{"id":36470,"date":"2016-10-12T00:00:00","date_gmt":"2016-10-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-problematica-liberazione-di-mosul\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:16","slug":"la-problematica-liberazione-di-mosul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/la-problematica-liberazione-di-mosul\/","title":{"rendered":"La problematica liberazione di Mosul"},"content":{"rendered":"<p>Un aspetto cruciale degli sviluppi in Iraq in vista della liberazione di Mosul dall\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d \u00e8 costituito dai solidi rapporti stabiliti da diversi anni tra Turchia e regione del Kurdistan iracheno, Krg, guidato da Massud Barzani. <\/p>\n<p>Il legame \u00e8 soprattutto economico. Gli investimenti turchi e l&#8217;interscambio con la Turchia sono alla base della forte crescita negli scorsi anni nella regione autonoma. Il Krg ha bisogno della Turchia per esportare il suo petrolio in mancanza dell&#8217;attuazione di una intesa con il governo di Baghdad per la gestione di contratti e proventi, impedita dalla paralisi decisionale del Parlamento iracheno. <\/p>\n<p>La Turchia utilizza e smercia il petrolio curdo ottenuto a prezzi ridotti. Per quanto sia solido questo asse non \u00e8 per\u00f2 inossidabile. Regge fin quando Barzani \u00e8 allineato nella sostanza, al di la del detto e non detto, alla politica complessiva di Ankara nella regione. Di tale politica sono componenti centrali la <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3643\" target= \"blank\"><b><u>lotta al Pkk<\/u><\/b><\/a> e ai suoi alleati del Pyd in Siria e il confronto con l&#8217;Iran.<\/p>\n<p>In questo quadro si collocano anche le riemergenti rivalit\u00e0 tra i curdi iracheni e le loro interazioni con la lotta politica in corso a Baghdad. Nel Kurdistan iracheno vi \u00e8 inoltre un malcontento popolare, sfruttato dall&#8217;opposizione a Barzani, causato dopo il boom degli anni precedenti da una crisi economica dovuta alla guerra con lo \u201cstato islamico\u201d, alla gestione di quasi due milioni di rifugiati, al rallentamento dell&#8217;economia turca e anche, in misura rilevante, ai problemi di trasferimenti di fondi dal governo centrale a quello di Erbil per il pagamento degli stipendi a centinaia di migliaia di dipendenti pubblici.<\/p>\n<p><b>Forze  turche nella base di Bashika<\/b><br \/>La presenza da oltre un anno di forze turche nella base di Bashika nella provincia di Niniwa, ove i peshmerga del Krg e milizie arabo-sunnite e turcomanne controllano parti del territorio strappato allo \u201cstato islamico\u201d, \u00e8 motivo di duro contrasto con il governo di Baghdad che ne chiede il ritiro.<\/p>\n<p>Ankara sostiene che questa presenza &#8211; diretta all&#8217;addestramento delle forze anti \u201cstato islamico\u201d, ma con capacit\u00e0 di combattimento &#8211; ha luogo su richiesta del governo di Erbil che a sua volta n\u00e9 conferma n\u00e9 smentisce e che peraltro non ha legalmente una giurisdizione su quell&#8217;area. <\/p>\n<p>Sta di fatto che per il Krg le forze turche costituiscono una assicurazione contro le Popular Mobilisation Units (PMUs) sciite, sostenute dall&#8217;Iran, che nella loro parallela marcia verso Mosul sono quelle pi\u00f9 in grado di cacciare i peshmerga dalle aree a popolazione mista araba e curda occupate nella fase di resistenza all&#8217;avanzata dello \u201cstato islamico\u201d e dopo.<\/p>\n<p>In questo momento esse sono ritenute dal Krg pi\u00f9 pericolose delle milizie arabo-sunnite locali, tradizionali avversarie dei curdi, con le quali invece Barzani ha stabilito una convergenza favorita dalla Turchia che non intende dare spazio alle forze sostenute dall&#8217;Iran contro le quali si \u00e8 esplicitamente espresso il Presidente turco Racep Tayyip Erdogan.<\/p>\n<p><b>Lotta di potere a Baghdad<\/b><br \/> Sullo sfondo vi \u00e8 la lotta di potere in corso a Baghdad, dove l\u2019ex-Primo Ministro Noori Al-Maliki \u00e8 in grado non soltanto di impedire al Parlamento di dare la fiducia a nuovi Ministri proposti da Al -Abadi, ma anche di far sfiduciare Ministri chiave per la gestione e gli equilibri del Paese.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 non sia esplicito l\u2019appoggio a queste manovre da parte dell&#8217;Iran, che nel 2014 aveva sostenuto parallelamente agli Usa l\u2019avvento di Al Abadi, appare difficile che Al-Maliki operi senza le coperture da Teheran che egli \u00e8 accusato di avere.<\/p>\n<p> Di fronte a questi sviluppi, comprensivi dell\u2019intensificazione dei rapporti tra Maliki e i curdi del Puk, secondo partito della Regione autonoma, Al-Abadi e Barzani si sono incontrati a fine settembre a Baghdad ed hanno annunciato la volont\u00e0 di risolvere tutti i contenziosi tra governo centrale e Krg. <\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che questo accade con seguiti raramente conclusivi, ma appare sempre pi\u00f9 evidente un interesse comune a convergere in questa fase. Sia di fronte a milizie sciite riattivate per contrastare lo \u201cstato islamico\u201d che sfuggono al pieno controllo del Primo Ministro e manifestano volont\u00e0 di autonomia politica e insofferenze per la presenza militare statunitense. Sia di fronte alle manovre di Al-Maliki destabilizzatrici del quadro politico a Baghdad e a Erbil.<\/p>\n<p><b>Attori regionali ed esterni<\/b><br \/> Come sempre, un ruolo cruciale sar\u00e0 giocato dalle potenze regionali: la Turchia &#8211; formalmente alleata degli Usa, ma che ignora l&#8217;invito di Washington a lasciare il suolo iracheno se non vi \u00e8 un accordo con quello di Baghdad e non si cura delle preoccupazioni per le conseguenze sulle risorse idriche in Iraq della costruzione della grande diga di Ilisu sul Tigri.<\/p>\n<p>L&#8217;Iran &#8211; alleata della Russia in Siria, che sostiene contemporaneamente il governo legittimo a guida sciita, ma anche le azioni sul terreno e probabilmente gli intrighi parlamentari che limitano la stabilit\u00e0 di Al-Abadi, lanciando agli Usa il segnale che senza Teheran non pu\u00f2 esservi stabilizzazione della regione.<\/p>\n<p>E infine l&#8217;Arabia Saudita- che sostenendo gruppi arabo-sunniti di varia natura, inclusi i pi\u00f9 estremisti, continuer\u00e0 presumibilmente ad operare affinch\u00e9 la stabilizzazione dell&#8217;Iraq e la conseguente piena agibilit\u00e0 delle sue enormi risorse petrolifere non raggiungano livelli tali da insidiare la sua supremazia nella regione e nel mercato mondiale degli idrocarburi.<\/p>\n<p> Per tanti motivi politici, economici, umanitari e migratori, favorire tutte le possibili intese funzionali ad una piena stabilizzazione della regione e i dividendi economici della pace resta un interesse primario della diplomazia statunitense, degli europei e delle Nazioni Unite, in un contesto nel quale anche la Cina \u00e8 interessata a soluzioni pacifiche.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 la consapevolezza della natura spesso tattica, temporanea e precaria di allineamenti tra attori che malgrado non possano vincere sono ancora distanti da una logica di composizione cooperativa dei diversi interessi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un aspetto cruciale degli sviluppi in Iraq in vista della liberazione di Mosul dall\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d \u00e8 costituito dai solidi rapporti stabiliti da diversi anni tra Turchia e regione del Kurdistan iracheno, Krg, guidato da Massud Barzani. Il legame \u00e8 soprattutto economico. Gli investimenti turchi e l&#8217;interscambio con la Turchia sono alla base della forte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[162,157,93,94,130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36470"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61350,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36470\/revisions\/61350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}