{"id":36490,"date":"2016-10-12T00:00:00","date_gmt":"2016-10-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/uzbekistan-lenigma-del-dopo-karimov\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:17","slug":"uzbekistan-lenigma-del-dopo-karimov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/uzbekistan-lenigma-del-dopo-karimov\/","title":{"rendered":"Uzbekistan, l\u2019enigma del dopo Karimov"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio, il 2 settembre, della morte del Presidente Islam Karimov ha dato il via alla transizione uzbeka.<\/p>\n<p>All\u2019indomani della scomparsa di quello che dal 1989 era il leader incontrastato del Paese, Nigmatilla Yuldashev, Presidente del Senato, ha adempito i primi doveri presidenziali che, in linea con l\u2019articolo 96 della Costituzione e legislazione ordinaria, prevedono un periodo massimo di tre mesi per l\u2019elezione del successore.<\/p>\n<p>La nomina, nel 2015, dell\u2019avvocato ed ex-Ministro della Giustizia Yuldashev a leader della Camera alta era gi\u00e0 segnale loquace della necessit\u00e0 di rafforzare i contrappesi istituzionali allo strapotere degli organi di sicurezza.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 politica appare, tuttavia, pi\u00f9 dinamica del cristallino dettato costituzionale: il vaso di Pandora della lotta alla successione si \u00e8 aperto tra giochi di potere esacerbati dalle divisioni in clan, volatilit\u00e0 sociale e stallo economico.<\/p>\n<p><b>Conservare lo status quo<\/b><br \/>\nEppure i fedelissimi dell\u2019ex-Presidente sono orientati allo <i>status quo<\/i>. Tra i papabili emerge la figura di Shavkat Mirziyoyev, Primo ministro dal 2003 e Presidente <i>pro tempore <\/i>dall\u20198 settembre, a seguito della tempestiva rinuncia di Yuldashev.<\/p>\n<p>Mirziyoyev ha compiuto gli onori di casa in occasione del funerale di Karimov, delle visite di delegazioni straniere &#8211; tra cui l\u2019omologo russo Dmitry Medvedev &#8211; e dell\u2019inattesa toccata e fuga del Presidente russo Vladimir Putin a Samarcanda.<\/p>\n<p>Mirziyoyev godrebbe della fiducia di Rustam Inoyatov, capo del Servizio di sicurezza nazionale, e del Cremlino, vantando inoltre una forte base elettorale quale candidato del maggiore partito dell\u2019Uzbekistan, il Liberal democratico.<\/p>\n<p>Fuori dai giochi sembrerebbero i discendenti diretti del Presidente. L\u2019erede designata Lola, unica dei figli presente alle commemorazioni, ha infatti manifestato disinteresse per la leadership, mentre l\u2019altra figlia Gulnara \u00e8 stata estromessa a causa del coinvolgimento in scandali finanziari.<\/p>\n<p><b>Coesione uzbeka a dura prova<\/b><br \/>\nLa coesione nazionale \u00e8 stata, negli anni, messa a dura prova da controllo capillare della societ\u00e0 civile e repressione sanguinosa di oppositori politici, fondamentalisti islamici e manifestanti che rivendicavano condizioni socio-economiche pi\u00f9 eque.<\/p>\n<p>La gestione delle minoranze nazionali, <i>in primis <\/i>kirghisa e tagica, rappresenta l\u2019altro anello debole di un sistema centralizzato e autoritario, incline alla spartizione elitaria del potere. Le relazioni con gli stati confinanti sono tutt\u2019altro che idilliche, a causa di frontiere mai definitivamente concordate, tensioni interetniche e conflitti latenti su risorse naturali ed energetiche.<\/p>\n<p>La posizione al confine con l\u2019Afghanistan e un revival islamico rivitalizzato da decenni di ateismo sovietico, a tratti radicale, rendono il Paese suscettibile di innescare effetti domino nell\u2019intera regione.<\/p>\n<p>La crisi economica, in parte conseguenza della recessione russa, penalizza soprattutto i lavoratori migranti uzbeki in Russia &#8211; 2 milioni secondo le stime &#8211; ma si estende all\u2019intero sistema fiscale, che trae notevoli boccate d\u2019ossigeno dalle rimesse estere.<\/p>\n<p>I tagli al welfare statale e agli investimenti nel settore educativo inaspriscono il malcontento, mentre le condizioni salariali della polizia minano la fiducia nel regime di una categoria cruciale per il controllo sociale.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 agricola \u00e8 indebolita da tecniche di coltivazione obsolete, depauperamento del suolo e scarsa lungimiranza nell\u2019attuare riforme indispensabili al sostegno di ben un terzo della classe lavoratrice. L\u2019economia risente anche delle oscillazioni nei prezzi globali delle materie prime, principale fonte d\u2019esportazione.<\/p>\n<p>I tentativi di Tashkent di sdoganarsi dall\u2019influenza russa hanno portato frutti. L\u2019Uzbekistan \u00e8 divenuto partner logistico e strategico dell\u2019Occidente come piattaforma di lancio nella palude afghana e base di monitoraggio delle dinamiche regionali.<\/p>\n<p>Un netto rifiuto \u00e8 stato opposto al tentativo russo di inglobare il paese nell\u2019Unione economica euroasiatica. Karimov optava inoltre per il ritiro dall\u2019Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva a guida russa nel 2012. Tuttavia, il progressivo disimpegno degli Stati Uniti nell\u2019area, l\u2019apertura di nuovi scenari di crisi in Medio Oriente e l\u2019interventismo russo hanno ridimensionato il peso dell\u2019Asia Centrale sugli equilibri mondiali. Il potere negoziale dell\u2019Uzbekistan secondo logiche da guerra fredda \u00e8 in fase declinante.<\/p>\n<p><b>L\u2019eco nella regione<\/b><br \/>\nAltri leader della regione, intanto, sembrano far tesoro della lezione uzbeka sulla successione. Recentemente il presidente kazako Nursultan Nazarbayev, unico leader regionale a governare ininterrottamente dall\u2019era sovietica, ha avviato un rimpasto governativo, nominando il Premier Karim Masimov a capo della Commissione per la sicurezza nazionale e la figlia Dariga Nazarbayeva Vice-Presidente del Senato.<\/p>\n<p>Un Ministero per affari religiosi e societ\u00e0 civile \u00e8 sorto come risposta alla crisi del consenso sociale, mentre sette nuove leggi mirano a contrastare estremismo e terrorismo tramite <i>intelligence<\/i> e sicurezza informatica. Le mosse sottintendono l\u2019esigenza di stabilit\u00e0, prevenzione di dissenso e spaccature all\u2019interno dell\u2019\u00e9lite.<\/p>\n<p>Spostandosi su un altro scenario, Gurbanguly Berdymukhammedov, presidente del Turkmenistan, ha preparato il terreno per un potenziale governo a vita, autorizzando emendamenti costituzionali che gli consentiranno di candidarsi per le future elezioni presidenziali del 2017, indipendentemente dall\u2019et\u00e0, ed estendono il suo mandato da cinque a sette anni.<\/p>\n<p>Le presidenziali uzbeche del 4 dicembre saranno dunque sotto la luce dei riflettori quale possibile modello di gestione di un\u2019eredit\u00e0 post-sovietica condivisa dai Paesi confinanti. La leadership al potere dovr\u00e0 saper raccogliere il lascito influente di chi un terzo della popolazione conosceva come unico padre della patria.<\/p>\n<p>Le scelte su campagna elettorale e controllo del consenso &#8211; il 90% per Karimov alle elezioni 2015 &#8211; le negoziazioni dei clan rivali, il ruolo dei servizi segreti e le manovre russe nel \u201dcortile di casa\u201d peseranno come fattori cruciali non solo sul futuro di Tashkent ma sulle successioni nell\u2019intera regione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio, il 2 settembre, della morte del Presidente Islam Karimov ha dato il via alla transizione uzbeka. 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