{"id":36560,"date":"2016-10-18T00:00:00","date_gmt":"2016-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-doppio-volto-della-turchia-dopo-il-golpe\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:14","slug":"il-doppio-volto-della-turchia-dopo-il-golpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/il-doppio-volto-della-turchia-dopo-il-golpe\/","title":{"rendered":"Il doppio volto della Turchia dopo il golpe"},"content":{"rendered":"<p>La visita del ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni in Turchia il 6 ottobre, e l\u2019incontro con l\u2019omologo turco Mevlut Cavusoglu, si presenta come un passo verso il superamento della crisi tra Unione europea, Ue, e la Turchia, determinata dagli eventi della scorsa estate.<\/p>\n<p>La stagione apertasi all\u2019indomani del tentato golpe del 15 luglio scorso, \u00e8 infatti caratterizzata da elementi anche contraddittori, in cui la Turchia di Racep Tayyip Erdogan trova un indiscutibile punto di svolta.<\/p>\n<p>Le tensioni interne, combinate al contesto internazionale, hanno condotto Ankara verso uno dei momenti pi\u00f9 drammatici della sua storia contemporanea: si \u00e8 aperta dunque una nuova fase nel complesso contesto vicino e medio-orientale.<\/p>\n<p><b>Turchia e Russia si riavvicinano<\/b><br \/>Il governo turco, dopo il tentativo di colpo di stato, si caratterizza non solo per le estensive purghe dei suoi avversari, ma anche per un attivismo in campo internazionale incentrato nel tessere di nuovo buoni rapporti con altre potenze, globali e regionali, con cui i rapporti si erano deteriorati o interrotti.<\/p>\n<p>Il maggiore atto simbolico del nuovo corso \u00e8 stato la riapertura di un canale privilegiato con la Russia, il tradizionale rivale sul Mar Nero e sul Caucaso, che compensa la tensione con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Infatti dopo il duro scontro consumatosi all\u2019interno del ginepraio siriano &#8211; sugellato dall\u2019abbattimento, il 24 maggio, di un Sukhoi Su-24 russo al confine turco-siriano da parte di un F-16 turco &#8211; i due vecchi nemici sembravano riavvicinarsi. A mostrarlo non solo la visita di Erdogan in Russia, il 9 agosto scorso, ma anche quella pi\u00f9 recente di Putin in Turchia.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti e l\u2019Ue sono avvisati: sebbene il conflitto siriano veda Mosca ed Ankara su fronti opposti, l\u2019ambiguit\u00e0 che secondo Ankara le cancellerie occidentali hanno dimostrato durante la drammatica notte di met\u00e0 luglio a favore di soluzioni alternative al \u201csultano\u201d Erdogan, sono un ottimo alibi per riaprire un canale privilegiato con Mosca.<\/p>\n<p>La repressione contro la rete di Fetullah Gulen, che fa riferimento al leader spirituale ancora residente negli Stati Uniti, ha dunque effetti anche sulle relazioni esterne della Turchia.<\/p>\n<p><b>Golpe e contro golpe<\/b><br \/>Internamente, il fallito golpe si \u00e8 risolto con una forte reazione, un vero e proprio contro-golpe, capace di risolvere la situazione di stallo creatasi con i risultati elettorali dello scorso anno di fronte al progetto presidenziale di Erdogan, obiettivo del suo <i>Adalet ve Kalk&#305;nma Partisi<\/i>, il Partito per la giustizia e lo sviluppo, Akp.<\/p>\n<p>Le elezioni del 7 giugno 2015, infatti, non avevano dato all\u2019Akp il risultato sperato: con il 41% dei voti, il partito del presidente raccoglieva solo 258 seggi, il partito kemalista del Partito popolare repubblicano (in turco <i>Cumhuriyet Halk Partisi<\/i>, Chp) si confermava la seconda forza con 132 seggi, ma soprattutto il turchista ed euroscettico Partito di azione nazionalista (in turco <i>Milliyet\u00e7i Hareket Partisi<\/i>, Mhp) e il Partito democratico dei popoli (Hdp, che non si limitava a replicare il continuamente sciolto &#8220;partito curdo&#8221; ma si allargava ideologicamente alla sinistra libertaria e allo spirito di Gezi Park) raccoglievano 80 seggi ognuno.<\/p>\n<p>Dopo una campagna elettorale tutta tesa a dimostrare i rischi dell\u2019instabilit\u00e0 di governo nel Paese, con in atto una nuova escalation militare di repressione nel sud-est anatolico contro il Partito dei lavoratori del Kurdistan, Pkk, le nuove elezioni del 1&#778; novembre riportano l\u2019Akp al 49% dei voti a quindi alla maggioranza assoluta in parlamento (con 317 su 550 seggi della grande assemblea nazionale).<\/p>\n<p>L\u2019inverno del 2015 e la primavera 2016 permettevano dunque di riprendere il progetto di rafforzamento presidenziale al governo Akp traghettato nelle mani di Ahmet Davuto&#287;lu, fino al maggio 2016, quando il contrasto tra il dinamico primo ministro e il presidente Erdogan provocano la sua sostituzione con il pi\u00f9 allineato Binali Yildirim.<\/p>\n<p><b>Demirtas e l\u2019Hdp, baluardi dell\u2019opposizione<\/b><br \/>In seguito al tentato golpe di met\u00e0 luglio, l\u2019Hdp rimane l\u2019unico partito che, pur avendo rifiutato qualsivoglia appoggio ai golpisti e confermato il proprio sostegno al legittimo governo, non viene coinvolto dalla leadership di Erdogan per la giornata di consenso nazionale che celebra la sconfitta dei golpisti.<\/p>\n<p>I suoi leader, la giornalista Figen Y\u00fcksekda&#287; e l\u2019avvocato Selahattin Demirta&#351;, si sono distinti per la loro attivit\u00e0 in difesa delle donne e dei diritti umani: Demirtas, gi\u00e0 candidato alle elezioni presidenziali, si profila cos\u00ec come l\u2019unico reale oppositore alla leadership di Erdogan.<\/p>\n<p>Infatti anche il Mhp, \u00e8 da sempre avversario del \u201cseparatismo\u201d di armeni e curdi (i \u201clupi grigi\u201d sono la formazione paramilitare non ufficialmente legata agli ambienti dell\u2019Mhp).<\/p>\n<p>L\u2019ultra-nazionalismo dell\u2019Mhp trova nell\u2019attuale criminalizzazione pubblica dell\u2019intera galassia del movimento curdo (dal Pkk al Dhp) il principale motivo di supporto alla leadership di Erdogan.<\/p>\n<p>Anche il Chp e il suo leader Kemal K&#305;l&#305;\u00e7daro&#287;lu, nonostante il naturale ruolo di opposizione che la cultura di partito occidentalista e socialdemocratico, pur criticando gli eccessi nella \u201cpurga\u201d seguita al fallito golpe contro magistrati, funzionari, insegnanti, giornalisti, ha assunto un atteggiamento di istituzionale sostegno al regime di Erdogan, definendo quella del post-golpe una \u201cnuova Turchia\u201d in cui si \u00e8 aperta una \u201cnuova porta per il compromesso\u201d.<\/p>\n<p>La foto del 7 agosto, quando un milione di persone si radunavano a Istanbul per sostenere il presidente e il governo turco, vedeva riuniti sul palco a fianco di Erdogan e del capo del governo Yildirim, proprio i leader del Chp K&#305;l&#305;\u00e7daro&#287;lu e del Mhp Bahceli. Il solo assente, Demirtas, sembra essere l\u2019unico isolato oppositore della Turchia post-golpe.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visita del ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni in Turchia il 6 ottobre, e l\u2019incontro con l\u2019omologo turco Mevlut Cavusoglu, si presenta come un passo verso il superamento della crisi tra Unione europea, Ue, e la Turchia, determinata dagli eventi della scorsa estate. 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