{"id":36990,"date":"2016-11-17T00:00:00","date_gmt":"2016-11-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/export-contro-diritto-doganale\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:02","slug":"export-contro-diritto-doganale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/export-contro-diritto-doganale\/","title":{"rendered":"Export contro diritto doganale"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una forte relazione tra gli sforzi per un mercato europeo della difesa comune e competitivo, gli investimenti per lo sviluppo di tecnologie e prodotti duali e le normative che regolano il diritto doganale comunitario. Il trait d&#8217;union \u00e8 costituito dall\u2019<i>export control<\/i>.<\/p>\n<p><b>Tutto nasce negli Stati Uniti<\/b><br \/>Il vantaggio competitivo degli Stati Uniti in ambito tecnologico &#8211; e la sua storica necessit\u00e0 di difendersi dalla rivalit\u00e0 del blocco sovietico &#8211; hanno fatto s\u00ec che l\u2019International Traffic in Arms Regulations (Itar) e l\u2019Export Administration Regulations (Ear) statunitensi divenissero il modello di riferimento per il controllo delle esportazioni di materiale di armamento e <i>dual-use<\/i>.<\/p>\n<p>Secondo il Dipartimento di Stato americano, infatti, i controlli sulle esportazioni di attrezzatura, software e tecnologia hanno l\u2019obiettivo di garantire gli interessi di sicurezza nazionale e politica estera. Questo, in realt\u00e0, \u00e8 lo stesso obiettivo di tutti gli altri principali partner\/competitor commerciali occidentali, sia per la propria sicurezza nazionale, sia per quella dell\u2019intero blocco Nato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 recentemente per\u00f2 l\u2019avvento della crisi economico-finanziaria globale esplosa sul finire della prima decade del nuovo millennio ha convinto gli Usa della necessit\u00e0 di una deregolamentazione dell\u2019<i>export control<\/i>, accettando il rischio di cedere una parte della propria tecnologia in cambio di un potenziale &#8211; ma essenziale &#8211; aumento delle opportunit\u00e0 commerciali.<\/p>\n<p>Tale deregolamentazione consiste nel declassamento di alcune categorie di prodotti meno \u201csensibili\u201d, e la loro subordinazione a delle restrizioni che spostano gli oneri del controllo dalle Autorit\u00e0 Competenti alle Aziende che li producono o li commercializzano.<\/p>\n<p><b>Nel frattempo in Europa\u2026<\/b><br \/>L\u2019Associazione Europea delle Industrie dell\u2019Aerospazio e della Difesa, Asd, nel fare il punto sulla Direttiva relativa alle facilitazioni per il trasferimento intra comunitario di prodotti per la difesa, considera quello statunitense come il modello da seguire e propone alle istituzioni del vecchio continente meccanismi simili per incrementare la competitivit\u00e0 della c.d. European Defence Technological and Industrial Base (Editb).<\/p>\n<p>La certificazione delle aziende prevista dall\u2019art. 9 della stessa Direttiva 2009\/43, in realt\u00e0, avrebbe proprio questo scopo, ma il disposto \u00e8 praticamente inapplicato o, ancora peggio, non si sa come applicarlo.<\/p>\n<p>Una chiave per soddisfare tale necessit\u00e0 potrebbe essere mutuata dal settore del <i>dual-use <\/i>comunitario come sembra indicare il report annuale dedicato all\u2019applicazione del Regolamento 428\/2009. La Commissione, infatti,ha approvato le conclusioni raggiunte dal sottogruppo tecnico misto con le autorit\u00e0 doganali, formalizzando la convergenza tra i programmi doganali degli &#8220;Operatori Economici Autorizzati&#8221; (Authorized Economic Operator), Aeo, e i &#8220;Programmi di Conformit\u00e0 Interna&#8221;, Pci, per il controllo delle esportazioni.<\/p>\n<p>In un gioco di parole: l\u2019utilizzo dell\u2019Aeo &#8211; un istituto prettamente doganale &#8211; per l\u2019attuazione dei Pci permetterebbe, come auspicato dall\u2019Asd, di avvicinare i criteri europei per la gestione dell\u2019export control a quelli statunitensi, spostando l\u2019onere della <i>compliance<\/i> nel perimetro dell\u2019Azienda. Onere, si badi bene, che porterebbe ad un aumento di efficienza e affidabilit\u00e0 della <i>supply chain<\/i> internazionale e, quindi, del comparto.<\/p>\n<p><b>L\u2019importanza del dual-use<\/b><br \/>L\u2019importanza rivestita dallo sviluppo delle tecnologie duali negli ultimi anni &#8211; tassello chiave per la razionalizzazione di risorse &#8211; ci segnala che i criteri necessari per il controllo delle esportazioni dovrebbero essere molto simili, sia che si parli di materiale per la difesa, sia che che si parli di tecnologia <i>dual-use<\/i>.<\/p>\n<p>Il finanziamento di progetti per l\u2019identificazione di tecnologie potenzialmente valide per un\u2019applicazione civile\/militare -come il Ket4 dual \u2013sono sotto la lente d\u2019ingrandimento tanto di Eda quanto di Esa, il che presuppone la presenza di un know how strategico e sensibile che deve essere salvaguardato.<\/p>\n<p>Non a caso, infatti, nella proposta di riforma del regolamento <i>dual-use<\/i>, oggetto tra l\u2019altro dell\u2019<i>export control forum <\/i> 2016 il prossimo 12 dicembre, si richiede l\u2019adozione di standard di conformit\u00e0, sotto forma di Pci, per potenziare l\u2019applicazione efficace dei controlli.<\/p>\n<p><b>Export control e diritto doganale<\/b><br \/>L\u2019osmosi tra il diritto doganale e il controllo alle esportazioni \u00e8 gi\u00e0 rilevante nell\u2019ambito dei trasferimenti extra-Ue di materiale e tecnologia sensibile per la sicurezza nazionale. E non potrebbe essere altrimenti: l\u2019<i>export control<\/i>, bench\u00e9 soggetto ad una maggiore influenza politica rispetto alle altre restrizioni, si colloca tra le barriere non tariffarie al commercio, che normalmente vengono sciolte nel momento in cui le merci si trovano ad oltrepassare le frontiere, interfacciandosi con i controlli dell\u2019Autorit\u00e0 doganale.<\/p>\n<p>Questa relazione, ad oggi, non \u00e8 cos\u00ec chiara perch\u00e9 risente di una storica visione legata all\u2019impropria considerazione prettamente operativa del diritto doganale, troppe volte assimilato al momento della spedizione di un prodotto ma che, con il nuovo Codice Doganale dell\u2019Unione, si sta ritagliando una dignit\u00e0 sempre maggiore da un punto di vista programmatico e strategico.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 intrinsecamente dipendente dal contesto internazionale e geopolitico globale, l\u2019applicazione delle diverse normative legate all\u2019<i>export control<\/i> trovano la loro reale declinazione, in ultima istanza, nel cosiddetto \u201cmomento doganale\u201d. Oltre ad una conforme modalit\u00e0 di interpretazione, e quindi di applicazione, delle regole prescritte per il controllo sulla movimentazione dei materiali &#8211; tecnologia e software &#8211; sensibili, l\u2019utilizzo del diritto doganale come lingua franca permetterebbe di affrontare problematiche anche complesse utilizzando una precisa giurisprudenza e <i>best practices<\/i> consolidate.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una forte relazione tra gli sforzi per un mercato europeo della difesa comune e competitivo, gli investimenti per lo sviluppo di tecnologie e prodotti duali e le normative che regolano il diritto doganale comunitario. Il trait d&#8217;union \u00e8 costituito dall\u2019export control. 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