{"id":36510,"date":"2016-10-14T00:00:00","date_gmt":"2016-10-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-profilo-europeo-della-riforma\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:15","slug":"il-profilo-europeo-della-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/il-profilo-europeo-della-riforma\/","title":{"rendered":"Il profilo europeo della Riforma"},"content":{"rendered":"<p>La riforma costituzionale presenta importanti profili per quel che riguarda partecipazione dell\u2019Italia all\u2019Unione europea, Ue, che nel dibattito generale non sembrano presi in considerazione adeguatamente. Di seguito analizziamo i tre aspetti di maggior rilievo.<\/p>\n<p><b>La \u201cpartecipazione\u201d del Senato al raccordo con l\u2019Ue<\/b><br \/>Secondo il nuovo art. 55 Cost., il Senato concorre al raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica e l\u2019Ue e partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all\u2019attuazione degli atti normativi e delle politiche dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, per quel che riguarda la fase \u201cascendente\u201d, di formazione degli atti dell\u2019Ue, si tratta, e ci\u00f2 vale anche per la Camera, non di una partecipazione diretta, poich\u00e9 gli atti dell\u2019Ue sono adottati dalle istituzioni europee, ma del controllo preventivo sulla sussidiariet\u00e0 e proporzionalit\u00e0, introdotto dai protocolli 1 e 2 del Trattato di Lisbona.<\/p>\n<p>Il bicameralismo perfetto sopravvive solo in un numero limitato di ipotesi, considerate di particolare importanza. Fra queste vi \u00e8 la ratifica dei \u201ctrattati relativi all\u2019appartenenza dell\u2019Italia all\u2019Ue\u201d: in questo caso, a differenza che per tutti gli altri trattati internazionali &#8211; in cui \u00e8 sufficiente l\u2019autorizzazione della sola Camera &#8211; l\u2019art. 80 prevede che la legge di autorizzazione alla ratifica sia bicamerale.<\/p>\n<p>Viene cos\u00ec affermata in Costituzione la maggior rilevanza di questi trattati e la necessit\u00e0 di una maggiore legittimazione democratica per adottarli o modificarli, rispetto agli altri trattati internazionali. Ci\u00f2 appare coerente con quel valore \u201ccostituzionale\u201d del diritto dell\u2019Ue che \u00e8 stato affermato dalla Consulta nelle sentenze 348 e 248 de 2007, in contrapposizione con il valore \u201csub-costituzionale\u201d di tutti gli altri trattati internazionali.<\/p>\n<p><b>L\u2019attuazione del diritto europeo<\/b><br \/>Quanto alla fase discendente, in linea generale il Senato non interviene nell\u2019attuazione delle norme dell\u2019Ue. L\u2019art. 70 comma 1 &#8211; che indica le leggi la cui approvazione \u00e8 bicamerale &#8211; non menziona fra queste gli strumenti ordinari di adattamento agli atti dell\u2019Ue, quali la legge europea, la legge di delegazione europea o leggi ad hoc che recepiscano singole direttive, riferendosi  soltanto alle leggi generali che regolano l\u2019appartenenza all\u2019Ue o a quelle di cui all\u2019art 117.5, che stabiliscono le norme di procedura per le Regioni e le Province autonome, nelle materie di loro competenza, sulla partecipazione alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi dell\u2019Ue, o al potere sostitutivo dello Stato alle Regioni.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 nelle materie di competenza statale, le leggi di adattamento agli atti Ue saranno adottate solo dalla Camera. La \u201cpartecipazione\u201d del Senato, meramente eventuale, si potr\u00e0 avere, al pari di ogni altra legge per cui non sia disposto altrimenti dalla Costituzione, se richiesta da un terzo dei suoi componenti entro 10 giorni dalla approvazione del disegno di legge da parte della Camera; il Senato avr\u00e0 poi solo 30 giorni per proporre eventuali modifiche, sui cui spetter\u00e0 alla Camera pronunciarsi definitivamente.<\/p>\n<p>Le conseguenze del ridimensionamento del ruolo del Senato sono due. Da un lato, ci si pu\u00f2 attendere una maggiore rapidit\u00e0 dall\u2019adozione monocamerale delle norme statali di attuazione del diritto dell\u2019Ue. Dall\u2019altro, il Senato, sollevato da attivit\u00e0 legislativa, potr\u00e0 concentrarsi sul controllo di sussidiariet\u00e0 e proporzionalit\u00e0 delle norme Ue in fase ascendente, ma soprattutto potr\u00e0 garantire, in fase discendente, un coordinamento, assai  pi\u00f9 continuo ed efficace di quello attualmente svolto dalla Conferenza Stato Regioni.<\/p>\n<p>La continua produzione di norme europee rende infatti difficile tenere il passo alle Conferenze. Queste si riuniscono troppo sporadicamente nella c.d. \u201csessione comunitaria\u201d e possono esercitare solo un\u2019influenza limitata sugli enti territoriali e sulla loro legislazione e non sembrano oggi in grado di garantire un vero coordinamento fra Stato e Regioni o Province autonome e nemmeno fra queste ultime.<\/p>\n<p>Il nuovo Senato potr\u00e0 svolgere, molto pi\u00f9 efficientemente delle Conferenze, la funzione di raccordo fra le diverse autonomie territoriali e fra queste ultime e lo Stato, proprio perch\u00e9 in esso siede un\u2019estesa rappresentanza di persone quotidianamente impegnate nel governo del territorio.<\/p>\n<p>Al recepimento degli atti dell\u2019Ue nelle materie di competenza delle Regioni e Province autonome provvederanno queste ultime, legiferando nel rispetto delle norme di procedura stabilite con legge dello Stato, attualmente la legge 234\/2012 e dei vincoli economici stabiliti dagli artt. 119 e 81 Cost.<\/p>\n<p>Con la riforma Costituzionale si ha un chiarimento della ripartizione fra Stato ed enti territoriali, con l\u2019abolizione delle materie di competenza concorrente e la riallocazione alla competenza statale di diverse materie, in cui sar\u00e0 pi\u00f9 facile garantire un\u2019uniforme recepimento delle regole europee.<\/p>\n<p>Inoltre viene rafforzato il potere sostituivo dello Stato alle Regioni nelle materie di loro competenza, il che sar\u00e0 utile per prevenire condanne in infrazione da parte dell\u2019Ue, prevedendo per\u00f2 il parere del Senato. Questo opportuno coinvolgimento del Senato si ricollega alle funzioni di rappresentare gli enti territoriali e di verificare l\u2019impatto delle norme europee sui territori.<\/p>\n<p><b>Rafforzamento delle regole di partecipazione dell\u2019Italia all\u2019Ue<\/b><br \/>La riforma costituzionale introduce una rilevante modifica per quanto riguarda gli strumenti che regolano in via generale l\u2019appartenenza dell\u2019Italia all\u2019Ue.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 detto, il bicameralismo sopravvive solo per leggi su temi di importanza rilevante, o \u201cdi sistema\u201d. Questo tipo di leggi vengono anche innalzate ad un rango \u201csemi costituzionale\u201d, per l\u2019impossibilit\u00e0, che leggi successive, anche bicamerali, possano abrogarle tacitamente. Fra queste leggi il nuovo art. 70 include anche la \u201clegge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell\u2019Italia alla formazione e all\u2019attuazione della normativa e delle politiche dell\u2019Unione europea\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un notevole passo avanti nel raccordo del nostro ordinamento con quello dell\u2019Ue. Infatti tutte le leggi che sino ad ora stabilivano procedure, regole e meccanismi per la partecipazione italiana all\u2019Ue -dalla \u201clegge La Pergola\u201d a quella \u201cButtiglione (11\/2005) sino alla vigente legge <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2246\" target= \"blank\"><b><u>234\/2012<\/u><\/b><\/a> &#8211; avevano lo status di legge ordinaria e quindi erano modificabili, anche implicitamente, da qualunque legge posteriore, incluse le leggi \u201ccomunitarie\u201d annuali o le leggi settoriali, con il risultato di stravolgere il sistema previsto dalla legge di inquadramento.<\/p>\n<p>Ora la legge 234\/2012 viene innalzata ad un livello semicostituzionale, il che conferir\u00e0 maggiore stabilit\u00e0 e solidit\u00e0 al processo di recepimento delle norme europee nel nostro Paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riforma costituzionale presenta importanti profili per quel che riguarda partecipazione dell\u2019Italia all\u2019Unione europea, Ue, che nel dibattito generale non sembrano presi in considerazione adeguatamente. 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