{"id":36620,"date":"2016-10-22T00:00:00","date_gmt":"2016-10-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ucraina-giornalisti-sotto-attacco\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:12","slug":"ucraina-giornalisti-sotto-attacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/ucraina-giornalisti-sotto-attacco\/","title":{"rendered":"Ucraina, giornalisti sotto attacco"},"content":{"rendered":"<p>Quello del giornalista non \u00e8 mai stato un mestiere facile nella regione post-sovietica, ma in Ucraina si segnala un netto peggioramento negli ultimi mesi. La fuga di notizie del sito <i>Myrotvorets <\/i>e l\u2019omicidio, a luglio, del giornalista Pavel Sheremet sono solo la punta dell\u2019iceberg del nuovo clima instaurato ai danni dei reporter, di ogni nazionalit\u00e0, che coprano argomenti ritenuti sensibili dai dirigenti del Paese.<\/p>\n<p><b>Myrotvorets scheda i giornalisti<\/b><br \/>Un sito nazionalista ucraino sin ad allora sconosciuto, \u201cMyrotvorets\u201d (Il Conciliatore), lo scorso maggio e poi di nuovo in agosto, ha pubblicato i dati personali di oltre 4mila giornalisti ucraini e stranieri che avevano richiesto l\u2019accredito stampa rilasciato dal Ministero dell\u2019Informazione della cosiddetta \u201cRepubblica del Popolo di Donetsk\u201d per visitare e operare nei territori da essa controllati.<\/p>\n<p>In questo modo, giornalisti appartenenti alle pi\u00f9 importanti testate internazionali, inclusa la Rai, hanno trovato il loro nome sul sito in questione e sono stati additati come cooperanti con le \u201corganizzazioni terroristiche\u201d che occupano l\u2019est del Paese.<\/p>\n<p>I giornalisti elencati, soprattutto coloro che risiedono in Ucraina, vivono ora nel timore costante di subire rappresaglie da parte dei cosiddetti gruppi di \u201ccittadini patriottici\u201d ucraini.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019<a href= \"http:\/\/imi.org.ua\/news\/54199-in-half-year-prosecutors-office-registered-113-criminal-offences-committed-against-journalists.html\" target= \"blank\"><b><u>Istituto d\u2019Informazione di Massa<\/u><\/b><\/a> (IMI), l\u2019ufficio del Procuratore Generale a Kiev ha registrato 113 reati &#8211; inclusi attacchi fisici, danni alla propriet\u00e0, e ostruzione di attivit\u00e0 professionali &#8211; nei confronti di giornalisti, solo nella prima met\u00e0 del 2016. Nei due terzi dei casi si tratterebbe di atti commessi non dalle forze dell\u2019ordine o da funzionari pubblici, ma da privati cittadini.<\/p>\n<p><b>L\u2019omicidio Sheremet<\/b><br \/>Il 20 luglio, il giornalista bielorusso Pavel Sheremet \u00e8 rimasto ucciso in un attentato con autobomba nel centro di Kiev. Sheremet &#8211; che aveva ricevuto nel 2002 il premio per il giornalismo e la democrazia dall\u2019Assemblea Parlamentare dell\u2019Osce- viveva in Ucraina da cinque anni ed era conosciuto per i suoi taglienti editoriali su \u201cUkrainskaya Pravda\u201d contro i leader corrotti e il malaffare di Kiev e Mosca. Due anni fa si era licenziato dall\u2019emittente russa ORT, in segno di protesta contro la propaganda guerrafondaia portata avanti contro l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Anche a causa del lento procedere delle indagini sul caso, il 3 agosto, il vice ministro per l\u2019informazione, Tetyana Popova, ha rassegnato le dimissioni protestando contro la mancanza di volont\u00e0 da parte del governo di indagare gli abusi contro i giornalisti e difendere la libert\u00e0 di espressione.<\/p>\n<p>Infine, l\u201911 settembre i locali di \u201cInter TV\u201d sono stati incendiati da un gruppo di manifestanti di estrema destra. I giornalisti che preparavano l\u2019edizione domenicale sono rimasti intrappolati negli uffici e solo l\u2019intervento della polizia e dei vigili del fuoco \u00e8 riuscito a condurli in salvo, limitando il numero di feriti.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, l\u2019incendio \u00e8 stato accuratamente indirizzato contro uno dei maggiori canali televisivi del Paese, di propriet\u00e0 di Serhiy Lyovochkin, oggi membro del Parlamento ucraino e del Partito di Opposizione, che serv\u00ec come capo di gabinetto dell\u2019ex presidente Viktor Yanukovych.<\/p>\n<p>  La libert\u00e0 di stampa sembra limitata anche nell\u2019entit\u00e0 separatista della \u201cRepubblica del Popolo di Donetsk\u201d dove, secondo il <a href= \"http:\/\/www.ohchr.org\/Documents\/Countries\/UA\/Ukraine15thReport.pdf \" target= \"blank\"><b><u>rapporto<\/u><\/b><\/a> sui diritti umani in Ucraina dell\u2019Onu, il dipartimento del \u201cMinistro dell\u2019informazione\u201d controlla con mano di ferro l\u2019operato dei giornalisti e rilascia l\u2019accredito solo a determinate condizioni.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019altra entit\u00e0, la \u201cRepubblica del Popolo di Luhansk\u201d detiene una giornalista, sedicente membro dei servizi segreti ucraini, che attualmente rischia tra i 10 e i 20 anni di prigione con l\u2019accusa di <a href= \"http:\/\/tass.com\/world\/883722\" target= \"blank\"><b><u>spionaggio<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Guerra di accuse reciproche tra Mosca e Kiev<\/b><br \/>La recrudescenza degli attacchi pu\u00f2 anche essere interpretata come l\u2019ultimo fronte del confronto a distanza tra Kiev e Mosca, visto che negli ultimi mesi si sono intensificate le accuse reciproche.<\/p>\n<p>Il 31 maggio scorso, \u00e8 entrato in vigore il decreto presidenziale ucraino che dava attuazione alla risoluzione del Consiglio Nazionale di sicurezza e difesa per l\u2019implementazione di sanzioni personali contro altri 17 giornalisti russi, che si aggiungono a quelli gi\u00e0 sanzionati lo scorso anno.<\/p>\n<p>Tale decisione si aggiunge a quella dello scorso febbraio, quando il Consiglio Nazionale per le trasmissioni radio-televisive decise di mettere al bando un\u2019ampia lista di canali televisivi russi, stralciandone l\u2019autorizzazione a trasmettere in Ucraina.<\/p>\n<p>La risposta di Mosca non si \u00e8 fatta attendere. Il 3 ottobre scorso, la corte distrettuale di Lefortovo a Mosca ha confermato la detenzione provvisoria per i prossimi due mesi nei confronti del giornalista ucraino Roman Sushchenko, arrestato dai servizi segreti russi con l\u2019accusa di spionaggio. Sushchenko, che lavora a Parigi come corrispondente per l\u2019agenzia di stampa online <i>Ukrinform<\/i>, si trovava a Mosca per affari personali.<\/p>\n<p>Buona parte della pressione esercitata sul governo di Kiev \u00e8 venuta dalla rappresentante per la libert\u00e0 dei media dell\u2019Osce, Dunja Mijatovic, che solo nel 2016 ha pubblicato <a href= \"http:\/\/www.osce.org\/fom\/statements?filters=+im_taxonomy_vid_5:(317)&#038;solrsort=ds_date%20desc&#038;rows=10\" target= \"blank\"><b><u>nove appelli<\/u><\/b><\/a> che richiamano l\u2019attenzione dei Paesi membri dell\u2019Osce al rispetto degli impegni assunti nel campo della libert\u00e0 dei media.<\/p>\n<p>Come affermato da Maxim Eristavi, uno dei fondatori di \u201cHromadske International\u201d, celebre piattaforma multimediale ucraina: dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, l\u2019Occidente si \u00e8 disinteressato dei giornalisti sotto attacco, poich\u00e9 tutta l\u2019attenzione era rivolta alla gestione dei rapporti politici coi nuovi leader di Mosca.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 il turno dell\u2019Ucraina. Gli attori internazionali non devono lasciarla sola: il Paese ha compiuto 25 anni di indipendenza quest\u2019anno, e deve imparare a proteggere i giornalisti e la libert\u00e0 di stampa come uno dei presupposti per la realizzazione di una democrazia pi\u00f9 matura.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello del giornalista non \u00e8 mai stato un mestiere facile nella regione post-sovietica, ma in Ucraina si segnala un netto peggioramento negli ultimi mesi. 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