\u201d e polemizza di nuovo \u201ccon i Paesi della Nato\u201d che non fanno il loro dovere per la sicurezza comune.<\/p>\n<p>Hillary padroneggia meglio le materie, definisce la retorica anti-Islam del rivale \u201cun regalo\u201d al sedicente Stato islamico, critica la Russia e ne denuncia le manovre: \u201cNon era mai successo che una potenza cercasse d\u2019influenzare cos\u00ec tanto il nostro voto; e non lo fa certo perch\u00e9 sia eletta io\u201d.<\/p>\n<p>La domanda pi\u00f9 difficile \u00e8 l\u2019ultima: ciascuno deve dire una cosa buona dell\u2019altro: la Clinton fa l\u2019elogio dei figli di Trump, in prima fila; Donald riconosce che Hillary \u00e8 \u201cuna che non molla\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardano gi\u00e0 tutti al terzo e ultimo dibattito televisivo dall\u2019Universit\u00e0 del Nevada a Las Vegas, mercoled\u00ec 19 ottobre: il secondo, attesissimo, e seguitissimo, non \u00e8 stato decisivo. 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