{"id":36780,"date":"2016-11-02T00:00:00","date_gmt":"2016-11-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/g7-allitaliana-unoccasione-da-non-perdere\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:09","slug":"g7-allitaliana-unoccasione-da-non-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/g7-allitaliana-unoccasione-da-non-perdere\/","title":{"rendered":"G7 all\u2019italiana, un\u2019occasione da non perdere"},"content":{"rendered":"<p>Maggio 2017. Questo l\u2019appuntamento per il quarantatreesimo summit del gruppo dei Sette, meglio noto come G7. I capi di Stato e di Governo che si riuniranno nel vertice si troveranno davanti una situazione tutt\u2019altro che semplice da diversi punti di vista. <\/p>\n<p>Ai problemi economici strutturali e di lungo periodo, quali una crescita sempre pi\u00f9 anemica della produttivit\u00e0 e la carenza ormai endemica di domanda aggregata, si vanno ad aggiungere problemi nuovi, come l\u2019incertezza politica e finanziaria dovuta alle delicate elezioni in Francia e Germania, all\u2019avvio del processo di uscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione europea, Ue, e alle crisi geopolitiche, prima fra tutte quella siriana. <\/p>\n<p>Il compito di scegliere i temi al centro del prossimo summit che si prospetta innanzi alla presidenza italiana diviene cos\u00ec tanto fondamentale quanto arduo. La speranza \u00e8 che ci si concentri sulle questioni comuni che sono alla base di questi molteplici problemi, senza focalizzarsi su ognuno di essi in modo singolo, ricercando soluzioni concrete ed effettive di lungo periodo, non solo palliativi di breve periodo, per quanto urgenti e necessari.<\/p>\n<p><b>L\u2019economia globale cresce meno del suo potenziale<\/b><br \/>Il quadro macroeconomico globale che emerge dai recenti<i> annual meeting<\/i> tenuti a Washington dal Fondo monetario internazionale, Fmi, \u00e8, a dir poco, scoraggiante. Alla perdurante recessione seguita alla crisi del 2008, non ha fatto seguito il \u201crimbalzo\u201d sperato ed \u00e8 ormai chiaro che l\u2019economia globale stia crescendo al di sotto del suo potenziale da troppo tempo. Inoltre, le stime negli ultimi semestri sono state costantemente e ripetutamente riviste al ribasso.<\/p>\n<p>Le risposte politiche messe in campo sino ad ora non hanno sortito gli effetti sperati ed \u00e8 per questo che, ormai da mesi, gli esperti del Fmi sollecitano l\u2019adozione di un mix di politiche economiche potente che faccia leva non solo sulla politica monetaria, ma usi anche gli strumenti fiscali e completi le riforme strutturali.<\/p>\n<p>Il messaggio che viene lanciato da Washington \u00e8 che non si pu\u00f2 pi\u00f9 aspettare: bisogna agire in fretta e in modo deciso, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione. Questo perch\u00e9 la stagnazione economica, che coinvolge la maggior parte delle economie mature ormai da lunghi anni, ha creato le condizioni perfette per la crescita del malcontento e della sfiducia, concretizzatisi poi nell\u2019ascesa di movimenti populisti e xenofobi in Europa e nella storica decisione presa dai cittadini britannici di abbandonare l\u2019Ue. <\/p>\n<p>Anche negli Stati Uniti la recente campagna elettorale ha evidenziato come il malcontento popolare, critico delle \u00e9lite e del sistema politico attuale, sia cresciuto in modo preoccupante.<\/p>\n<p>Occorre dunque che i governi facciano ricorso s\u00ec a tutte le armi a loro disposizione per risollevare al pi\u00f9 presto la situazione economica globale, allo stesso tempo per\u00f2 le dinamiche descritte esprimono con forza la necessit\u00e0 sempre pi\u00f9 urgente di una riflessione che vada al di l\u00e0 dei rimedi di breve e medio periodo, concentrandosi sulle cause ultime che hanno reso questo periodo cos\u00ec difficile e delicato a livello economico, politico e sociale.<\/p>\n<p><b>Crescente sperequazione nella distribuzione delle risorse e pessimismo diffuso<\/b><br \/>Come aveva gi\u00e0 fatto notare Carlo Cottarelli nel <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3318\" target= \"blank\"><b><u>suo intervento<\/u><\/b><\/a> ad un convegno IAI, il problema fondamentale da risolvere riguarda la sperequazione nella distribuzione dei redditi e della ricchezza. Tale fenomeno si \u00e8 venuto ingigantendo dagli anni \u201880 ad oggi, creando delle vere e proprie fratture sociali all\u2019interno delle quali sono proliferate la sfiducia nelle \u00e9lite, nelle istituzioni e nella classe politica.<\/p>\n<p>Una distribuzione sempre pi\u00f9 iniqua del reddito non \u00e8 solo un problema etico e di uguaglianza, ma \u00e8 un problema economico reale che \u00e8 alla base di molte delle problematiche attuali. La dinamica che ha lentamente concentrato il reddito nella parte pi\u00f9 ricca della popolazione ha colpito maggiormente la classe media, spina dorsale delle economie di mercato pi\u00f9 mature, facendone crollare i consumi e con essi la domanda aggregata, con i conseguenti problemi di disoccupazione ormai tipici di molte economie europee.<\/p>\n<p>Questa crescente disuguaglianza, insieme con la crisi e la lunga recessione, ha comportato la perdita di fiducia nella maggior parte della popolazione, che guarda ora al futuro con timore e non pi\u00f9 con speranza. Questo spiega perch\u00e9, anche in un periodo di tassi di interesse a zero e di prezzi in stallo da tempo, i consumi e gli investimenti non diano alcun segnale di ripresa.<\/p>\n<p>Creare attraverso la politica monetaria le condizioni per un rilancio dei consumi e degli investimenti privati senza ridare risorse e fiducia alle famiglie e alle piccole e medie imprese \u00e8 una strategia sterile, come d\u2019altronde hanno pienamente dimostrato gli ultimi anni.<\/p>\n<p><b>La presidenza italiana tra breve e lungo periodo<\/b><br \/>Considerando la difficolt\u00e0 della situazione attuale a livello economico, politico e sociale, la presidenza italiana dovrebbe mirare sia a favorire soluzioni efficaci e concrete di breve periodo, quantomai urgenti, sia, nel contempo, a mettere l\u2019accento sui problemi strutturali di lungo periodo. <\/p>\n<p>In entrambi i casi sar\u00e0 fondamentale che il governo italiano insista nel promuovere un approccio condiviso a livello internazionale. Il coordinamento delle politiche economiche, soprattutto in seno a un forum pi\u00f9 ristretto e omogeneo quale quello del G7, \u00e8 assolutamente irrinunciabile: pensare di risolvere problemi globali con approcci nazionali sarebbe quantomeno miope e non c\u2019\u00e8 davvero pi\u00f9 tempo da perdere.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maggio 2017. Questo l\u2019appuntamento per il quarantatreesimo summit del gruppo dei Sette, meglio noto come G7. I capi di Stato e di Governo che si riuniranno nel vertice si troveranno davanti una situazione tutt\u2019altro che semplice da diversi punti di vista. 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