{"id":36720,"date":"2016-10-29T00:00:00","date_gmt":"2016-10-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/addio-al-roaming-si-ma-con-giudizio\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:10","slug":"addio-al-roaming-si-ma-con-giudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/addio-al-roaming-si-ma-con-giudizio\/","title":{"rendered":"Addio al roaming? S\u00ec, ma con giudizio"},"content":{"rendered":"<p>La cancellazione delle tariffe sul roaming telefonico a partire da giugno 2017 \u00e8 stato a lungo sventolata come il vessillo di un\u2019Unione europea, Ue, vicina a interessi (e portafogli) dei cittadini, da contrapporre allo stigma di regina cattiva dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, gi\u00e0 provata da un combinato disposto potenzialmente letale di Brexit, crisi bancarie ed emergenze migratorie, lo scorso settembre la Commissione europea ha seriamente rischiato di veder sfumare uno dei vanti della presidenza Juncker.<\/p>\n<p>Nodo del contendere il contenuto dell\u2019atto d\u2019implementazione che la Commissione europea dovr\u00e0 presentare entro il 15 dicembre prossimo per completare il regolamento, gi\u00e0 approvato dal Parlamento europeo nell\u2019ottobre 2015, che sancisce la rimozione delle tariffe sul roaming da giugno 2017.<\/p>\n<p><b>La clausola di \u201cfair use\u201d e i rischi di distorsione del mercato <\/b><br \/>Per godere di piena applicazione, i regolamenti dell\u2019Ue richiedono sovente il completamento delle loro specifiche tecniche per il tramite di atti di implementazione elaborati dalla Commissione europea con la collaborazione di gruppi di esperti nazionali e delle agenzie deputate alla materia, in questo caso l\u2019Associazione dei Regolatori europei per le telecomunicazioni (Berec).<\/p>\n<p>Il regolamento 531 del 2012, che appunto disciplina la rimozione delle tariffe sul roaming, necessita di dettagliare la cosiddetta \u201c<i>fair use clause<\/i>\u201d, clausola che consente l\u2019abbandono del roaming senza causare la distorsione del mercato interno.<\/p>\n<p>Dal 15 giugno 2017 le compagnie telefoniche dovranno infatti includere nei loro contratti i servizi di roaming alle stesse tariffe offerte per il traffico nazionale per chiamate, messaggi e connessione dati.<\/p>\n<p>A beneficiare delle nuove misure saranno i cittadini del Paese in cui \u00e8 attivo l\u2019operatore e coloro che con esso hanno legami stabili: studenti trasferiti all\u2019estero per periodi di scambio, lavoratori \u201cpendolari\u201d (la Commissione cita ad esempio il caso di residenti francesi o tedeschi che si recano a lavorare in Lussemburgo) o cittadini che si trasferiscano per periodi prolungati in Paesi diversi di quelli di residenza.<\/p>\n<p>L\u2019inclusione di questa fattispecie mira a combattere il ricorso ad un cosiddetto \u201croaming permanente\u201d, ossia lo scatenarsi di una battaglia tariffaria con il conseguente ricorso ad operatori di altri Paesi che offrano tariffe inferiori a quelle del Paese di residenza.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima versione dell\u2019atto d\u2019implementazione, che la Commissione ha presentato sul finire di settembre, il gruppo di lavoro ha dunque inserito tre criteri per verificare l\u2019effettiva esistenza di pratiche abusive: la netta prevalenza di traffico in roaming rispetto a quello nazionale, la lunga inattivit\u00e0 di una SIM che sia utilizzata esclusivamente in roaming e la sottoscrizione di abbonamenti multipli, utilizzati solo in roaming, da parte dello stesso utente.<\/p>\n<p><b>La diatriba sui tetti al roaming<\/b><br \/>Questa formulazione, che dovr\u00e0 essere discussa entro il prossimo 15 dicembre con il Berec, arriva in realt\u00e0 al termine di una fase piuttosto turbolenta che ha rischiato di compromettere l\u2019esito dell\u2019intero regolamento.<\/p>\n<p>La sua prima versione, presentata agli inizi di settembre, includeva una combinazione di tetti di utilizzo del roaming e di tariffe applicate una volta superati: 30 giorni di utilizzo roaming consecutivo, 90 complessivi in un anno, e conseguenti tariffe di 4 centesimi al minuto per chiamata, 1 centesimo per SMS e 0,85 centesimi per Megabyte utilizzato.<\/p>\n<p>\u201cChi di noi viaggia in Europa lo fa in media per 12 giorni all\u2019anno. Con un tetto di 90 giorni risulta ampiamente coperto\u201d le giustificazioni addotte dal vice-presidente per il Mercato unico digitale, Andrus Ansip, e del commissario per l\u2019economia digitale, G\u00fcnther O\u00ebttinger. Parole che hanno avuto scarsissimo appeal di fronte alla semi-insurrezione di popolo che, a soli quattro giorni dalla presentazione della proposta, ha convinto Jean Claude Juncker ad ordinare il ritiro della bozza.<\/p>\n<p>Piena soddisfazione dell\u2019Associazione europea dei consumatori, e del Parlamento europeo che, dichiara il capogruppo del partito popolare europeo, Manfred Weber, a <i>Politico Europe<\/i>, \u00e8 stato decisivo nel fare pressione su Juncker per evitare che i piani per il roaming deragliassero a un passo dall\u2019arrivo.<\/p>\n<p>Insoddisfazione da parte degli operatori di telecomunicazioni europei che, per tramite della loro federazione europea Etno, lamentavano gi\u00e0 come la soglia di 90 giorni all\u2019anno fosse troppo alta per definire un uso equo del nuovo principio \u201c<i>roam-like-at-home<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>La strategia per un\u2019Europa \u201cconnessa\u201d non si frena<\/b><br \/>Le negoziazioni con Berec e gli esperti nazionali proseguiranno sino a dicembre: eliminati i tetti temporali, rimangono invece in piedi nella stessa misura le tariffe supplementari da applicare qualora gli operatori rilevino la presenza dei criteri di abuso delle nuove condizioni prima menzionati.<\/p>\n<p>Le ultime turbolenze non sembrano dunque poter frenare il completamento del primo, e politicamente pi\u00f9 importante, pilastro della strategia per un\u2019Europa \u201cconnessa\u201d che la Commissione aveva gi\u00e0 lanciato nel 2013, per avviare un processo di integrazione dei mercati delle telecomunicazioni, per tradizione arroccati sui loro campioni nazionali e profondamente divergenti in termini di costi.<\/p>\n<p>Un esempio? Secondo uno studio della Commissione del 2015, il pacchetto telefonico pi\u00f9 economico pu\u00f2 variare dai 12 euro in Estonia agli 81 della Grecia.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cancellazione delle tariffe sul roaming telefonico a partire da giugno 2017 \u00e8 stato a lungo sventolata come il vessillo di un\u2019Unione europea, Ue, vicina a interessi (e portafogli) dei cittadini, da contrapporre allo stigma di regina cattiva dell\u2019austerit\u00e0. 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