{"id":3660,"date":"2006-11-21T00:00:00","date_gmt":"2006-11-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/missioni-di-pace-allestero-un-tema-per-leuropa\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:11","slug":"missioni-di-pace-allestero-un-tema-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/11\/missioni-di-pace-allestero-un-tema-per-leuropa\/","title":{"rendered":"Missioni di pace all\u2019estero: un tema per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Le forze politiche che, all\u2019interno della maggioranza, si oppongono al rifinanziamento di alcune missioni militari italiane all\u2019estero stanno gi\u00e0 aprendo le ostilit\u00e0. Il problema viene perci\u00f2 visto attraverso una lente rigorosamente nazionale, il che finisce per farne una manifestazione di favore per un\u2019idea di Europa rigorosamente limitata alle sue funzioni di mercato unico, e priva di ruolo nella politica mondiale.Nel campo della missioni all\u2019estero, invece, sta emergendo una oggettiva esigenza di politica comune europea, sotto due aspetti diversi ma strettamente collegati tra loro: quello della scelta delle aree in cui intervenire, e quello del reperimento delle risorse finanziarie necessarie.<\/p>\n<p><b>Etichetta europea<\/b><br \/>Appare sempre pi\u00f9 necessario dare un\u2019etichetta europea a questi interventi, per ora condotti da singoli paesi o da piccole coalizioni, sia per trarne il massimo beneficio dal punto di vista dei risultati, sia per definire il ruolo politico dell\u2019Europa nella politica estera mondiale.<\/p>\n<p>Un modo diretto per dare questa etichetta \u00e8 quello di definire un meccanismo di finanziamento, collegato a una procedura decisionale chiara e nella quale risultino coinvolte le istituzioni europee (Consiglio, Commissione e Parlamento). Governi e Parlamenti nazionali dovrebbero approvare il sistema, ma poi non dovrebbero essere pi\u00f9 coinvolti nelle singole decisioni. Dovrebbe far parte del sistema uno schema di finanziamento multilaterale obbligatorio per tutti i paesi membri. Una politica comune in questo settore non pu\u00f2 infatti esistere se di volta in volta occorre definire metodi di accordo, ripartizione di compiti e di responsabilit\u00e0, poteri di controllo, procedure di verifica e di riesame, e cos\u00ec via. Non ci sembra peraltro che oggi abbia molta forza persuasiva una difesa della sovranit\u00e0 e dei poteri di decisione da parte dei singoli Paesi, in un contesto mondiale sempre pi\u00f9 complesso e preoccupante.<\/p>\n<p>La ripartizione del finanziamento dovrebbe avvenire con una stretta proporzionalit\u00e0 alla forza economica del singolo paese. Non deve aver nulla a che fare con il bilancio del dare e dell\u2019avere dei singoli Stati.  Ogni paese deve essere lasciato libero di decidere se questo trasferimento di risorse all\u2019Unione deve avvenire con una pari riduzione di altre voci di spesa per la Difesa, o se lasciarle invariate.<\/p>\n<p>Dovrebbe scegliersi se effettuare il trasferimento volta per volta, seguendo l\u2019avvio e poi lo svolgimento della singola missione, o se non si debba prevedere un plafond annuale di spesa. In ambedue i casi, il passaggio attraverso il Bilancio dell\u2019Unione deve essere reso coerente con il fatto che i confini di questo sono stati gi\u00e0 definiti, fino al 2013, nelle Prospettive Finanziarie. Non ci sembra un problema irresolubile e in futuro si potr\u00e0 certamente decidere che questa voce di spesa, assieme ai trasferimenti in entrata, venga inserita nel bilancio Ue.<\/p>\n<p>Quanto ai bilanci degli Stati, \u00e8 evidente che si tratta di un aggravio per gli Stati che finora si sono comportati da free rider, ma di un minor onere per quelli che pi\u00f9 generosamente, o forse solo con maggiore lucidit\u00e0 politica, hanno sopportato finora questi costi.  L\u2019argomento pu\u00f2 essere affrontato solo se si \u00e8 d\u2019accordo sul fare avanzare il processo di creazione di una nuova e pi\u00f9 desiderabile Europa.<\/p>\n<p><b>Calcoli complessi<\/b><br \/>Fissata la chiave di ripartizione, si deve stabilire a chi spetta fare il calcolo dei costi del singolo intervento, o la proposta di fissazione del plafond annuale (un calcolo peraltro difficile, quest\u2019ultimo, e per il quale \u00e8 bene prevedere procedure di adeguamento, al momento del bisogno).  Si pu\u00f2 pensare alla Commissione, o alla  giovane Agenzia per la Difesa.. In ogni caso, non si ha nessun incremento dei compiti di gestione della spesa da parte delle istituzioni europee, ma solo una attribuzione di poteri di regolamentazione.<\/p>\n<p>Certo, si pu\u00f2 obbiettare che si tratta di calcoli difficili trattandosi di quantificazioni di costi di missioni ogni volta diverse, ogni volta nuove. Ma questa difficolt\u00e0 vale anche per i bilanci nazionali, solo che qui la specifica voce  di finanziamento pu\u00f2 essere \u2013 e certamente viene \u2013 integrata da spese che vengono classificate tra le spese \u201cgenerali\u201d della Difesa.<\/p>\n<p>Del resto, una delle capacit\u00e0 proprie e sperimentate delle istituzioni europee \u00e8 quella aiutare a migliorare i comportamenti amministrativi: in questo caso si tratta di cercare principi di contabilit\u00e0 adeguati al problema e farli applicare in tutti i paesi, facendo chiarezza in un settore che non brilla per trasparenza e per capacit\u00e0 di ottenere risultati al costo minore. <\/p>\n<p>  Il compito di avviare un\u2019istruttoria sul tema di una \u201cPolitica europea delle missioni di pace\u201d forse potrebbe essere dato al Comitato dei Capi di Stato Maggiore della Difesa, per la sua natura di organo strettamente tecnico, oppure all\u2019agenzia Europea per la Difesa. In ambedue i casi sarebbe utile un\u2019integrazione con economisti e esperti di contabilit\u00e0 pubblica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le forze politiche che, all\u2019interno della maggioranza, si oppongono al rifinanziamento di alcune missioni militari italiane all\u2019estero stanno gi\u00e0 aprendo le ostilit\u00e0. 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