{"id":36760,"date":"2016-11-01T00:00:00","date_gmt":"2016-10-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-radici-politiche-non-geopolitiche-della-nuova-guerra-fredda\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:09","slug":"le-radici-politiche-non-geopolitiche-della-nuova-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/le-radici-politiche-non-geopolitiche-della-nuova-guerra-fredda\/","title":{"rendered":"Le radici politiche, non geopolitiche, della nuova guerra fredda"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono peggiorate al punto che si pu\u00f2 legittimamente parlare di una nuova guerra fredda, per quanto dai caratteri meno epocali di quella precedente. <\/p>\n<p>I russi sostengono che la politica statunitense &#8211; dall\u2019allargamento della Nato ad est al sostegno ai governi filo-occidentali delle ex repubbliche sovietiche agli interventi militari nel mondo arabo &#8211; miri ad espandere l\u2019egemonia Usa in Europa e Medio Oriente e a tenere sotto scacco la Russia.<\/p>\n<p>Per gli statunitensi (e gli europei), il presidente russo Vladimir Putin ha impartito alla politica estera russa una svolta aggressiva e ostile.<\/p>\n<p><b>Dalla Georgia alla Siria, una serie di provocazioni russe <\/b><br \/>Nell\u2019ordine, la Russia si \u00e8 annessa la Crimea con la forza, fomenta una guerra civile in Ucraina e ha attaccato la Georgia nel 2008 (togliendole due province di cui ha riconosciuto l\u2019indipendenza). <\/p>\n<p>Non osserva pi\u00f9 il Trattato sulle armi convenzionali in Europa, che impone limiti al numero e agli spostamenti delle forze convenzionali, \u00e8 in apparente violazione del Trattato di bando dei missili nucleari a raggio intermedio (quello negoziato da Gorbaciov e Reagan nel 1987, un pilastro del sistema di controllo degli armamenti) e ha posto fine a una serie di accordi con gli Usa per la riduzione e messa in sicurezza di materiali nucleari a rischio nel territorio ex sovietico. <\/p>\n<p>Il Cremlino ha mobilitato migliaia di soldati lungo i confini con i Paesi baltici, schierato missili in teoria capaci di montare testate nucleare nell\u2019enclave di Kaliningrad (stretta tra Lituania e Polonia), e condotto una serie di azioni provocatorie nelle acque e nello spazio aereo di Paesi Nato. <\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019intervento militare a sostegno dell\u2019alleato Bashar al-Assad in Siria, la Russia non ha esitato a colpire deliberatamente obiettivi civili, ospedali e addirittura convogli umanitari Onu, rendendo sempre pi\u00f9 complicato avviare un processo di pacificazione nazionale. <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di Putin sarebbe quello di forzare gli statunitensi e gli europei a riconoscere la sfera di influenza russa in Europa orientale e giocare sullo stesso piano dei primi nello scacchiere mediorientale. Apparentemente, quindi, il contrasto sarebbe di natura geopolitica.<\/p>\n<p><b>Putin, tra nostalgia di grandeur e attaccamento al potere<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 una dose di verit\u00e0 in quest\u2019argomento. Putin, come buona parte dell\u2019establishment di sicurezza e dell\u2019opinione pubblica russi, \u00e8 un nostalgico della grandezza imperiale dell\u2019Unione Sovietica e non ci sta a vedere la Russia trattata come un Paese di seconda categoria. Ma le cose stanno altrimenti.<\/p>\n<p>Appoggiandosi ai servizi segreti e conquistandosi il favore delle forze armate con grandi aumenti di spese militari, Putin ha creato un sistema di potere che si basa sulla celebrazione del capo, l\u2019addomesticamento del partito di governo, la repressione di ogni opposizione di rilievo, la limitazione della stampa, il controllo di settori chiave dell\u2019economia (a partire dall\u2019energia), il controllo della magistratura e dell\u2019informazione, nonch\u00e9 la cooptazione dei potentati locali nelle zone pi\u00f9 vulnerabili della Russia (come la Cecenia). <\/p>\n<p>Per quanto la ricerca di prestigio e influenza sia un obiettivo fondamentale della politica estera di Putin, ancora pi\u00f9 importante per lui \u00e8 assicurare la continuit\u00e0 del suo potere personale e del regime che gli ruota attorno.<\/p>\n<p>Putin e il suo entourage sono persuasi che gli statunitensi abbiano pilotato le proteste popolari che hanno portato alla caduta di governi filo-russi in Georgia (nel 2003) e in Ucraina (nel 2004 e poi di nuovo nel 2014), nonch\u00e9 le proteste popolari contro lo stesso Putin nell\u2019inverno 2011-12. Dal momento che in tutti i casi chi protestava in qualche modo si ispirava ad ideali liberal-democratici occidentali, per Putin \u00e8 diventato fondamentale minare la legittimit\u00e0 di questo modello.<\/p>\n<p><b>Gli hacker russi e le mail svelate da WikiLeaks<\/b><br \/>Si spiega cos\u00ec il sostegno del Cremlino ai partiti anti-Ue europei, come il Front National in Francia, e il ruolo che hacker russi avrebbero avuto nel passare a WikiLeaks una serie di email che hanno messo in imbarazzo il candidato presidenziale Usa che sostiene un atteggiamento pi\u00f9 duro verso la Russia, Hillary Clinton. <\/p>\n<p>Anche se a ben guardare le email non contengono nulla di davvero compromettente, la loro pubblicazione ha comunque aumentato la percezione che l\u2019establishment americano &#8211; di cui Clinton \u00e8 la rappresentante per antonomasia &#8211; sia corrotto. <\/p>\n<p>Cos\u00ec, smantellamento dell\u2019ordine di sicurezza europeo, difesa di Assad e campagna di disinformazione e propaganda anti-liberale in Russia e in Occidente rientrano in un unico disegno: creare confusione e allarme nei Paesi europei, accreditare la Russia come baluardo contro il jihadismo e mostrare all\u2019opinione pubblica russa, delle ex repubbliche sovietiche e anche a quella occidentale che dopotutto le liberal democrazie occidentali non sono tanto meglio del regime autoritario instaurato di Putin.<\/p>\n<p>In conclusione, oggi esistono le condizioni per un conflitto prolungato tra Usa e alleati da una parte e Russia dall\u2019altra. O almeno questo sembra lo scenario pi\u00f9 plausibile se il prossimo presidente Usa continuer\u00e0 a investire nell\u2019alleanza con gli europei. <\/p>\n<p>Se invece dovesse favorire un riavvicinamento a Mosca, come Donald Trump ha promesso di fare, forse le tensioni russo-statunitensi potrebbero allentarsi. Quanto a lungo, difficile dirlo. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che a farne le spese sarebbe, sul piano geopolitico, l\u2019alleanza atlantica e, su quello dei valori, la legittimit\u00e0 della liberal democrazia. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono peggiorate al punto che si pu\u00f2 legittimamente parlare di una nuova guerra fredda, per quanto dai caratteri meno epocali di quella precedente. 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