{"id":36960,"date":"2016-11-15T00:00:00","date_gmt":"2016-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/effetto-trump-su-clima-ed-energia-mondiale\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:03","slug":"effetto-trump-su-clima-ed-energia-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/effetto-trump-su-clima-ed-energia-mondiale\/","title":{"rendered":"Effetto Trump su clima ed energia mondiale"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019elezione di Donald Trump avr\u00e0 un impatto dirompente sullo scenario energetico globale. Le incongruenze del suo programma destano per\u00f2 seri dubbi. <\/p>\n<p>Trump prospetta al contempo \u201cuna rivoluzione energetica che trasformer\u00e0 l\u2019America in un netto esportatore di energia\u201d e una politica protezionista che la allontaner\u00e0 dai Trattati commerciali internazionali; \u201cla fine del supporto alle fonti rinnovabili\u201d,\u201cla revisione di tutte le regole avverse al carbone\u201d insieme alla promessa di una \u201cmigliore protezione dell\u2019aria e dell\u2019ambiente\u201d. <\/p>\n<p>Proposte incompatibili che imporranno scelte necessarie. Dipenderanno anche dalla nuova squadra di governo e stando ai consiglieri oggi in carica -come Michael Catanzaro e M. McKenna, che appartengono alle lobby della petrolchimica e del carbone &#8211; \u00e8 prevedibile che gli obiettivi segneranno una svolta e non saranno in sintonia con gli indirizzi pi\u00f9 avanzati per il lungo periodo. <\/p>\n<p>La situazione del mondo in cui Trump si inserisce \u00e8 caratterizzata da tre elementi chiave.<\/p>\n<p><b>Trump e la transizione verso le rinnovabili<\/b><br \/>In primis la transizione energetica verso un uso esteso delle fonti rinnovabili, reso possibile dalla rivoluzione tecno-digitale. Su di essa si sta costruendo il percorso innovativo di una \u201celettrificazione intelligente e pulita\u201d nell\u2019industria, nei trasporti e nella vita quotidiana; con il potenziale espansivo insito nelle rivoluzioni tecnologiche, ma anche con la \u201cdistruzione schumpeteriana\u201d che colpisce le imprese coinvolte dal ridimensionamento delle fonti fossili, cui \u00e8 richiesto uno sforzo straordinario di riorganizzazione. <\/p>\n<p>Trump \u00e8 vicino ai grandi industriali dei combustibili fossili, i quali oggi soffrono per la concorrenza delle fonti rinnovabili e per la regolazione ambientale dell\u2019<i>Environmental Protection Agency<\/i> (l\u2019Epa, resa nota dalla denuncia contro la truffa ambientale della Volkswagen). <\/p>\n<p>Di certo l\u2019Epa entrer\u00e0 nel mirino del nuovo Presidente &#8211; la prima nomina per la transizione dei poteri nell\u2019Epa \u00e8 Myron Ebell, direttore dell\u2019ufficio studi degli industriali del carbone. A ci\u00f2 si accompagnano l\u2019abbandono dichiarato del sostegno alle fonti rinnovabili e la fine dell\u2019indirizzo cooperativo e finanziario con la <i>United Nation framework convention on climate change<\/i>. <\/p>\n<p>Gli Accordi sul Cambiamento Climatico si sono conclusi con successo nei negoziati di COP 21 a Parigi (dicembre 2015) e di essi il patto tra Xi Jin Ping e Barack Obama \u00e8 parte fondante. <\/p>\n<p>In questi giorni \u00e8 in corso a Marrakech (7-14 novembre) la COP 22 per consolidare i risultati. \u00c8 facile prevedere tuttavia che Trump disattenda in parte, in linea al suo programma, gli impegni assunti da Obama &#8211; ridurre le emissioni di CO2 statunitensi del 26-28% al 2025 &#8211; soprattutto perch\u00e9 l\u2019accordo non prevede sanzioni; \u00e8 difficile invece immaginare la reazione della Cina, principale inquinatore tra i 200 Paesi firmatari. <\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che l\u2019Europa si trovi ancora una volta isolata nel sostenere l\u2019onere competitivo di impegni vincolanti assunti unilateralmente (una riduzione di CO2 dell\u201980% nel 2050 rispetto al 1990), gi\u00e0 incorporati nella regolazione europea.<\/p>\n<p><b>Gas e petrolio nella geopolitica di Trump<\/b><br \/>Il secondo elemento, in chiave geopolitica \u00e8 la nuova configurazione dei rapporti tra Paesi produttori e Paesi consumatori di gas e petrolio attivata in questo decennio. <\/p>\n<p>Un eccesso di offerta ha provocato la riduzione del prezzo del gas e il crollo del prezzo del petrolio (oggi quotato 43,5 $\/barile, sotto il livello di guardia dei 50 $\/barile), destinati a mantenersi bassi nel prossimo orizzonte temporale, poich\u00e9 l\u2019Opec non \u00e8 in grado di approvare una politica di quote che limiti la produzione. <\/p>\n<p>Incurante di ci\u00f2, Trump propone di autorizzare subito la costruzione del grande oleodotto Keystone XL dal Canada al Golfo del Messico, bloccato perch\u00e9 non conforme agli standard ambientali, per trasportare petrolio da esportare (830 mila barili\/g di capacit\u00e0). <\/p>\n<p>Per il gas, invece, prevedere la politica che Trump imposter\u00e0 sull\u2019estero con il sostegno di un Congresso favorevole \u00e8 complesso: \u00e8 cruciale capire come si svilupper\u00e0 il suo rapporto con Vladimir Putin. <\/p>\n<p>Trump dovr\u00e0 scegliere tra due opzioni scomode: privilegiare la via delle esportazioni (Gnl), favorendo cos\u00ec i produttori statunitensi con una riduzione dell\u2019offerta interna di gas che fa lievitare i prezzi, ma scontentando Putin che dovr\u00e0 fare i conti con la concorrenza Usa sul mercato europeo, suo principale mercato di sbocco; oppure porre vincoli alle esportazioni e concentrare l\u2019offerta sul mercato interno, favorendo cos\u00ec la Russia, ma lasciando in sofferenza i produttori Usa. <\/p>\n<p>L\u2019alternativa sarebbe una spartizione del mercato globale tra i due principali giocatori, il Pacifico agli Stati Uniti e l\u2019Europa alla Russia; ma i mercati reali sono complessi da governare. <\/p>\n<p><b>L\u2019indipendenza energetica Usa che favorisce Putin<\/b><br \/>Infine, l\u2019indipendenza energetica Usa, obiettivo primario del programma, consolida la lontananza di Trump dai Paesi produttori del Medio Oriente (se si esclude un possibile rapporto diretto con Benjamin Nethanyau), per il controllo dei quali potrebbe affidare a Putin un ruolo primario. <\/p>\n<p>In cambio potr\u00e0 impegnarsi con Putin in una politica compiacente nei confronti dei gasdotti che connettono la Russia all\u2019Europa e che sono ancora in stallo perch\u00e9 contrastano con le regole anti monopoliste europee e con la strategia dell\u2019<i>Energy Union<\/i> di diversificazione delle rotte e delle fonti. <\/p>\n<p>Questi furono fortemente osteggiati dall\u2019amministrazione di Obama, insieme alla Commissione europea, perch\u00e9 volti ad aggirare l\u2019Ucraina nella fornitura di gas russo all\u2019Europa &#8211; Nord Stream 2 nel corridoio settentrionale e il Turkish Stream in quello meridionale, rinvigorito dal recente accordo tra Putin e Rcep Tayyp Erdogan sull\u2019energia. <\/p>\n<p>Accordi bilaterali sui gasdotti tra Russia e Paesi membri indeboliscono la Commissione nei confronti del principale monopolista, con il quale Mogherini e il commissario all\u2019energia Maros Sefcovic hanno tentato di costruire un negoziato europeo, superando gli egoismi nazionali. <\/p>\n<p>E Nord Stream2 rappresenta il <i>vulnus<\/i> peggiore per il nostro Paese e per l\u2019Ue, in quanto concentrerebbe l\u2019offerta del gas russo in Germania (110 mld m3 di capacit\u00e0), rischiando di rendere superflua la produzione di gas dal Mediterraneo, che coinvolge Italia, Balcani e Paesi meridionali nelle forniture di gas all\u2019Europa. <\/p>\n<p>Per l\u2019Europa il quadro non \u00e8 dunque positivo in nessuno dei tre domini richiamati. E l\u2019Italia? Il nostro Paese ha un ruolo da giocare, non solo rafforzando infrastrutture e rapporti storici e rinnovati con i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo, ma anche svolgendo una funzione attiva nei Balcani, dove le basi per la cooperazione energetica sono attive e promettenti. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019elezione di Donald Trump avr\u00e0 un impatto dirompente sullo scenario energetico globale. Le incongruenze del suo programma destano per\u00f2 seri dubbi. Trump prospetta al contempo \u201cuna rivoluzione energetica che trasformer\u00e0 l\u2019America in un netto esportatore di energia\u201d e una politica protezionista che la allontaner\u00e0 dai Trattati commerciali internazionali; \u201cla fine del supporto alle fonti rinnovabili\u201d,\u201cla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[86,191,108,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36960"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61230,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36960\/revisions\/61230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}