{"id":36610,"date":"2016-10-21T00:00:00","date_gmt":"2016-10-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-le-scuole-diventano-ambasciate-ue\/"},"modified":"2021-10-26T11:41:49","modified_gmt":"2021-10-26T09:41:49","slug":"se-le-scuole-diventano-ambasciate-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/se-le-scuole-diventano-ambasciate-ue\/","title":{"rendered":"Se le scuole diventano ambasciate Ue"},"content":{"rendered":"<p>Recuperare il consenso dei giovani nella costruzione del progetto europeo. \u00c8 questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa lanciata dal segretario generale del Parlamento europeo, Klaus Welle.<\/p>\n<p>Si chiama European Parliament Ambassador School, Epas, ed \u00e8 entrata nell&#8217;anno corrente nel suo secondo anno di sperimentazione. Il progetto \u00e8 incentrato sul coinvolgimento delle scuole per una corretta informazione ed educazione ai temi europei, in particolare sulla storia dell&#8217;integrazione europea, per la conoscenza delle istituzioni che la rappresentano e dei principali vincoli che ne regolano il funzionamento.<\/p>\n<p>L&#8217;idea del Parlamento \u00e8 di fare delle scuole delle vere e proprie \u201cambasciate\u201d dell\u2019Unione europea, Ue: al termine di un percorso formativo e informativo che coinvolge in egual modo studenti e docenti, la scuola aderente \u00e8 candidata per diventare ambasciatrice del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Il riconoscimento \u00e8 vincolato a un test finale che dimostra quanto i temi dell&#8217;integrazione europea e del dibattito politico continentale siano riusciti a conquistare i giovani coinvolti. Una necessit\u00e0, quella di riconquistare un elettorato giovanile sempre pi\u00f9 disaffezionato, che il Parlamento sembra aver compreso.<\/p>\n<p>Da qui la decisione di agire alla radice del problema, dove si forma gran parte della cultura generale dei futuri cittadini ed elettori europei. Il coinvolgimento in prima persona e la <i>spreading initiative <\/i>dei singoli (ambasciatori junior se studenti e senior se docenti) viene cos\u00ec tentata quale palliativo in attesa di programmi di formazione pi\u00f9 strutturati sull&#8217;Ue che in alcuni Paesi, si pensi all&#8217;Italia per l\u2019appunto, tardano ad arrivare.<\/p>\n<p><b>Forgiare cittadini europei<\/b><br \/>\nIl target preferenziale sono i ragazzi tra i 16 e i 18 anni, et\u00e0 in cui dovrebbe svilupparsi un primo senso di cittadinanza, anche grazie all&#8217;avvento della maggiore et\u00e0 e all&#8217;inizio del godimento dei diritti politici. Del resto, tra le istituzioni europee, il Parlamento \u00e8 l&#8217;unico a poter vantare un mandato diretto da parte dei cittadini e quindi a poter svolgere un ruolo di mediazione e formazione con il futuro corpo elettorale.<\/p>\n<p>Come tutti i progetti pilota di questo genere, i risultati sono stati molto diversi tra uno Stato membro e l&#8217;altro. Anche se parliamo di numeri statisticamente irrisori data la portata che ha avuto finora l&#8217;iniziativa, poche centinaia di scuole hanno infatti aderito in tutto il continente, i Paesi dove il progetto sembra aver avuto maggior successo sono Irlanda e Olanda.<\/p>\n<p><b>Epas nelle scuole italiane<\/b><br \/>\nIn Italia, Epas \u00e8 approdato nel settembre del 2015, coordinato dalla Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo e sostenuto contenutisticamente dal Centro studi, formazione, comunicazione e progettazione sull&#8217;Ue e la <i>global governance<\/i>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;anno 2015\/2016 ha coinvolto <a href=\"http:\/\/www.europarl.it\/it\/giovani\/scuola_ambasciatrice_new.html \" target=\"blank\"><b><u>24 scuole della penisola<\/u><\/b><\/a> (in Irlanda ne sono state coinvolte 25), selezionate esclusivamente tra istituti alberghieri e professionali.<\/p>\n<p>Sfortunatamente tra le 24 scuole inizialmente selezionate che si erano dette interessate al progetto solo otto sono arrivate a conclusione del processo, risultando al termine dell&#8217;iter \u201cambasciatrici del Parlamento Europeo\u201d. Le altre hanno deciso di fermare la sperimentazione, soprattutto a causa delle poche risorse messe a disposizione, a fronte della complessit\u00e0 organizzativa nel gestire questo progetto strutturalmente per l&#8217;intero anno scolastico.<\/p>\n<p>Si consideri che l&#8217;iniziativa del Parlamento prevede una serie di attivit\u00e0 difficili da pianificare per un istituto scolastico che non consideri questo programma prioritario: giornate di informazione con eurodeputati, produzione da parte dei ragazzi di materiale informativo e giochi di simulazione istituzionale. Un programma ricco e interessante in una facolt\u00e0 universitaria, ma probabilmente oneroso per quella che \u00e8 la routine scolastica di molte scuole italiane.<\/p>\n<p>Nel 2016 il progetto entra nel suo secondo anno di sperimentazione ed \u00e8 ancora in fase di preparazione. La grande novit\u00e0 sembra essere la scelta di non focalizzarsi solo sugli istituti alberghieri, ma allargare anche ai Licei e agli istituti tecnici, privilegiando le scuole del Lazio e della Lombardia.<\/p>\n<p>Un tentativo di focalizzare maggiormente gli sforzi senza perdere il lavoro fatto, soprattutto in termini di formazione: \u00e8 allo studio infatti un processo di follow up che riguarda le scuole gi\u00e0 ambasciatrici, per continuare a mantenere un rapporto con l&#8217;Ufficio per l&#8217;Italia del Parlamento. \u00c8 del resto sempre pi\u00f9 necessario supplire alla carenza di informazioni e nozioni sull&#8217;Ue nella scuola media superiore.<\/p>\n<p><b>Un&#8217;istruzione pi\u00f9 europea<\/b><br \/>\nIn attesa di una linea guida del Ministero dell&#8217;Istruzione sui programmi scolastici e sulla formazione dei docenti, che oggi pi\u00f9 che mai dovrebbe avere uno sguardo rivolto all&#8217;Europa, l\u2019onere di informare i giovani su questi temi \u00e8 soprattutto a carico dell\u2019iniziativa di singole associazioni, scuole ed enti locali.<\/p>\n<p>Il compito \u00e8 tuttavia chiaramente sproporzionato anche per le istituzioni europee, come nel caso del Parlamento, che possono avvalersi negli Stati membri solo di risorse umane ed economiche alquanto limitate. Per questo probabilmente \u00e8 sempre pi\u00f9 necessaria un&#8217;indicazione europea sui programmi scolastici e l\u2019importanza di dedicare, nell&#8217;autonomia scolastica dei metodi e dei tempi, una parte del programma alla scoperta dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p>Questa formazione \u00e8 indispensabile anche per sostenere gli ottimi risultati gi\u00e0 raggiunti grazie agli scambi Eramus+, che riguardano appunto le scuole, ma che da soli non possono supplire alla mancanza di una vera formazione alla cittadinanza europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recuperare il consenso dei giovani nella costruzione del progetto europeo. \u00c8 questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa lanciata dal segretario generale del Parlamento europeo, Klaus Welle. Si chiama European Parliament Ambassador School, Epas, ed \u00e8 entrata nell&#8217;anno corrente nel suo secondo anno di sperimentazione. 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