{"id":36580,"date":"2016-10-19T00:00:00","date_gmt":"2016-10-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-scontro-est-ovest-si-gestisce-in-siria\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:14","slug":"lo-scontro-est-ovest-si-gestisce-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/lo-scontro-est-ovest-si-gestisce-in-siria\/","title":{"rendered":"Lo scontro Est-Ovest si gestisce in Siria"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio di ottobre, l&#8217;amministrazione americana ha sospeso la sua iniziativa di cessazione delle ostilit\u00e0 in Siria, concordata con la Russia fra luglio e settembre. Ha quindi anche ritirato la proposta di costituire coi russi un \u201cJoint Implementation Group\u201d per gestire insieme le operazioni belliche e favorire l\u2019avvio di una transizione politica.<\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 dell&#8217;accordo Usa-Russia, messa in luce da diversi commentatori, si \u00e8 perci\u00f2 palesata nei fatti. In particolare, \u00e8 chiaro che Damasco e Mosca non intendono accedere a nessuna cessazione delle ostilit\u00e0 prima di aver spostato l\u2019equilibrio sul terreno con la conquista di Aleppo. L&#8217;amministrazione ha studiato qualche replica armata, ma poi &#8211; in vista della corrente transizione elettorale &#8211; ha preferito fare semplicemente un passo indietro.<\/p>\n<p><b>La reazione spropositata della Russia<\/b><br \/>In questa situazione l&#8217;elemento nuovo \u00e8 la spropositata reazione di Mosca alla decisione americana. Putin ha immediatamente replicato emettendo un decreto presidenziale che cancella l&#8217;accordo sul riciclaggio del plutonio ad uso militare stipulato con gli Usa nel 2000 nonch\u00e9 l&#8217;accordo di cooperazione nel campo della ricerca, in essere fra i settori nucleari dei due Paesi. <\/p>\n<p>\u00c8 da un pezzo che Mosca sta smantellando il sistema di sicurezza strategica costituito fra l&#8217;Atlantico e gli Urali durante la guerra fredda. Questo nuovo contributo non \u00e8 di per s\u00e9 il pi\u00f9 inquietante, ma sono inquietanti le dichiarazioni e gli atti che lo hanno accompagnato. <\/p>\n<p>Putin ha <a href= \"http:\/\/carnegie.ru\/commentary\/?fa=64816\" target= \"blank\"><b><u>pubblicamente spiegato<\/u><\/b><\/a> la decisione di cancellazione degli accordi con \u201cl&#8217;emergere di una minaccia alla stabilit\u00e0 strategica a seguito di non amichevoli azioni verso la Russia da parte degli Stati Uniti\u201d. <\/p>\n<p>Il testo del decreto presentato per la conversione alla nuova Duma stabilisce come condizioni per l&#8217;eventuale ripresa degli accordi cancellati da Mosca che nei Paesi che aderirono alla Nato nel 2000 gli Stati Uniti riportino la loro presenza militare ai livelli precedenti, che gli Usa ritirino il Magnitsky Act e l\u2019Ukraine Freedom Support Act, che annullino tutte le sanzioni alla Russia e che la compensino per i danni inflitti alla sua economia, inclusi quelli subiti per le contro-sanzioni russe a quelle americane. Una sorta di Trattato di Versailles preventivo.<\/p>\n<p>La iper-reazione \u201cglobale\u201d della Russia rivela che l\u2019obiettivo di ripristinare un condominio di potenza con gli Stati Uniti \u00e8 stato il motivo pi\u00f9 rilevante del suo intervento in Siria, pi\u00f9 del suo rafforzamento nella regione e della minaccia transnazionale jihadista. <\/p>\n<p>In questo senso la rottura dell&#8217;accordo da parte degli Usa \u00e8 stato un fallimento per la Russia, che non \u00e8 riuscita a riplasmare il suo ruolo globale. Tuttavia, \u00e8 anche vero che gli Stati Uniti, nel ritirarsi dall&#8217;accordo, hanno dovuto prendere atto che la Russia ha un potere di interdizione sulla loro politica estera. <\/p>\n<p>Questo \u00e8 un fallimento degli Usa che modera l&#8217;insuccesso della Russia e lascia una grossa spina nel fianco di Washington, riflettendo l&#8217;andamento generale delle relazioni russo-occidentali di questi ultimi anni.<\/p>\n<p><b>Russia potenza globale o regionale?<\/b><br \/>Questi sviluppi suggeriscono due osservazioni. Una \u00e8 che la crisi siriana \u00e8 diventata una crisi legata a doppio filo al rapporto fra Stati Uniti e Russia, di quelle che durante la guerra fredda venivano caratterizzate dal loro potenziale di \u201cescalation\u201d orizzontale. <\/p>\n<p>L&#8217;altra \u00e8 conseguenza della prima: la crisi siriana e quella pi\u00f9 ampia del Medio Oriente hanno una dimensione globale che per\u00f2 deve ancora essere chiarita e ridefinita (1) alla luce degli sviluppi di questi ultimi anni. E la prima domanda da porsi \u00e8 quale sia il ruolo reale della Russia. <\/p>\n<p>\u00c8 vero che \u00e8 difficile definire la Russia una superpotenza globale, ma certamente la definizione di Obama della Russia come potenza regionale non collima con la realt\u00e0. <\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 vero che il mondo \u00e8 dominato da una tendenza al multipolarismo che rende impensabile un ritorno al bipolarismo della guerra fredda, ma i poli hanno pesi assai diversi e alcuni, come la Russia, pur non essendo superpotenze economiche al livello degli Usa, hanno attributi militari e nucleari che interdicono la libert\u00e0 di movimento degli altri, in particolare degli Usa. <\/p>\n<p><b>Regolare il disordine multilaterale?<\/b><br \/>Il mondo multilaterale vagheggiato da Obama (per il quale in verit\u00e0 non ha preso alcuna iniziativa concreta) nella sua mente era pi\u00f9 diretto a scaricare gli Usa come polizia del mondo che non a stabilire un nuovo equilibrio politico effettivo nel sistema internazionale. L&#8217;evanescenza della struttura globale del mondo attuale e le sue intrinseche asimmetrie suggeriscono invece che stabilire questo equilibrio \u00e8 necessario e prioritario.<\/p>\n<p>Per cominciare va restaurato il sistema di sicurezza globale che nell&#8217;euforia della fine della guerra fredda \u00e8 stato dato per scontato e si \u00e8 invece assai <a href= \"https:\/\/www.armscontrol.org\/ACT\/2016_09\/Features\/The-Hidden-Side-of-the-US-Russian-Strategic-Confrontation\" target= \"blank\"><b><u>degradato<\/u><\/b><\/a>, a cominciare dalla sua comprensione intellettuale. <\/p>\n<p>Come abbiamo detto, Putin ha fatto non poco per deteriorarlo e l&#8217;uso improprio che ha fatto del concetto di \u201cstabilit\u00e0 strategica\u201d nel suo decreto ben lo attesta. <\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 strategica \u00e8 la rimozione degli incentivi ad un primo colpo nucleare. Non \u00e8 una generica ferita alle percezioni di sicurezza e prestigio dell&#8217;avversario (a meno di non pensare che una ferita del genere possa costituire per Putin un incentivo a vibrare un primo colpo nucleare: speriamo di no!). Come tutti gli impianti che invecchiano, il sistema pu\u00f2 improvvisamente cedere. Ci\u00f2 richiede uno sforzo diplomatico verso il governo russo ma anche l&#8217;insieme della sua societ\u00e0.<\/p>\n<p><b>Potremmo far mostra di pi\u00f9 coerenza<\/b><br \/>In generale c&#8217;\u00e8 un&#8217;incoerenza strutturale nel rapporto con la Russia che richiede massima attenzione: una difficile diplomazia che deve dare soddisfazione alla Russia e alle sue percezioni di sicurezza onde impedire che il suo nazionalismo pericolosamente trascenda, ma, al tempo stesso, fare s\u00ec che queste soddisfazioni siamo edificanti &#8211; in senso democratico &#8211; e non vadano a rafforzare il partito favorevole allo scontro. <\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 molto lavoro da fare in Europa, in Ucraina e nel Baltico, ma la crisi siriana \u00e8 ugualmente parte di questo stesso cimento. In Siria \u00e8 necessario riprendere la strada della collaborazione Usa-Russia. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa collaborazione non naufraghi di nuovo, gli Usa dovranno chiarire i propri obiettivi. La politica attuale degli Stati Uniti \u00e8 basata su alleanze opportunistiche loro proprie (i curdi siriani) e dei loro protetti (talch\u00e9 a un gruppo salafita come Jabhat al-Islam accade di essere un membro prominente della High Negotiang Commission). <\/p>\n<p>Questo non serve n\u00e9 a sbalzare di sella Assad n\u00e9 a permettere una transizione politica nella quale Assad e la sua cerchia possano avere un ruolo, cio\u00e8 non porta a alcuna soluzione. La ripresa di un dialogo richiede maggiore chiarezza da parte degli Usa. Naturalmente, per fare chiarezza nella poltiglia di alleanze e coalizioni che caratterizza oggi la Siria ci vuole tempo. Questa transizione va regolata e contemplata dal nuovo accordo. <\/p>\n<p>Come che sia, in attesa del nuovo presidente americano, tutto \u00e8 <i>in mente Dei<\/i>, ma la diplomazia, anche europea, pu\u00f2 cominciare a muoversi anche da subito.<\/p>\n<p>(1) Paolo Calzini  \u201cIl nuovo ruolo della Russia\u201d, Il Mulino, n. 4, 2016, pp. 676-683.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio di ottobre, l&#8217;amministrazione americana ha sospeso la sua iniziativa di cessazione delle ostilit\u00e0 in Siria, concordata con la Russia fra luglio e settembre. Ha quindi anche ritirato la proposta di costituire coi russi un \u201cJoint Implementation Group\u201d per gestire insieme le operazioni belliche e favorire l\u2019avvio di una transizione politica. 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