{"id":36520,"date":"2016-10-14T00:00:00","date_gmt":"2016-10-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/renzi-alla-casa-bianca\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:16","slug":"renzi-alla-casa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/renzi-alla-casa-bianca\/","title":{"rendered":"Renzi alla Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p>La visita del premier Matteo Renzi al presidente Barack Obama il 18 ottobre si svolger\u00e0 all\u2019insegna della \u201crelazione speciale\u201d che connota il rapporto tra Italia e Stati Uniti. Una relazione speciale in cui si intrecciano una molteplicit\u00e0 di fili che riguardano non solo la politica estera, l\u2019economia e il militare, ma investe anche la societ\u00e0 statunitense e i rapporti culturali sviluppatisi dal secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>L\u2019Alleanza atlantica e le basi Nato e Usa in Italia non sono state mai messe in discussione. Ieri erano la prima linea sul fronte sovietico, ed oggi hanno acquisito l\u2019importanza di baluardo euroatlantico nella crisi del Mediterraneo, in particolare rispetto alla Libia, uno degli anelli fragili di grande interesse per l\u2019Italia in ragione delle risorse energetiche e delle migrazioni.<\/p>\n<p>Nei rapporti transatlantici, occorre tenere conto anche di un altro filo che lega gli Stati Uniti all\u2019Italia. La nostra emigrazione, che tra Ottocento e Novecento ha contribuito alla formazione della societ\u00e0 multietnica, esprime oggi significativi segmenti della classe dirigente politica ed economica oltre che dello spettacolo.<\/p>\n<p>Basta ricordare i nomi dei sindaci e governatori di New York, Mario e Andrew Como, Rudy Giuliani e Bill De Blasio, della ex speaker della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi, e dei giudici supremi Samuel Alito e Anthony Scalia, per comprendere come gli <i>Italians<\/i> non sono pi\u00f9 soltanto \u201cpizza e mafia\u201d.<\/p>\n<p><b>L\u2019endorsement di Obama a Renzi<\/b><br \/>Il presidente Renzi arriver\u00e0 a Washington con l\u2019onore della \u201ccena di Stato\u201d alla Casa Bianca. Pi\u00f9 volte l\u2019Amministrazione democratica ha manifestato l\u2019<i>endorsement <\/i>per l\u2019attuale governo. Nell\u2019aprile 2015 Obama dichiar\u00f2 di essere \u201cimpressionato dall\u2019energia di Renzi e dalla sua volont\u00e0 di sfidare lo status quo\u201d, complimento che era stato gi\u00e0 espresso nel G20 del marzo 2014.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle dichiarazioni d\u2019occasione a favore dell\u2019\u201calleato fedele\u201d, l\u2019apprezzamento per Renzi nasce dalla valutazione che il suo governo ha portato stabilit\u00e0 istituzionale nel travaglio della politica italiana, un valore che per Washington \u00e8 il primo che deve avere un alleato in posizione geopolitica sensibile in tempi di scomposizioni internazionali.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio in questa ottica che va interpretata la dichiarazione dell\u2019ambasciatore John Phillips contro l\u2019incertezza che potrebbe seguire la bocciatura del referendum costituzionale.<\/p>\n<p><b>Cena di stato, i temi in tavola<\/b><br \/>I pi\u00f9 importanti dossier sul tavolo del prossimo vertice Italia-Usa riguardano il Mediterraneo, l\u2019Europa di fronte alla Russia, il commercio e gli investimenti. La politica estera di Obama \u00e8 stata tesa, se pure tra ondeggiamenti, alla progressiva riduzione degli impegni militari sui teatri europeo e mediorientale a favore di un maggiore dislocamento di risorse nell\u2019Asia sud-orientale.<\/p>\n<p>In generale il presidente ha promosso una strategia internazionale incentrata sulla trattativa e sulla leadership esercitata pi\u00f9 con la diplomazia del <i>soft power <\/i>che non dell\u2019<i>hard power<\/i>, ed ha abbandonato la filosofia degli Stati Uniti come \u201cgendarme del mondo\u201d che per anni ha guidato l\u2019interventismo internazionale di Washington.<\/p>\n<p>Da tempo l\u2019Amministrazione statunitense richiede un maggiore impegno militare degli alleati Nato e in particolare una larga disponibilit\u00e0 italiana sul fronte libico. Per ora l\u2019Italia ha risposto con l\u2019invio di 100 medici protetti da un piccolo contingente di par\u00e0 non combattenti.<\/p>\n<p>Pertanto \u00e8 possibile che la Casa Bianca avanzi nuove richieste in tal senso &#8211; anche se non sappiamo cosa far\u00e0 il nuovo presidente -, e spinga per pi\u00f9 decise sanzioni alla Russia come risposta all\u2019aumentata aggressivit\u00e0 di Vladimir Putin.<\/p>\n<p>Obama avrebbe voluto portare a compimento i due trattati di liberalizzazione commerciale, oltre all\u2019area del Pacifico (Ttp), anche in quella d\u2019Europa (Ttip). A fine mandato appare per\u00f2 improbabile che il progetto vada in porto per cui l\u2019America potrebbe volere sviluppare rapporti commerciali pi\u00f9 aperti con i singoli Stati con la dilatazione dei vincoli dei trattati europei in cambio di maggiori investimenti.<\/p>\n<p>La \u201ccena di Stato\u201d alla Casa Bianca potrebbe avere anche un altro risvolto. L\u20198 novembre andranno alle urne alcune decine di milioni di cittadini statunitensi di discendenza italiana che, dopo una originaria fedelt\u00e0 democratica, hanno rivolto in parte le loro preferenze verso i repubblicani. <\/p>\n<p>L\u2019immagine dei buoni rapporti con la \u201cmadrepatria\u201d potrebbe stimolare l\u2019indicazione democratica patrocinata dal presidente, soprattutto negli Stati come New York e Pennsylvania dove pi\u00f9 significativa \u00e8 la presenza delle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visita del premier Matteo Renzi al presidente Barack Obama il 18 ottobre si svolger\u00e0 all\u2019insegna della \u201crelazione speciale\u201d che connota il rapporto tra Italia e Stati Uniti. 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