{"id":36730,"date":"2016-10-30T00:00:00","date_gmt":"2016-10-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dubbi-su-clinton-dietro-sostegno-egiziano-per-trump\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:10","slug":"dubbi-su-clinton-dietro-sostegno-egiziano-per-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/dubbi-su-clinton-dietro-sostegno-egiziano-per-trump\/","title":{"rendered":"Dubbi su Clinton dietro sostegno egiziano per Trump"},"content":{"rendered":"<p>Russia ed Egitto un\u2019altra volta dalla stessa parte. Nella partita #Usa2016, il governo del Cairo sembra uno dei pochi a tifare per lo stesso candidato sostenuto dal Cremlino. <\/p>\n<p>Infatti, l\u2019istrionico <i>tycoon <\/i>Donald Trump ha fatto breccia non soltanto tra chi negli ultimi anni ha maturato una crescente antipatia nei confronti dell\u2019ex Segretario di Stato Hillary Clinton, ma soprattutto tra i funzionari impegnati nell\u2019opera di restaurazione in atto. <\/p>\n<p>Molti sono convinti che la prima candidata donna della storia statunitense sia stata una strenua sostenitrice dell\u2019ascesa della Fratellanza Musulmana, il movimento islamista che quegli stessi funzionari hanno dovuto polverizzare, per tornare al potere.<\/p>\n<p><b>Anche Aya Hegazi nel bilaterale tra Clinton e Al-Sisi<\/b><br \/>Anche in occasione dell\u2019ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi si \u00e8 mostrato pi\u00f9 a suo agio a colloquio con Donald che con Hillary. <\/p>\n<p>Nonostante <a href= \"http:\/\/pomed.org\/media-posts\/working-group-on-egypt-writes-to-presidential-candidates-ahead-of-sisi-meeting\/?mc_cid=02cb68db6f&#038;mc_eid=bd4c389851\" target= \"blank\"><b><u>la lettera<\/u><\/b><\/a> con la quale un gruppo di accademici e attivisti statunitensi (tra i quali anche alcuni rappresentati del mondo conservatore) hanno suggerito ai due candidati di non concedere una <i>photo opportunity<\/i> all\u2019ex-generale andato al potere con un golpe non pacifico nel luglio 2013, sia Clinton che Trump hanno deciso altrimenti: hanno cos\u00ec ricevuto Al-Sisi, ritenendolo il leader di un Paese troppo importante, in una regione dall\u2019equilibrio precario, per poterselo inimicare.<\/p>\n<p>Dopo aver mostrato apprezzamenti per Al-Sisi, descrivendolo nella sua autobiografia, <i>Hard Choices<\/i>, come un leader che ha la classica tempra dell\u2019uomo forte mediorientale, Clinton ha confermato, con la scelta di incontrare il ra\u00ecs egiziano, la sua tendenza a rassicurare gli alleati regionali che fino ad ora hanno garantito la stabilit\u00e0 (almeno quella di breve periodo). <\/p>\n<p>Tuttavia, non ha perso l\u2019occasione del faccia a faccia per mostrarsi anche un\u2019attenta, e per alcuni aspetti preoccupata, osservatrice del contesto interno egiziano :oltre all\u2019enfasi (peraltro condivisa dallo stesso Trump) sulla lotta al terrorismo, Clinton ha cos\u00ec enfatizzato il rispetto dello stato di diritto.<\/p>\n<p>In particolare, ha chiesto ad Al-Sisi il rilascio di Aya Hegazy, cittadina egiziana con nazionalit\u00e0 statunitense incarcerata dalle autorit\u00e0 del Cairo con l\u2019accusa di aver sfruttato bambini di strada; in effetti si tratta di minori che la Hegazy, dopo la rivoluzione del 2011, aveva deciso di aiutare, creando un\u2019apposita onlus. <\/p>\n<p>A causa di questa richiesta, Clinton \u00e8 stata accusata dalla stampa egiziana di interferenza esterna, proprio come era avvenuto quattro anni fa quando, in qualit\u00e0 di responsabile della politica estera del presidente Barack Obama, venne persino considerata dal regime una traditrice che aveva abbandonato l\u2019alleato nel momento del bisogno.<\/p>\n<p><b>Le scarse speranze di Clinton sulle primavere arabe<\/b><br \/>Diversamente da altri membri dell\u2019amministrazione, che hanno ritenuto le primavere arabe un\u2019incredibile opportunit\u00e0 per dare un senso compiuto al cambiamento tanto millantato dallo stesso Obama (tutti ricordano il suo discorso all\u2019Universit\u00e0 del Cairo del giugno 2009), Clinton ha avuto in realt\u00e0 idee decisamente meno <i>na\u00eff<\/i>. <\/p>\n<p>In pi\u00f9 occasioni si \u00e8 mostrata scettica sul possibile successo dei ragazzi di piazza Tahrir, sentendosi in dovere di non abbandonare quelli che per decenni erano stati gli storici alleati degli Stati Uniti &#8211; iniziando proprio da Hosni Mubarak, al quale era legata personalmente anche per i rapporti diretti che aveva con sua moglie Suzanne.<\/p>\n<p>Se gli attivisti egiziani &#8211; quelli del 2011 come quelli di oggi &#8211; ben ricordano questi dettagli, molti dirigenti del governo attuale sembrano per\u00f2 averli dimenticati. Nella loro memoria, la candidata democratica \u00e8 legata <i>in primis<\/i> alla figura dell\u2019ex presidente Mohammed Morsi, leader della Fratellanza Musulmana che Hillary avrebbe aiutato &#8211; secondo loro &#8211; a vincere le elezioni del 2012, le prime presidenziali libere del post-Mubarak.<\/p>\n<p><b>Teorie cospirazione anti-americane<\/b><br \/>In linea con le diffuse teorie cospiratorie che dominano il dibattito locale, tali analisi affondano le radici in una contorta interpretazione di quanto detto dalla Clinton in quel preciso momento storico. <\/p>\n<p>Secondo l\u2019allora ministro della Difesa egiziano, Hussein Tantawi, le parole con le quali il Segretario di Stato americano aveva invitato i militari a consegnare il potere al legittimo vincitore delle urne erano un\u2019interferenza esterna mirata a minare la stabilit\u00e0 egiziana, favorendo l\u2019ascesa degli islamisti. <\/p>\n<p>E cos\u00ec era gi\u00e0 stata interpretata, nell\u2019estate 2012, la visita che Clinton fece al <i>tycoon<\/i> degli islamisti Khairat al-Shater. L\u2019evento caus\u00f2 lo scoppio di proteste anti americane, con tanto di lancio di pomodori verso l\u2019allora Segretario di Stato.<\/p>\n<p>Durante questa campagna elettorale 2016, numerosi organi di stampa hanno poi arricchito la tesi cospiratoria chiamando in causa una delle principali collaboratrici della Clinton da circa vent\u2019anni, Huma Abedin &#8211; musulmana, di origine mista indo-pakistana e con un\u2019infanzia trascorsa in Arabia Saudita. <\/p>\n<p>La Abedin \u00e8 stata descritta come un membro segreto della Fratellanza Mussulmana. Secondo i media governativi, la stretta relazione tra le due donne sarebbe, dunque, anche una prova tangibile della <a href= \"http:\/\/www.vetogate.com\/1844052\" target= \"blank\"><b><u>vicinanza della Clinton alla Fratellanza<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>La propaganda anti americana \u00e8 arrivata a coinvolgere anche la moglie dell\u2019ex-presidente Morsi, che lo scorso anno avrebbe <a href= \"http:\/\/www.elmogaz.com\/node\/174824\" target= \"blank\"><b><u>promesso di rilasciare \u201ccomunicazioni segrete\u201d<\/u><\/b><\/a> e rivelatorie della relazione speciale tra suo marito &#8211; ora in carcere &#8211; e Hillary.<\/p>\n<p>Quanti tifano contro l\u2019ex-First Lady l\u2019accusano inoltre di essere stata una delle principali responsabili della nascita dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, a causa anzitutto del suo voto &#8211; poi rinnegato &#8211; a favore dell\u2019intervento in Iraq nel 2003, quando era senatrice.<\/p>\n<p>Pertanto, facendo dell\u2019anti americanismo un\u2019arma di battaglia politica utile a creare consenso interno, la propaganda di regime ha ritratto Hillary Clinton come una minaccia alla stabilit\u00e0 nazionale; ci\u00f2 anche a causa delle sue critiche &#8211; peraltro sempre moderate nei toni &#8211; nei confronti dei militari, etichettate come interferenze. <\/p>\n<p>La simpatia nei confronti di Trump, nell\u2019establishment egiziano, \u00e8 quindi nata pi\u00f9 per reazione che per convinzione. Sebbene le sue battute sui musulmani abbiano raccolto per lo pi\u00f9 disapprovazione, le sue sparate non hanno destato troppa preoccupazione in vista di una eventuale presidenza. <\/p>\n<p>Anzi, per editorialisti del calibro di Mohamed Kamal, ex parlamentare e membro del comitato politico del partito del vecchio faraone, le dichiarazioni del miliardario newyorchese sarebbero spesso in linea con le posizioni attuali dello stato egiziano.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Articolo pubblicato anche su <a href= \"http:\/\/www.aspeninstitute.it\/aspenia-online\/article\/i-dubbi-su-hillary-clinton-dietro-il-sostegno-egiziano-trump\" target= \"blank\"><b><u>Aspenia online<\/u><\/b><\/a><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Russia ed Egitto un\u2019altra volta dalla stessa parte. Nella partita #Usa2016, il governo del Cairo sembra uno dei pochi a tifare per lo stesso candidato sostenuto dal Cremlino. 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