{"id":36820,"date":"2016-11-05T00:00:00","date_gmt":"2016-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europa-la-piu-sensibile-al-voto-usa\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:07","slug":"europa-la-piu-sensibile-al-voto-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/europa-la-piu-sensibile-al-voto-usa\/","title":{"rendered":"Europa, la pi\u00f9 sensibile al voto Usa"},"content":{"rendered":"<p>Per 70 anni gli europei hanno guardato con curiosit\u00e0, interesse e qualche volte apprensione alle elezioni presidenziali Usa. Raramente hanno per\u00f2 avuto fondati motivi di pensare che l\u2019esito del voto potesse risultare in una radicale trasformazione del rapporto con l\u2019alleato d\u2019oltreoceano. Quest\u2019anno la situazione \u00e8 ben diversa. <\/p>\n<p><b>L\u2019Europa agli occhi della Clinton: un pilastro dell\u2019ordine liberale<\/b><br \/>Hillary Clinton \u00e8 persuasa che la sicurezza e la prosperit\u00e0 dell\u2019America derivino dalla sua capacit\u00e0 di mantenere un\u2019economia aperta e fondata sull\u2019innovazione, garantire la libert\u00e0 di navigazione, rassicurare gli alleati, contenere i rivali, facilitare risposte coordinate a sfide transnazionali, nonch\u00e9 promuovere i valori e gli ideali americani come democrazia e liberalismo. <\/p>\n<p>Agli occhi di Clinton, la leadership della sua nazione \u00e8 necessaria al perseguimento di questi obiettivi e le alleanze lo sono al mantenimento della leadership. <\/p>\n<p>Quando guarda all\u2019Europa, Clinton vede un blocco di Paesi stabili, affini agli Stati Uniti sul piano politico-culturale e legati a Washington da vincoli di amicizia e dipendenza. La Nato \u00e8 un fondamentale strumento di controllo e pressione su una Russia sempre pi\u00f9 imprevedibile, ostile e aggressiva, e le innumerevoli basi e stazioni militari statunitensi sparse per l\u2019Europa sono essenziali alla proiezione in Africa e Medio Oriente. <\/p>\n<p>L\u2019Ue \u00e8 anche il principale partner economico degli Usa ed \u00e8 quindi probabile che Clinton, nonostante il suo recente e tutto opportunistico scetticismo nei confronti del libero commercio, sostenga il negoziato sul Partenariato transatlantico per il commercio e l\u2019investimento, Ttip. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, l\u2019Europa rappresenta per Clinton l\u2019altra met\u00e0 dell\u2019Occidente e un pilastro dell\u2019ordine liberale fondato nella seconda met\u00e0 del XX secolo. Senza Europa, gli Usa non solo si priverebbero di alleati ricchi e tecnologicamente avanzati, ma anche di partner essenziali nel gestire questioni di governance globale come il riscaldamento climatico, le migrazioni, l\u2019economia, e nel sostenere il primato dei diritti umani e della democrazia come quadro di riferimento normativo globale. <\/p>\n<p><b>Trump, accordi pi\u00f9 che alleanze<\/b><br \/>Trump d\u00e0 voce a una percezione degli interessi statunitensi completamente diversa. Per come la vedono lui e i suoi sostenitori, la globalizzazione e il libero commercio hanno favorito i Paesi concorrenti dell\u2019America, in primo luogo la Cina, e le alleanze Usa in Europa e Asia sono un inutile peso sulle finanze federali che non portano vantaggi.<\/p>\n<p>Per Trump le relazioni internazionali ruotano attorno alla forza, militare ed economica, e pertanto ad avere reale efficacia non sono le alleanze, i regimi o le istituzioni multilaterali, bens\u00ec gli accordi \u2013 i<i> deals<\/i>, per dirla come lui &#8211; tra le potenze che contano. Dal momento che gli Stati Uniti sono la maggiore tra queste potenze, Trump ritiene che dovrebbero sempre essere in grado di ottenere il <i>deal <\/i>pi\u00f9 vantaggioso. <\/p>\n<p>Quando guarda all\u2019Europa, quindi, Trump vede un insieme di Paesi che, in misura variabile, si approfittano della protezione offerta dagli Usa. Trump considera la Nato un\u2019alleanza superata dai tempi e un potenziale fattore di complicazione nelle relazioni tra il suo Paese e la Russia, con cui \u00e8 persuaso sia necessario raggiungere accordi sulla lotta al terrorismo islamico. <\/p>\n<p>Trump non ritiene che gli Stati Uniti abbiano alcun interesse in Europa orientale e forse sarebbe disposto a dare a Mosca mano libera nello spazio ex sovietico in cambio di cooperazione sul fronte mediorientale. Anche se la possibilit\u00e0 che ritiri gli Stati Uniti dal trattato Nato \u00e8 remota, \u00e8 improbabile che investa grandi energie nel rinnovamento dell\u2019alleanza. <\/p>\n<p>Trump non ha alcun interesse a continuare a negoziare il Ttip, n\u00e9 ritiene sia importante per Washington avere un partner nell\u2019Ue &#8211; al punto che si \u00e8 detto favorevole alla Brexit, in netta contrapposizione a Obama, Clinton e buona parte dell\u2019establishment politico, economico e militare statunitense. <\/p>\n<p>Del resto, Trump non crede che si possa dare una governance globale di problemi come il riscaldamento climatico (al cui contrasto in ogni caso si oppone), i flussi migratori (ogni stato dovrebbe chiudere le frontiere), o l\u2019economia globale (ognuno deve pensare a proteggere i suoi mercati). Come detto, per lui le relazioni internazionali si riducono a un\u2019equazione di forza, e pertanto gli Stati Uniti avrebbero in un\u2019Europa unita soltanto un rivale in pi\u00f9. <\/p>\n<p><b>Relazione transatlantica o rete di rapporti clientelari<\/b><br \/>In conclusione, con Clinton continueremmo ad avere la solita, noiosa e prevedibile relazione transatlantica. Tensioni occasionali e solite frustrazioni per unilateralismi statunitensi e inefficienze europee non ne muterebbero il carattere di partnership tra leader e alleati. Trump pensa invece a una rete di rapporti clientelari in cui l\u2019America offre favori e protezione in cambio di ritorni diretti e non in nome di beni comuni come stabilit\u00e0 regionale e ordine internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019ultima volta che gli elettori Usa scelsero tra visioni tanto diverse del ruolo degli Stati Uniti nel mondo fu nel 1940, quando Franklin Delano Roosevelt prevalse sulla posizione neutralista del suo oppositore e forn\u00ec enormi aiuti al Regno Unito in guerra con la Germania nazista. Anche se la situazione \u00e8 tutt\u2019altra, oggi come allora l\u2019Europa sar\u00e0 la prima subire le conseguenze del risultato di Usa2016. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per 70 anni gli europei hanno guardato con curiosit\u00e0, interesse e qualche volte apprensione alle elezioni presidenziali Usa. 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