{"id":36500,"date":"2016-10-13T00:00:00","date_gmt":"2016-10-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-al-via-la-trattativa-con-bruxelles\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:16","slug":"italia-al-via-la-trattativa-con-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/italia-al-via-la-trattativa-con-bruxelles\/","title":{"rendered":"Italia, al via la trattativa con Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p>Entro il 15 ottobre il governo italiano dovr\u00e0 inviare a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio 2017. Da quel momento, la Commissione europea avr\u00e0 due settimane per valutarne la conformit\u00e0 alle regole del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita.<\/p>\n<p>Nonostante, il governo di Roma non stia rispettando gli impegni presi prima dell\u2019estate, il confronto con l\u2019Europa si preannuncia meno complicato di quanto possa suggerire la mera applicazione dei criteri burocratici. L\u2019incertezza che caratterizza il contesto politico internazionale e il perdurare delle difficolt\u00e0 del Paese a crescere avranno un peso non indifferente nel processo decisionale della Commissione.<\/p>\n<p>Le probabilit\u00e0 di portare a casa un risultato positivo sono, pertanto, elevate. C\u2019\u00e8 da chiedersi, per\u00f2, se ci\u00f2 possa effettivamente rappresentare un successo per l\u2019Italia, non solo nel breve periodo, ma anche nel lungo.<\/p>\n<p> <b>Debito e disavanzo strutturale non calano<\/b><br \/>Il confronto con l\u2019esecutivo comunitario si inserisce in un contesto macroeconomico ben diverso da quello di sei mesi fa. La crescita per il 2017 \u00e8 stata, infatti, ridotta di quasi mezzo punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni, dall\u20191,4% di maggio all\u2019attuale 1%. E, tuttavia, per molti analisti, si tratta di una revisione al ribasso ancora troppo ottimista.<\/p>\n<p>Le stime dell\u2019effetto di trascinamento (l\u2019anno in corso potrebbe chiudersi con una crescita inferiore allo 0,8% stimato), della variazione degli investimenti, in particolare del comparto delle costruzioni (prevista in crescita al 2,9 %) e, infine, dell\u2019impatto della manovra (la differenza tra il Pil tendenziale e quello programmatico \u00e8 dello 0,4%, di cui due terzi \u00e8 ascrivibile al disinnesco delle clausole di salvaguardia) potrebbero, infatti, rivelarsi eccessive.<\/p>\n<p>Il rallentamento delle prospettive di crescita si \u00e8 tradotto in obiettivi di finanza pubblica peggiori di quelli contenuti nel Documento di Economia e Finanza, Def, della primavera scorsa. In primo luogo, il disavanzo sale dall\u20191,8% al 2% e, con un metodo assai inusuale, un ulteriore aumento dello 0,4% verr\u00e0 autorizzato in una fase successiva dal parlamento. <\/p>\n<p>L\u2019extra deficit dovrebbe servire a finanziare le spese legate al sisma e alla gestione dei migranti. Questa volta, per\u00f2, non sar\u00e0 necessario chiedere l\u2019attivazione delle clausole di flessibilit\u00e0, bens\u00ec di utilizzare il margine che scatta in modo automatico in presenza di circostanze eccezionali ed eventi imprevisti.<\/p>\n<p>Pertanto, la trattativa dovrebbe vertere unicamente sul \u201cquanto\u201d poter scorporare dal calcolo del disavanzo: il governo chiede uno scostamento per 7,4 miliardi di spese, di cui 3,5 per i migranti, una cifra rilevante considerato che lo scorso anno la Commissione aveva dato il via libera a poco pi\u00f9 di un miliardo e mezzo.<\/p>\n<p>Anche la stima del debito pubblico \u00e8 stata rivista verso l\u2019alto, dal 130,9 del Def al 132,5%. Infine, il disavanzo strutturale, ossia il saldo depurato dagli effetti del ciclo economico, nonostante l\u2019impegno del governo a migliorarlo di almeno lo 0,2%, resta costante all\u20191,2%.<\/p>\n<p>Nell\u2019eventualit\u00e0 di un\u2019applicazione rigorosa del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, i suddetti tre elementi &#8211; disavanzo nominale pi\u00f9 levato, debito ancora in crescita e saldo strutturale invariato &#8211; sarebbero sufficienti a far scattare una procedura per disavanzo e debito eccessivi. Il contesto attuale, tuttavia, potrebbe favorire un\u2019interpretazione pi\u00f9 morbida delle regole. Cos\u00ec come, in passato, \u00e8 stato fatto per altri paesi. A cominciare dalla Spagna e dal Portogallo.<\/p>\n<p> <b>Una trattativa in un contesto politico-economico complesso<\/b><br \/>Nonostante il mancato rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, la Commissione europea ha accordato ai due Paesi iberici del tempo ulteriore per rimettere le finanze pubbliche su un percorso sostenibile. Questa decisione assume una rilevanza particolare perch\u00e9 si inserisce in un contesto politico-economico nuovo.<\/p>\n<p>Nel maggio del 2017 ci saranno le politiche in Francia, un Paese in cui tutti i partiti, incluso il primo, il Front National di Marine Le Pen, chiedono meno austerit\u00e0 nonostante il livello di spesa pubblica in rapporto al Pil sia il pi\u00f9 elevato &#8211; e in aumento -, della zona euro.<\/p>\n<p>In autunno sar\u00e0 il turno della Germania. I tedeschi dovranno decidere se confermare Angela Merkel, ad oggi unico candidato forte. Molto dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 della cancelliera di trovare l\u2019ennesimo compromesso tra la ricerca del consenso interno e il rafforzamento della stabilit\u00e0 europea: da un lato, dovr\u00e0 gestire l\u2019ascesa del movimento <i>Alternative fur Deutschland<\/i> che prende voti anche facendo campagna \u201ccontro\u201d la flessibilit\u00e0 di bilancio, dall\u2019altro cedere ad una lettura meno rigorosa delle regole fiscali.<\/p>\n<p>Infine, il 2017 sar\u00e0 l\u2019anno della Brexit. Nonostante Theresa May abbia annunciato che le procedure verranno attivate entro il mese di marzo, l\u2019incertezza rischia di permanere, soprattutto se, oltre a ripetere lo slogan &#8211; un po\u2019 vuoto per la verit\u00e0 -, \u201cBrexit means Brexit\u201d, non inizia a definire i dettagli sul \u201ccome\u201d agire.<\/p>\n<p>A conti fatti, ci sono buoni motivi per ritenere che prevarr\u00e0 un\u2019interpretazione pi\u00f9 politica e meno burocratica del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita. Per l\u2019Italia, in particolare, la Commissione potrebbe replicare il metodo dello scorso anno: prendere tempo a novembre, rimandare la valutazione alla primavera prossima e decidere quando oramai i margini sono diventati stretti perch\u00e9 il piano di finanza pubblica \u00e8 gi\u00e0 stato approvato dal parlamento nazionale.<\/p>\n<p> <b>Meno regole, maggior rischio di contagio <\/b><br \/>Ulteriore flessibilit\u00e0 \u00e8 davvero un vantaggio per un Paese come l\u2019Italia? Probabilmente no, per almeno due motivi.<\/p>\n<p>In primo luogo, continuare a rimandare il consolidamento fiscale rappresenta un problema. Si rischia di dover intervenire quando l\u2019intervento della Banca centrale europea, che consente di risparmiare spesa per interessi, \u00e8 terminato. <\/p>\n<p>Inoltre, un livello di debito pubblico elevato indebolisce la posizione negoziale dell\u2019Italia nella sua (giusta) battaglia per il completamento dell\u2019unione bancaria. E poi c\u2019\u00e8 un problema di equit\u00e0, perch\u00e9 saranno i giovani di oggi, che gi\u00e0 faticano a trovare un impiego, ad accollarsi il finanziamento di spese di cui non hanno usufruito.<\/p>\n<p> In secondo luogo, regole pi\u00f9 morbide per tutti rendono l\u2019Italia pi\u00f9 vulnerabile agli shock. Nell\u2019eventualit\u00e0 di un altro \u201ccaso Grecia\u201d, sarebbero proprio i paesi ad alto debito a subire le conseguenze maggiori: la recente crisi lo ha dimostrato.<\/p>\n<p>Peraltro, con regole meno stringenti si dovrebbe rinunciare a strumenti come il <i>Quantitative Easining<\/i>, il cui beneficio per le finanze pubbliche italiane nel 2015 \u00e8 stato di oltre 6 miliardi. In assenza di vincoli quantitativi, infatti, sarebbe difficile convincere gli stati virtuosi &#8211; ma non solo loro &#8211; ad accettare acquisti di titoli di debito sovrano da parte dell\u2019Istituto centrale di Francoforte.<\/p>\n<p>In conclusione, un verdetto positivo sulla flessibilit\u00e0 di bilancio da parte della Commissione europea consentirebbe &#8211; nell\u2019immediato -, di mettere in atto misure di redistribuzione delle risorse utili &#8211; soprattutto &#8211; in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Tuttavia, una strategia che continua a posticipare nel tempo la riduzione del debito pubblico rischia di essere miope.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entro il 15 ottobre il governo italiano dovr\u00e0 inviare a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio 2017. Da quel momento, la Commissione europea avr\u00e0 due settimane per valutarne la conformit\u00e0 alle regole del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita. 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