{"id":36950,"date":"2016-11-14T00:00:00","date_gmt":"2016-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/colombia-la-pace-possibile\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:04","slug":"colombia-la-pace-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/colombia-la-pace-possibile\/","title":{"rendered":"Colombia, la pace possibile"},"content":{"rendered":"<p>Il governo di Bogot\u00e0 non ha perso tempo per annunciare una nuova intesa negoziata con le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc). La firma arriva a sei settimane dalla bocciatura alle urne dell\u2019accordo di pace con un margine del 50,2%. Un risultato che ha smentito tutti i sondaggi. <\/p>\n<p>Tuttavia, immediatamente dopo il voto \u00e8 apparso chiaro a tutti che solo un nuovo compromesso con la guerriglia avrebbe potuto spezzare il circolo vizioso della violenza, liberando il Paese dalla sua prigione chiamata destino ed evitando flagelli ancora peggiori. <\/p>\n<p>Il secondo accordo &#8211; ottenuto grazie alla mediazione delle diplomazie di Cuba e Norvegia &#8211; include quasi tutte le proposte portate avanti dall\u2019opposizione durante la campagna del &#8220;no&#8221;, tranne quella di impedire alle Farc di candidarsi alle elezioni politiche. Non \u00e8 stato ancora deciso se l&#8217;intesa verr\u00e0 sottoposta ad un nuovo referendum o soltanto ad un voto in Parlamento.<\/p>\n<p><b>250 mila morti in 52 anni<\/b><br \/>Analizzando a freddo il risultato della consultazione popolare che ha rigettato il primo accordo, il dato pi\u00f9 impressionante \u00e8 il 63% di astensione. Bench\u00e9 non siano andati a votare, \u00e8 evidente che non vi sono, n\u00e9 potrebbero esserci, tre quarti dei colombiani a favore del proseguimento del conflitto armato pi\u00f9 lungo dell\u2019America Latina.<\/p>\n<p>La spirale di brutalit\u00e0 che da oltre 52 anni devasta il Paese, con oltre 250 mila morti, centinaia di migliaia di feriti, sequestrati e ricattati, porta con s\u00e9, oltre alle azioni terroristiche, anche ostacoli all\u2019economia. Vaste regioni sono paralizzate dalle azioni di gruppi armati, l&#8217;insicurezza regna e la letale alleanza tra guerriglia e narcotraffico \u00e8 fonte di enorme corruzione istituzionale e sociale.<\/p>\n<p>Il voto negativo e l\u2019astensione non significano il rifiuto della pace. Ma il rifiuto di quella pace. Esprimono un profondo scetticismo sul contenuto dell\u2019accordo, nel quale una grande maggioranza dei colombiani vedeva le Farc, bench\u00e9 sconfitte sui campi di battaglia, come le grandi vittoriose sul tavolo negoziale, avendo ottenuto concessioni percepite come eccessive e ingiuste.<\/p>\n<p>I colombiani hanno rifiutato salvacondotti ai capi di una guerriglia sanguinaria e degenerata cos\u00ec come hanno rigettato privilegi nella trasformazione delle Farc da movimento sovversivo a forza politica. Un esempio su tutti: il sussidio economico statale, previsto nel primo accordo, che sarebbe stato erogato a membri di un gruppo armato che ha obbligato 6,9 milioni di colombiani ad abbandonare le proprie case. Evidentemente inaccettabile.<\/p>\n<p><b>Un conflitto fuori dal tempo<\/b><br \/>Le reazioni immediate, tanto del governo come delle Farc, indicano che da nessuna delle parti c&#8217;\u00e8 l&#8217;intenzione di riprendere le armi. Subito dopo il voto, oltre alle dichiarazioni di circostanza del presidente Juan Manuel Santos, fresco di premio Nobel per la Pace, e del leader della guerriglia Rodrigo Londo\u00f1o \u201cTimochenko\u201d, si \u00e8 passati ai fatti.<\/p>\n<p>Le Farc si sono ritirate da diverse regioni, come quella di Llanos del Yar\u00ed nel Departamento del Meta, rispettando gli impegni presi con il trattato rigettato dalle urne. Da parte sua, Santos ha incontrato il suo predecessore \u00c1lvaro Uribe, a capo del fronte del \u201cno\u201d. Il compromesso bipartisan raggiunto ha dato vita al nuovo accordo. La strada della pace sembra essere un cammino obbligato. Per fortuna.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, le stesse cause del confronto hanno smesso di avere un senso dopo la fine della Guerra Fredda. Fa impressione vedere le fotografie dei leader della guerriglia, all\u2019Avana, con le loro impeccabili <i>gayaberas<\/i> bianche, i sigari tra le labbra e i bicchieri di rum a portata di mano, mentre guardano in televisione il conteggio dei voti.<\/p>\n<p>Non sembrano combattenti nostalgici della dura vita nella foresta, ma un gruppo di uomini invecchiati e stanchi, consci che in fondo (anche se non lo ammetteranno mai) quello che rappresentano \u00e8 ormai fuori dal tempo e dalla storia, condannato irrimediabilmente a sparire. Se non fosse cos\u00ec non vi sarebbero le condizioni per un accordo di pace.<\/p>\n<p>Tirando le conclusioni sul referendum, la popolarit\u00e0 delle Farc, che in alcuni momenti della storia del conflitto armato \u00e8 arrivata ad essere abbastanza alta, \u00e8 crollata. Una nitida maggioranza della popolazione colombiana non crede pi\u00f9 a quello che il gruppo armato fa o dice.<\/p>\n<p>E l\u2019aspirazione di questa maggioranza \u00e8 che le Farc escano non solo dalle montagne e dalla Foresta Amazzonica, ma anche dalla vita politica. Per i guerriglieri sar\u00e0 necessario molto sforzo e duro lavoro politico per recuperare un ruolo rilevante nella Colombia del futuro.<\/p>\n<p><b>Transizione democratica<\/b><br \/>Il nuovo accordo \u00e8 stato raggiunto in maniera sorprendentemente rapida. Il che dimostra che le ragioni del \u201cno\u201d non erano affatto pretestuose, cos\u00ec come, evidentemente, le concessioni alle Farc erano eccessivamente generose.<\/p>\n<p>Questo nuovo accordo, se diverr\u00e0 definitivo, sar\u00e0 l\u2019ulteriore prova che \u00e8 possibile pacificare regioni dove la violenza pare incancrenita. \u00c8 gi\u00e0 successo in America Centrale e in Irlanda del Nord, dove coloro che si ammazzavano con ferocia fino a pochi anni fa oggi coesistono, si ambientano e giocano nell\u2019arena democratica.<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 essere consapevoli che la vecchia idea che ha mobilizzato tanti giovani negli anni \u201960 e \u201970, ovvero che la giustizia sociale si fa sulla punta delle baionette, oggi \u00e8 definitivamente sotterrata.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 morto ammaliato da quest\u2019illusione messianica non ha contribuito per niente a ridurre la povert\u00e0 e le disuguaglianze, servendo solo da pretesto per l\u2019instaurazione di dittature militari atroci, per l\u2019assassinio di migliaia di innocenti e per ritardare ancora di pi\u00f9 la lotta al sottosviluppo.<\/p>\n<p>In America Latina rinasce, da questo profluvio di rivoluzioni e controrivoluzioni, l\u2019idea che, alla fine, la democrazia \u00e8 l\u2019unico sistema che produce vero progresso, impedisce la violenza e crea le condizioni di coesistenza pacifica che permettono la soluzione effettiva dei problemi sociali.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 il presupposto per disinnescare tutte le guerriglie e poter stipulare accordi di pace permanenti. \u00c8 meno spettacolare di quanto desiderato dagli impazienti giustizieri sociali, ma giudicando con i piedi ben piantati a terra, quali sono i modelli rivoluzionari di successo?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo di Bogot\u00e0 non ha perso tempo per annunciare una nuova intesa negoziata con le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc). 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