{"id":36920,"date":"2016-11-12T00:00:00","date_gmt":"2016-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-sfide-della-nato-nellera-trump\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:05","slug":"le-sfide-della-nato-nellera-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/le-sfide-della-nato-nellera-trump\/","title":{"rendered":"Le sfide della Nato nell\u2019era Trump"},"content":{"rendered":"<p>Presidenza Trump, Brexit, rilancio della cooperazione con l\u2019Unione europea, Ue, Russia, stabilit\u00e0 su fianco est e fianco sud: nuove e tradizionali sfide si presentano alla Nato nel suo sforzo di continuare a contribuire alla sicurezza euro-atlantica nell\u2019attuale quadro internazionale.<\/p>\n<p>La strada per attuare le decisioni dell\u2019ultimo vertice di Varsavia, in prospettiva del prossimo a marzo 2017 che vedr\u00e0 la presenza a Bruxelles del neopresidente repubblicano, si annuncia molto impegnativa e incerta per l\u2019Alleanza su una serie di temi che saranno discussi anche nel corso della <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/quali-sviluppi-le-capacita-nato\" target= \"blank\"><b><u>conferenza<\/u><\/b><\/a> organizzata dallo IAI il 17 novembre.<\/p>\n<p><b>Londra non riduce l\u2019impegno Nato, ma Trump batte cassa<\/b><br \/>La Brexit e l\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3687\" target= \"blank\"><b><u>elezione di Trump<\/u><\/b><\/a> rappresentano due variabili importanti che la Nato deve considerare. <\/p>\n<p>Per quanto attiene al primo aspetto, Londra ha pi\u00f9 volte ribadito che la sua uscita dall\u2019Ue non influir\u00e0 sul suo ruolo nell\u2019Alleanza: l\u2019impegno di agire da alleato guida di uno dei quattro battaglioni multinazionali dell\u2019<i>Enhanced Forward Presence<\/i>, Efp, nei Paesi baltici va in questa direzione, cos\u00ec come l\u2019assenso alla dichiarazione congiunta Nato-Ue volta a rafforzare la cooperazione tra i due attori. <\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 probabile chela Gran Bretagna concentri la sua politica di difesa e sicurezza su due canali: da un lato, rafforzando le sue attivit\u00e0 in seno alla Nato; dall\u2019altro, percorrendo maggiormente la strada al bilateralismo, rinvigorendo i legami con i Paesi tradizionalmente pi\u00f9 vicini nel settore della difesa come Francia e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Da parte sua, in campagna elettorale Trump non ha esitato a considerare la Nato una struttura \u201cobsoleta\u201d, e a incalzare sulla necessit\u00e0 degli Alleati di assumere maggiore oneri e responsabilit\u00e0, oltre a prospettare un approccio di Washington pi\u00f9 distaccato dagli affari europei che non riguardino direttamente gli interessi nazionali. <\/p>\n<p>La questione annosa di un <i>burden sharing <\/i>-condivisione di oneri &#8211; pi\u00f9 equo all\u2019interno della Nato viene dunque rivestita da un nuovo impeto, ma non \u00e8 nuova. Se \u00e8 vero che gli europei necessitano della protezione Usa, \u00e8 anche vero che gli Stati Uniti continuano a necessitare di Alleati fidati e in grado di contribuire alla sicurezza internazionale. Questo potrebbe essere un elemento per smussare lo <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3687\" target= \"blank\"><b><u>scetticismo mostrato finora<\/u><\/b><\/a> da Trump verso Nato ed Ue.<\/p>\n<p><b>I pilastri del partenariato Nato-Ue<\/b><br \/>Tanto nell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3519\" target= \"blank\"><b><u>Eu Global Strategy<\/u><\/b><\/a>, Eugs, quanto nella Dichiarazione finale del Vertice di Varsavia, emerge chiaramente la volont\u00e0 di rilanciare il partenariato Nato-Ue, nella convinzione che un\u2019Unione pi\u00f9 forte e coesa nel campo della difesa benefici anche la Nato. <\/p>\n<p>In attesa che l\u2019Ue traduca questa volont\u00e0 in un piano di attuazione della Eugs previsto entro dicembre 2016, nella dichiarazione congiunta dello scorso luglio i due partner hanno designato sette aree di cooperazione: contrasto alle minacce ibride; cooperazione marittima, soprattutto nel Mediterraneo; coordinazione nella sicurezza e difesa cibernetica; sviluppo di capacit\u00e0 di difesa complementari Nato-Ue; cooperazione industriale; un calendario di esercitazioni coordinate e parallele nel 2017 e 2018; costruzione di capacit\u00e0 di sicurezza e difesa, e della resilienza, dei partner nel vicinato meridionale ed orientale. <\/p>\n<p>L\u2019International Staff Nato da un lato, e dall\u2019altro il Servizio Europeo di Azione Esterna &#8211; con il sostegno della Commissione dove opportuno e sotto la supervisione dell\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini &#8211; dovranno presentare entro dicembre 2016 delle proposte concrete nell\u2019ambito di tali aree. <\/p>\n<p>Tuttavia, la questione turco-cipriota tuttora irrisolta, connessa al problema della condivisione di informazioni e capacit\u00e0, rischia di inficiare il processo, e la presidenza Trump rappresenta un\u2019incognita in tal senso. Soprattutto, il maggior ostacolo resta l\u2019Ue stessa, o meglio l\u2019incertezza sulla sua capacit\u00e0 politica di trovare una sintesi tra i diversi interessi nazionali e cogliere l\u2019opportunit\u00e0 per il dichiarato rilancio sia della cooperazione Nato-Ue che dell\u2019Europa della difesa.<\/p>\n<p><b>Italia,  pedina importante nella relazione Nato-Ue <\/b><br \/>In questo quadro di sfide e di processi in corso, l\u2019Italia pu\u00f2 giocare un ruolo rilevante. Nei rapporti Nato-Ue, Roma \u00e8 in una posizione privilegiata per contribuire alla rapida attuazione delle proposte della dichiarazione. Si pensi alla cooperazione marittima nel Mediterraneo e alla gestione dei flussi migratori, dove potrebbe mettere a disposizione le valide competenze e l\u2019esperienza in termini di <i>defence capacity building<\/i>, spingendo gli alleati ad occuparsi maggiormente di dossier cruciali per gli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Sul fianco sud, inoltre, l\u2019Italia potrebbe assumere un ruolo di guida nella cooperazione con i Paesi del Nord Africa, rispondendo all\u2019esigenza di \u201cproiettare\u201d stabilit\u00e0 in contesti politico-istituzionali precari, ad esempio in Libia. Inoltre, l\u2019azione congiunta Ue-Nato nella sicurezza marittima contribuirebbe a concretizzare una strategia per mitigare gli effetti della crisi migratoria. <\/p>\n<p>Sul fianco est, Roma ha tradizionalmente mantenuto aperto il canale del dialogo con la Russia, con un certo successo a Varsavia. La partecipazione di 140 militari italiani all\u2019Efp in Lettonia fa parte delle misure concordate nell\u2019ultimo vertice per garantire sul confine orientale la deterrenza e la difesa, due elementi che <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3536\" target= \"blank\"><b><u>nell\u2019approccio Nato<\/u><\/b><\/a> sono l\u2019altra faccia della medaglia rispetto appunto al dialogo. <\/p>\n<p>Questa linea articolata e di equilibrio \u00e8 sostenuta sia dalla necessit\u00e0 di evitare un\u2019escalation nei rapporti Nato-Russia, nociva per gli interessi economici nazionali, sia dalla convinzione che il dialogo con Mosca gioverebbe ai negoziati per altri scenari internazionali. Peraltro, la presidenza Trump sembra maggiormente incline a un dialogo con il Cremlino, ma occorrer\u00e0 riflettere sui contenuti e la modalit\u00e0 del medesimo, mantenendo la coesione transatlantica ed intra-europea. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidenza Trump, Brexit, rilancio della cooperazione con l\u2019Unione europea, Ue, Russia, stabilit\u00e0 su fianco est e fianco sud: nuove e tradizionali sfide si presentano alla Nato nel suo sforzo di continuare a contribuire alla sicurezza euro-atlantica nell\u2019attuale quadro internazionale. 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