{"id":36650,"date":"2016-10-24T00:00:00","date_gmt":"2016-10-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-dilemmi-del-corridoio-meridionale-del-gas\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:12","slug":"i-dilemmi-del-corridoio-meridionale-del-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/i-dilemmi-del-corridoio-meridionale-del-gas\/","title":{"rendered":"I dilemmi del Corridoio meridionale del Gas"},"content":{"rendered":"<p>In Europa e nel nostro Paese si \u00e8 parlato a lungo delle problematiche connesse ai gasdotti <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3624\" target= \"blank\"><b><u>Nord Stream-2<\/u><\/b><\/a> e <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3239\" target= \"blank\"><b><u> South\/Turkish Stream<\/u><\/b><\/a>. Il motivo principale \u00e8 il ruolo centrale della Russia in questi progetti e la questione dei rapporti con Mosca nel contesto attuale, caratterizzato dalla crisi ucraina e dalle sanzioni. <\/p>\n<p>Molta meno attenzione \u00e8 stata dedicata invece al Corridoio Meridionale del Gas (Southern Gas Corridor), il progetto sponsorizzato dall\u2019Unione europea, Ue, che punta alla diversificazione delle importazioni del gas. L\u2019assenza di un dibattito critico, soprattutto negli ambienti istituzionali europei e nazionali, \u00e8 sorprendente a fronte dei rischi e delle scelte che comporta il sostegno al Corridoio.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/gasdottos.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte: Sito del gasdotto Tanap.<\/p>\n<p><b>Il Corridoio Meridionale del Gas<\/b><br \/>Il progetto mira a ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di gas russo. Esso prevede quattro fasi. La prima riguarda l\u2019estrazione del gas e l\u2019infrastrutturazione del giacimento di gas naturale Shah Deniz-2 nel mar Caspio, in territorio azero. <\/p>\n<p>La seconda comprende l\u2019espansione della South Caucasus Pipeline per il trasporto del gas attraverso Azerbaigian e Georgia fino alla Turchia. In Turchia, il gas proseguir\u00e0 la sua corsa verso ovest attraverso la Trans Anatolian Pipeline (Tanap), al momento in costruzione (terza fase). <\/p>\n<p>Infine, la Trans Adriatic Pipeline (Tap), di futura realizzazione, dovrebbe convogliare parte del gas in Italia attraverso Grecia, Albania e Mar Ionio (quarta fase). Il costo dell\u2019opera \u00e8 stimato intorno ai 45 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Le esportazioni di gas attraverso il Corridoio Meridionale dovrebbero cominciare entro il 2020, raggiungendo un tetto di 16 miliardi di metri cubi all\u2019anno intorno al 2025. Si tratta di volumi modesti, praticamente dimezzati rispetto a quelli inizialmente auspicati dalla Commissione europea col progetto <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1631\" target= \"blank\"><b><u>Nabucco<\/u><\/b><\/a> (tramontato definitivamente nel 2013 e sostituito da quello descritto sopra). Inoltre, 6miliardi di metri cubi sono destinati al consumo in Turchia e solo 10 raggiungerebbero l\u2019Ue. <\/p>\n<p>Per un raffronto, nel 2015 la Russia ha esportato in Europa e Turchia oltre 158 miliardi di metri cubi di gas. Utilizzando le infrastrutture gi\u00e0 esistenti, Mosca potrebbe aumentare ulteriormente le sue esportazioni, creando un surplus che determinerebbe un calo dei prezzi e ridurrebbe la gi\u00e0 discutibile redditivit\u00e0 del Corridoio Meridionale. Le crescenti importazioni di gas naturale liquefatto in Europa contribuirebbero ulteriormente a questo trend.<\/p>\n<p>I sostenitori del Corridoio Meridionale talvolta argomentano che la capacit\u00e0 del progetto potrebbe essere incrementata fino a 32 miliardi di metri cubi l\u2019anno. Al momento, questo appare impossibile se non si trovano altri fornitori di gas oltre all\u2019Azerbaigian, che potrebbe perfino <a href= \"https:\/\/www.oxfordenergy.org\/wpcms\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Azerbaijans-gas-supply-squeeze-and-the-consequences-for-the-Southern-Corridor-NG-110.pdf\" target= \"blank\"><b><u>trovarsi in difficolt\u00e0<\/u><\/b><\/a> nel garantire i 16 miliardi di metri cubi all\u2019anno gi\u00e0 venduti. <\/p>\n<p>Le due opzioni pi\u00f9 probabili per le forniture aggiuntive sarebbero il Turkmenistan e l\u2019Iran. In entrambi i casi, l\u2019ulteriore distanza e l\u2019infrastrutturazione necessaria sembrano ostacoli pressoch\u00e9 insormontabili dal punto di vista economico. <\/p>\n<p>Per ottenere il gas turkmeno, l\u2019Ue dovrebbe anche affrontare l\u2019agguerrita concorrenza cinese e convincere gli stati con sbocco sul Mar Caspio (Russia e Iran compresi) a determinare lo status legale del bacino, attraverso il quale dovrebbe essere costruito il gasdotto di collegamento col Turkmenistan.<\/p>\n<p><b>Nagorno-Karabakh, rischi energetici del conflitto <\/b><br \/>Progettato per contribuire alla sicurezza energetica europea, il Corridoio Meridionale potrebbe in realt\u00e0 diventare fonte d\u2019insicurezza a causa delle dispute geopolitiche nei territori attraversati. La pi\u00f9 grave \u00e8 quella relativa al Nagorno-Karabakh, una regione contesa militarmente da Armenia e Azerbaigian da quasi trent\u2019anni, a pochi chilometri dalla South Caucasus Pipeline.<\/p>\n<p>Il rischio di un ampio conflitto nell\u2019area \u00e8 aumentato notevolmente negli ultimi anni, durante i quali i contendenti hanno moltiplicato le <a href= \"http:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2016-04-06\/oil-riches-help-azerbaijan-outgun-armenia-in-military-spending\" target= \"blank\"><b><u>spese militari<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 2016, le tensioni sono sfociate in quattro giorni di guerra. Nel caso di un futuro conflitto, l\u2019Armenia potrebbe condurre attacchi aerei (gi\u00e0 simulati nel recente passato) o missilistici (resi possibili dal recente acquisto di missili Iskander, Scud-B eTochka-U dalla Russia) contro le infrastrutture energetiche azere.<\/p>\n<p><b>L\u2019Ue e il rischio di dipendenza energetica da Paesi autoritari<\/b><br \/>Il Corridoio Meridionale aumenterebbe la dipendenza energetica europea da Paesi autoritari. L\u2019Azerbaigian, unico fornitore certo di gas destinato al progetto, \u00e8 stato descritto in una recente <a href= \"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?pubRef=-\/\/EP\/\/TEXT+TA+P8-TA-2015-0316+0+DOC+XML+V0\/\/IT\" target= \"blank\"><b><u>risoluzione<\/u><\/b><\/a> del Parlamento europeo come il Paese che negli ultimi dieci anni ha subito il pi\u00f9 grande declino in termini di governance democratica in tutta l&#8217;Eurasia. <\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/freedomhouse.org\/blog\/corruption-caspian-fueling-aliyev-s-regime\" target= \"blank\"><b><u>Freedom House<\/u><\/b><\/a> ha inoltre specificato che la realizzazione del Corridoio Meridionale rafforzerebbe finanziariamente il governo repressivo e corrotto del Presidente azero Ilham Aliyev. <\/p>\n<p>La Turchia diventerebbe un importante Paese di transito per le forniture energetiche europee, aumentando ulteriormente il suo potere contrattuale con l\u2019Ue. Viste le tendenze autoritarie del presidente turco e i suoi recenti tentativi di usare questioni come quella dei rifugiati nei negoziati con Bruxelles, i leader europei farebbero bene a chiedersi se \u00e8 opportuno creare una nuova forma di dipendenza dalla Turchia.<\/p>\n<p>Ultime, ma non meno importanti, sono le questioni ambientali. Al di l\u00e0 del considerevole impatto ambientale dell\u2019opera, appare inopportuno che l\u2019Ue sostenga &#8211; anche finanziariamente, tramite fondi pubblici concessi attraverso la Banca europea degli investimenti &#8211; un progetto dai costi notevolissimi e destinato allo sfruttamento di combustibili fossili. <\/p>\n<p>A questo proposito, \u00e8 importante ricordare che l\u2019<a href= \"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52011DC0885&#038;from=EN\" target= \"blank\"><b><u>Energy Roadmap<\/u><\/b><\/a> 2050 impegna l\u2019Ue a ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell\u201980-95% rispetto ai livelli del 1990. Questo obiettivo potr\u00e0 essere raggiunto solo se i limitati fondi disponibili vengono investiti nell\u2019efficientamento energetico e nello sviluppo delle energie rinnovabili.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Europa e nel nostro Paese si \u00e8 parlato a lungo delle problematiche connesse ai gasdotti Nord Stream-2 e South\/Turkish Stream. Il motivo principale \u00e8 il ruolo centrale della Russia in questi progetti e la questione dei rapporti con Mosca nel contesto attuale, caratterizzato dalla crisi ucraina e dalle sanzioni. 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