{"id":36460,"date":"2016-10-11T00:00:00","date_gmt":"2016-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/adios-sanchez\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:18","slug":"adios-sanchez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/adios-sanchez\/","title":{"rendered":"Adi\u00f3s Sanchez!"},"content":{"rendered":"<p>Dopo nove mesi di stallo politico, in Spagna \u00e8 andato in scena un colpo di mano in seno al Partito socialista che ha provocato la caduta del leader Pedro Sanchez. Una rivolta interna &#8211; coronata dalle dimissioni di 17 dei 35 membri dell\u2019esecutivo &#8211; assolutamente inedita nel partito socialista spagnolo che, scartata la linea intransigente adottata da Sanchez, deve ora decidere che strategia adottare.<\/p>\n<p><b>Bipartitismo post franchista<\/b><br \/>Le elezioni del 20 dicembre 2015, e ancor pi\u00f9 <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3304\" target= \"blank\"><b><u>quelle dello scorso giugno<\/u><\/b><\/a>, hanno dato un colpo definitivo al \u201cbipartitismo\u201d che si era affermato con le prime elezioni post franchiste del 1977, quando due partiti, l\u2019Ucd (destra) e il Psoe (sinistra) presero insieme il 63% dei voti e, grazie al sistema elettorale, l\u201980% dei seggi parlamentari (Camera e Senato). <\/p>\n<p>Fuori da quello schema restarono l\u2019Alleanza popolare di Fraga Iribarne, un partito formato all\u2019ultimo momento da ex ministri di Franco, e il Pce dell\u2019eurocomunista Santiago Carrillo, che aveva frettolosamente rotto il legame storico con l\u2019Urss e sperava di capitalizzare cos\u00ec il ruolo di primo piano giocato dal partito durante i lunghi anni della lotta antifranchista.<\/p>\n<p>Allora si parl\u00f2 giustamente di \u201cmiracolo politico\u201d: dopo quasi quattro decenni di dura dittatura, la Spagna trovava finalmente un assetto democratico tra i pi\u00f9 moderni e stabili d\u2019Europa. La \u201crottura dall\u2019alto\u201d era avvenuta non solo per la pressione democratica della societ\u00e0, che pure fu molto forte ed estesa, ma grazie all\u2019intuizione dell\u2019oligarchia, cosciente che il regime franchista non poteva sopravvivere all\u2019uomo che l\u2019aveva creato e guidato con mano di ferro fino agli ultimi anni della sua vita. <\/p>\n<p>Fu l\u2019oligarchia, guidata da due personaggi chiave, il monarca Juan Carlos e il primo ministro Adolfo Suarez a governare la fase cruciale della transizione. Socialisti e comunisti si adeguarono al processo e s\u2019impegnarono a evitare eventuali eccessi che avrebbero probabilmente comportato un colpo di Stato (che ci fu ma avvenne troppo tardi per riuscire). Fu dunque un processo guidato dall\u2019alto, dai ceti dominanti dell\u2019economia e dai rappresentanti delle principali espressioni politiche, di destra e di sinistra.<\/p>\n<p>Una delle gambe del nuovo regime, quella di sinistra, fu il Psoe, il partito pi\u00f9 antico del Paese (fondato nel 1879), non implicato, salvo in rari casi, nella lotta contro la dittatura, eppure identificato come una credibile forza progressista e democratica, legata alla socialdemocrazia europea e da sempre anticomunista (votare socialista era un voto di sinistra ma anche tranquillizzante). <\/p>\n<p>\u00c8 stato cos\u00ec che il Psoe ha potuto governare durante molti anni e a pi\u00f9 riprese, portando avanti una politica di modernizzazione che \u00e8 stata preziosa per il consolidamento di un welfare avanzato ed efficiente. Sta qui forse il suo merito principale.<\/p>\n<p><b>Il tramonto del Psoe<\/b><br \/>Poi \u00e8 arrivata la crisi economica internazionale che ha portato alle dimissioni anticipate del socialista Jos\u00e9 Luis Rodriguez Zapatero e alla vittoria della destra nelle elezioni politiche del 2011. Da quel momento il Psoe, privo di una strategia di opposizione, si \u00e8 rivelato incapace di reagire in modo efficace alle ricette liberiste proposte dall\u2019Unione europea con conseguenti tagli alla spesa e allo Stato sociale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto mentre in Spagna cresceva un\u2019opposizione sociale, specie giovanile, che rifiutava le formule conservatrici di uscita dalla crisi e sollecitava pi\u00f9 ampi spazi di partecipazione democratica, considerati possibili grazie alle potenzialit\u00e0 della rivoluzione digitale. <\/p>\n<p>D\u2019improvviso si \u00e8 vista nelle strade e nelle piazze una generazione certo non eversiva e lontana dal pensiero sia fascista sia comunista, che tuttavia non si riconosce pi\u00f9 nei partiti tradizionali, chiusi in se stessi e logorati da troppi anni al potere, incapaci di rispondere alle instanze delle nuove generazioni, colpite dalla disoccupazione e dal lavoro temporale e non protetto. <\/p>\n<p>Si \u00e8 sviluppato l\u2019humus sociale che ha portato a un nuovo movimento politico a sinistra del Psoe. \u00c8 stata in definitiva l\u2019incapacit\u00e0 dei socialisti di rispondere alle nuove sfide economiche e sociali che ha facilitato l\u2019affermazione di Podemos. <\/p>\n<p><b>Il post-Sanchez<\/b><br \/>Costretto a scegliere tra il sostegno al primo ministro conservatore <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3544\" target= \"blank\"><b><u>Mariano Rajoy<\/u><\/b><\/a> e l\u2019alleanza con il nuovo soggetto progressista, negli ultimi mesi il Psoe si \u00e8 rivelato incapace, fino a questo momento, di fare una scelta netta. <\/p>\n<p>Sanchez ha tentato di trascinare tutto il partito verso sinistra, dicendo pi\u00f9 volte No a un governo dei Popolari. Non ce l\u2019ha fatta, sia per le resistenze interne, influenzate dai leader storici del partito, in particolare da Felipe Gonzalez, sia per la diffusa diffidenza sollevata dallo stesso Podemos, forza ancora in formazione e a sua volta incerta tra l\u2019opportunit\u00e0 di una coalizione Psoe &#8211; Podemos e la tentazione di rompere ogni legame con i socialisti per diventare in tempi brevi il primo partito della sinistra.<\/p>\n<p>Ora ci si chiede quale sar\u00e0 l\u2019evoluzione del Psoe. Emarginato Pedro Sanchez, il gruppo dirigente del partito \u00e8 ora libero di decidere l\u2019astensione che permetter\u00e0 a Rajoy di continuare a governare. Gi\u00e0, ma fino a quando? L\u2019impressione dominante \u00e8 di un partito destinato o alla rottura con relativa nascita di due partiti o, come \u00e8 successo al Pasok greco, all\u2019avvicinamento di molti militanti ed elettori a Podemos.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo nove mesi di stallo politico, in Spagna \u00e8 andato in scena un colpo di mano in seno al Partito socialista che ha provocato la caduta del leader Pedro Sanchez. 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