{"id":36940,"date":"2016-11-14T00:00:00","date_gmt":"2016-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dagli-usa-allue-un-preoccupante-vento-populista\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:03","slug":"dagli-usa-allue-un-preoccupante-vento-populista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/dagli-usa-allue-un-preoccupante-vento-populista\/","title":{"rendered":"Dagli Usa all\u2019Ue, un preoccupante vento populista"},"content":{"rendered":"<p>Passato lo shock iniziale dell\u2019inaspettata vittoria di Donald Trump stiamo assistendo allo spargimento di una robusta dose di melassa per addolcire il significato di questo controverso risultato elettorale. <\/p>\n<p>I salotti delle nostre Tv diffondono messaggi tranquillizzanti del tipo: un presidente \u00e8 diverso dal candidato che ha spaventato mezzo mondo; nel sistema costituzionale americano esistono robusti contrappesi al potere del presidente; la realt\u00e0 finir\u00e0 per prevalere sugli slogan, spesso assurdi, della campagna elettorale; e cos\u00ec narrando. Ma a nostro sommesso avviso le cose stanno in modo un po\u2019 diverso. <\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"806\" height=\"453\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CTo2X5uH0Mo\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><b>L\u2019onda populista si propaga<\/b><br \/>Donald Trump rappresenta una radicale rottura nel sistema politico americano. La sua candidatura \u00e8 maturata contro lo stesso establishment del partito repubblicano, che fino all\u2019ultimo istante ha cercato di togliere il proprio appoggio a Trump. <\/p>\n<p>Egli rappresenta infatti un modello estremo di antipolitica generato all\u2019interno del proprio partito, quello repubblicano appunto, dalle grandi tradizioni democratiche. Segnala, in altre parole, la degenerazione del sistema dei partiti. Questa non \u00e8 davvero una novit\u00e0 da noi in Europa. Ma che ci\u00f2 avvenga all\u2019interno della maggiore potenza mondiale non \u00e8 un fatto tranquillizzante. <\/p>\n<p>Anzi, il grande vento dell\u2019antipolitica che oggi spira negli Usa finir\u00e0 per trasformarsi in una tempesta anche in Europa. Come succede da sempre. Sia che si tratti della crisi finanziaria nata nel 2008 negli Stati Uniti e approdata qualche anno dopo da noi. Sia che si tratti di una tendenza culturale o d\u2019altro tipo, nata oltre atlantico e poco dopo diffusasi in Europa. <\/p>\n<p>Insomma, il populismo rappresentato da Donald Trump non si esaurir\u00e0 all\u2019interno delle mura della Casa Bianca. La sua filosofia (termine inappropriato da applicare a Trump) si alimenta di nazionalismo, di chiusura dei confini agli immigrati e al commercio, di rifiuto del diverso e del principio di solidariet\u00e0. <\/p>\n<p>Una tempesta di individualismo, egoismo, xenofobia si abbatter\u00e0 sulle nostre societ\u00e0 e sui nostri sistemi politici. Gi\u00e0 si avvertono questi preoccupanti segnali. La crescita di una destra anti sistema si sta manifestando in modo impetuoso nei paesi del Centro Europa, dalla Polonia all\u2019Ungheria, e perfino nell\u2019Europa del Nord, in Svezia e Finlandia dove nel giro di pochi anni si sono rotti gli schemi del tradizionale sistema partitico, di un\u2019alternanza  fra conservatori e riformisti. <\/p>\n<p><b>Feeling tra giovani e destra nazionalista-fascista<\/b><br \/>Ma il fenomeno pi\u00f9 preoccupante riguarda l\u2019elettorato giovanile che esprime una forte propensione a sposare la causa della destra nazionalista e razzista. Tipico l\u2019esempio dell\u2019Ungheria dove la maggioranza dei giovani, anche universitari, si \u00e8 spostata ancora pi\u00f9 a destra del partito euroscettico del premier Viktor Orban, dando vita ad una formazione chiamata Jobbik<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi quali siano le ragioni di questa rivoluzione politica che sta contagiando gli Stati Uniti e l\u2019Unione europea. Esse vanno in parte fatte risalire al disagio economico e di prospettiva che tocca le giovani generazioni e che si manifesta anche nel progressivo impoverimento delle classi medie. <\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 di queste spiegazioni, piuttosto diffuse e condivise, vi \u00e8 anche una grave responsabilit\u00e0 delle \u00e8lite politiche e dei partiti tradizionali: l\u2019avere perduto nel tempo la capacit\u00e0 educativa nei confronti dei propri elettori e del popolo in generale. <\/p>\n<p>Funzione fondamentale dei leader politici, quella di sapere spiegare alla gente le scelte da fare, i sacrifici da affrontare, gli obiettivi da raggiungere. Ma per ottenere il sostegno popolare \u00e8 necessario parlare con il linguaggio della verit\u00e0, della responsabilit\u00e0 e della condivisione. Se non si \u00e8 in grado di dialogare con la testa della gente, allora sar\u00e0 la pancia a dettare il futuro politico di un paese. <\/p>\n<p>Ed \u00e8 quello che sta succedendo con Trump e che gi\u00e0 si \u00e8 manifestato con la Brexit in Gran Bretagna, con la crescita dei movimenti populisti in tutti i paesi dell\u2019Unione e con l\u2019emergere di sentimenti xenofobi e di chiusura. \u00c8 questo il vero rischio che corriamo con un Trump alla Casa Bianca. <\/p>\n<p><b>Salvini, Grillo e Meloni entusiasti della vittoria di Trump<\/b><br \/>Questo forte vento americano potremo sentirlo molto presto. Un primo test saranno le elezioni del 4 dicembre in Austria, ove sono molto cresciute le probabilit\u00e0 di vittoria di Norbert Hofer, candidato nazionalista e razzista. <\/p>\n<p>E poi a seguire le elezioni in Olanda con la minaccia dell\u2019affermazione dell\u2019antieuropeo Geert Wilders. O ancora l\u2019appuntamento in Francia alle presidenziali di primavera con una Marie Le Pen ringalluzzita dall\u2019affermazione di Trump. <\/p>\n<p>E perfino le elezioni d\u2019autunno in Germania con gli estremisti di Alternative fur Deutschland in crescita soprattutto nell\u2019est del paese. E che dire poi del prossimo referendum costituzionale in Italia, con i vari Salvini, Grillo e Meloni entusiasti della vittoria di Trump? <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 solo da sperare che i sondaggi che oggi danno in vantaggio il no sbaglino ancora una volta clamorosamente, come \u00e8 successo in Gran Bretagna per la Brexit e negli Stati Uniti con Trump. <\/p>\n<p>Ma a parte le battute, il vero problema che si pone oggi anche in Italia \u00e8 il futuro dei partiti e della loro capacit\u00e0 di portare avanti un impegno di riformismo, parlando alla testa della gente per convincerla della bont\u00e0 della proposta. <\/p>\n<p>\u00c8 quindi necessario che i leader politici, a cominciare da Matteo Renzi, facciano un rapido esame autocritico per potere correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Altrimenti saranno l\u2019irrazionalit\u00e0 e il grande vento populista a dettare la scelta degli elettori.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su l\u2019Adige<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passato lo shock iniziale dell\u2019inaspettata vittoria di Donald Trump stiamo assistendo allo spargimento di una robusta dose di melassa per addolcire il significato di questo controverso risultato elettorale. 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