{"id":36710,"date":"2016-10-29T00:00:00","date_gmt":"2016-10-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-riforma-costituzionale-che-attrae-gli-osservatori-internazionali\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:10","slug":"la-riforma-costituzionale-che-attrae-gli-osservatori-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/la-riforma-costituzionale-che-attrae-gli-osservatori-internazionali\/","title":{"rendered":"La riforma costituzionale che attrae gli osservatori internazionali"},"content":{"rendered":"<p>Il faro dell\u2019attenzione degli osservatori internazionali sull\u2019Italia si \u00e8 andato spostando dalla crisi delle banche verso il referendum sulle modifiche alla Costituzione. <\/p>\n<p>Una correzione di rotta che li ha messi pi\u00f9 in sincrono con il pensiero prevalente all\u2019interno del Paese: per lungo tempo infatti i problemi del sistema bancario italiano sono stati visti da noi come un fattore rilevante di crisi s\u00ec, ma non necessariamente come un rischio sistemico (o perlomeno, salvo qualche voce competente e isolata, questa \u00e8 la lettura che \u00e8 stata data da buona parte dei media e dell\u2019opinione pubblica informata). <\/p>\n<p>Le cose non stanno cosi; il problema delle banche non ha perso di attualit\u00e0 e rester\u00e0 con noi ancora per diverso tempo, come dimostrano i balbettii su MPS e <i>bad banks <\/i>varie. Complice anche il tonfo di Deutsche Bank, che ha dato un provvisorio respiro all\u2019Italia, <i>la une <\/i>\u00e8 ora soprattutto sul referendum.<\/p>\n<p><b>Il voto del 4 dicembre e la stabilit\u00e0 italiana<\/b><br \/>Che si tratti di un passaggio problematico \u00e8 opinione condivisa, ma l\u2019attenzione esterna non \u00e8 rivolta tanto alla sostanza delle riforme sul tappeto, quanto alla loro incidenza sulla stabilit\u00e0 di un Paese che continua a dare la sensazione di reagire a debolezze endemiche con mosse corsare, in cui l\u2019effetto di annuncio prevale sulla continuit\u00e0 della rappresentazione negoziale. Con il risultato di una difesa zoppa dell\u2019interesse nazionale, che determina al tempo stesso incertezze sul piano comunitario. <\/p>\n<p>La polarizzazione della discussione, l\u2019intreccio improprio fra riforma costituzionale e legislazione elettorale, il formarsi di alleanze eterogenee sull\u2019uno come sull\u2019altro versante, appaiono altrettante manifestazioni della tendenza italiana alla drammatizzazione teatrale del confronto politico, al fine a volte di mascherare i veri nodi e rendere paradossalmente pi\u00f9 facili i compromessi. <\/p>\n<p>Cercare di penetrare i bizantinismi di un sistema politico viziato da una insuperabile fragilit\u00e0 appare pi\u00f9 che complesso, inutile. Migliorare la governabilit\u00e0 semplificando i meccanismi istituzionali, riducendo le strozzature senza porre in discussione la rappresentanza democratica, \u00e8 parte del bagaglio acquisito quantomeno dalla <i>membership <\/i>originaria dell\u2019Unione europea, Ue: venuta meno l\u2019illusione della razionalizzazione bipolare, il sistema italiano resta frammentato e difficilmente modificabile. <\/p>\n<p><b>Previsione apocalittiche poco ascoltate<\/b><br \/> Alleati e mercati, osservatori e governi, danno mostra di non dare troppo credito alle previsioni apocalittiche dei due schieramenti: non sono in molti a credere che dal S\u00ec possa venire la fine della democrazia in Italia, come che il No possa aprire la porta ad una stagione di ingovernabilit\u00e0 con conseguente tracollo dell\u2019economia. <\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un partner importante nell\u2019Alleanza Atlantica, che pu\u00f2 svolgere un ruolo equilibratore sempre pi\u00f9 necessario in una fase di contrasti crescenti con la Russia di Putin. La terza economia dei Ventisette \u00e8 fondamentale per mantenere credibilit\u00e0 all\u2019impianto comunitario, scosso per altri versi dalla Brexit. Rimane un elemento decisivo dell\u2019equilibrio geopolitico nel Mediterraneo e in Medio Oriente. <\/p>\n<p>Non si tratta quindi, nella percezioni di chi ci osserva, di capire se la riforma comporti davvero la modernizzazione necessaria del nostro paese; se un parlamento eletto con un maxi-premio di maggioranza possa cancellare ritardi e inefficienze consolidate. <\/p>\n<p>Il punto \u00e8 quello di spendersi per la soluzione che meglio di tutte consenta non tanto la governabilit\u00e0 a lungo termine del Paese, quanto la capacit\u00e0 di far fronte alle  scadenze immediate che si pongono, senza dare eccessivi grattacapi ad alleati e partner.<\/p>\n<p><b>La pressione incerta di Obama e Merkel<\/b><br \/>La riforma pu\u00f2 essere brutta (e brutta lo \u00e8 davvero, a mio parere) e la legge elettorale un pasticcio da correggere prima che sia troppo tardi. Nell\u2019ottica internazionale, si tratta di problemi italo-italiani che interessano solo nella misura in cui possano incidere sul sistema nel suo complesso. Fatto il conto del dare e dell\u2019avere insomma, meglio tenersi il Renzi che c\u2019\u00e8, spingendo perch\u00e9 faccia tutto ci\u00f2 che gli alleati si attendono senza troppe alzate d\u2019ingegno. <\/p>\n<p>Legando referendum ed elezioni il Presidente del Consiglio ha commesso un errore tattico, ma la cosa non rileva granch\u00e9 a livello internazionale. Gli interventi del presidente statunitense Barack Obama e gli incoraggiamenti della Cancelliera Angela Merkel sono segnali importanti, ma la loro efficacia come strumento diretto di pressione \u00e8 incerta e tendono a mettere in luce l\u2019aspettativa che non vengano dati scossoni di troppo ad una barca che non ne ha bisogno. <\/p>\n<p>Un ragionamento che risuoner\u00e0 nelle orecchie degli elettori e che mi induce a ritenere che non il condizionamento di invadenti attori esterni, bens\u00ec il timore del nuovo per quanto non apocalittico, spinger\u00e0 gli italiani ad assicurare un margine, piccolo, alla scommessa di Renzi. Magari turandosi, montanellianamente, il naso.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il faro dell\u2019attenzione degli osservatori internazionali sull\u2019Italia si \u00e8 andato spostando dalla crisi delle banche verso il referendum sulle modifiche alla Costituzione. 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