{"id":37010,"date":"2016-11-18T00:00:00","date_gmt":"2016-11-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-resistibile-deriva-intergovernativa-dellunione\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:01","slug":"la-resistibile-deriva-intergovernativa-dellunione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/la-resistibile-deriva-intergovernativa-dellunione\/","title":{"rendered":"La &#8216;resistibile&#8217; deriva intergovernativa dell\u2019Unione"},"content":{"rendered":"<p>Le dichiarazioni del Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble sulla configurazione della Commissione europea potrebbero suscitare stupore, se non fosse ormai da tempo diffusa la pratica di \u201csparare sul pianista\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante alcuni atteggiamenti di Angela Merkel, che in un recente passato sembrava auspicare il rafforzamento delle istituzioni comunitarie e dell\u2019Unione Europea (Ue) nel suo complesso, appare infatti evidente il mutamento dell\u2019indirizzo politico della Germania sull\u2019evoluzione del processo di integrazione europea &#8211; e condiviso purtroppo anche da altri stati membri.<\/p>\n<p> Affermare in modo cos\u00ec netto che la Commissione non deve svolgere un ruolo politico ma limitarsi a funzioni sostanzialmente amministrative, meramente esecutive, significa infatti confermare la deriva governativa che sta caratterizzando la politica dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>Dalla Comunit\u00e0 all\u2019Unione<\/b><br \/>La Commissione \u00e8 da sempre considerata il \u201cmotore della Comunit\u00e0 e dell\u2019Unione Europea\u201d. Negarne il ruolo politico equivale a negare proprio l\u2019essenza, anch\u2019essa politica, dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Vero che all\u2019iniziale Comunit\u00e0 europea si era data una connotazione economica, ma con la sua evoluzione l\u2019istituzione ha dimostrato, pirandellianamente, di essere un \u201cpersonaggio\u201d che \u00e8 sfuggito \u201cai suoi autori\u201d.<\/p>\n<p>Sulla scorta degli elementi giuridici contenuti nei Trattati, da Comunit\u00e0 prettamente economico-commerciale si \u00e8 trasformata in un\u2019entit\u00e0 squisitamente politica, evolutasi ancora nell\u2019Unione Europea. Forse, nel passaggio da Cee, Comunit\u00e0 Economica Europea, a CE, Comunit\u00e0 Europea, non si \u00e8 sufficientemente sottolineata la significativa eliminazione dell\u2019aggettivo \u201ceconomica\u201d, effettuata dal Trattato di Maastricht.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stata una modifica meramente formale, ma sostanziale: si pensi al rafforzamento istituzionale (specie quello del Parlamento europeo, dotato di un vero potere decisionale), all\u2019introduzione della cittadinanza europea e di nuove politiche comuni, tra cui spicca quella monetaria. <\/p>\n<p> Un discorso a parte va fatto per i 2 nuovi \u201cPilastri\u201d introdotti da Maastricht (la Politica Estera e di sicurezza Comune, Pesc, e Giustizia e Affari Interni, il Gai), caratterizzati inizialmente da un metodo intergovernativo attenuatosi con i successivi Trattati di Amsterdam, Nizza e, soprattutto, con quello di Lisbona, che li ha in gran parte \u201ccomunitarizzati\u201d.<\/p>\n<p>Di certo la Commissione non sempre \u00e8 stata all\u2019altezza del suo ruolo; ma \u00e8 noto che la storia cammina sulle gambe degli uomini e credo che nessuno neghi il contenuto squisitamente politico dell\u2019operato dalla Commissione presieduta da Jacques Delors nel decennio dal 1985 al 1995.<\/p>\n<p><b>La regressione verso la cooperazione intergovernativa  <\/b><br \/>Con la crisi, la deriva intergovernativa si \u00e8 accentuata ed espansa coinvolgendo vari Paesi, soprattutto dell\u2019Europa centrorientale. C\u2019\u00e8 stato un ripiegamento dallo spirito comunitario, tendenzialmente federalista, ad un netto rafforzamento della cooperazione intergovernativa, che talvolta ha invaso anche i settori regolati dai Trattati con il metodo comunitario.<\/p>\n<p>Alcune proposte che sembravano avere un carattere pi\u00f9 europeo, anche nelle parole di Schauble, sono in realt\u00e0 concepite come un ulteriore rafforzamento della deriva intergovernativa che ho definito. Un esempio ne \u00e8 la creazione di un Ministro dell\u2019economia dell\u2019Unione, che in sintesi sarebbe espressione dei governi.<\/p>\n<p>Chi ancora crede nell\u2019evoluzione federale dell\u2019Ue dovrebbe lottare per l\u2019istituzione di un ministero dell\u2019economia dell\u2019Unione in seno alla Commissione, accentuandone i connotati di vero Governo.<\/p>\n<p>Si sta verificando uno scostamento progressivo e sempre pi\u00f9 esteso dal metodo comunitario alla cooperazione intergovernativa. In alcuni settori non sono approvati atti normativi comunitari: si concludono accordi di diritto internazionale (si pensi al <i>fiscal compact<\/i>), tra singoli stati, con ricadute in ambito comunitario. \u00c8 il Consiglio europeo che sta prendendo il sopravvento, perdendo di caratterizzazione come istituzione propria dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>L\u2019iniziativa politica per ricondurre l\u2019Unione sulla \u201cretta via\u201d<\/b><br \/>Voglio subito chiarire che ritengo indispensabile la presenza dei governi nell\u2019assetto istituzionale dell\u2019Ue. Hanno un ruolo importante, ma che dovrebbe essere svolto nell\u2019alveo dell\u2019Unione stessa.<\/p>\n<p>Mi considero un federalista \u201ccon i piedi per terra\u201d, ma detesto la sempre pi\u00f9 diffusa <i>real politik <\/i>che sta influenzando anche alcuni federalisti: la storia del processo di integrazione mostra che a far progredire l\u2019Unione non \u00e8 stato il mero pragmatismo, ma lo slancio di quella che appariva un\u2019utopia e la saggezza e l\u2019azione di alcuni grandi statisti.<\/p>\n<p>In questo momento storico reso difficile dalla crisi economica, dalla Brexit,e da <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3694\" target= \"blank\"><b><u>un\u2019ondata populista<\/u><\/b><\/a> che attraversa l\u2019Unione, \u00e8 necessario rilanciare (si sarebbe detto un tempo \u201capprofondire\u201d) con realismo e altrettanta fermezza il contenuto politico del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Proprio la Brexit potrebbe essere l\u2019occasione per verificare chi condivide gli obiettivi e i principi su cui si fonda l\u2019Ue, non ammettendo pi\u00f9 i continui <i>opting out<\/i>, entrate e uscite, dall\u2019Unione.<\/p>\n<p>A mio avviso resta sempre valida la conclusione del \u201cManifesto di Ventotene\u201d, che saggiamente prevedeva una realizzazione graduale del disegno federalista, senza mai, per\u00f2, abbandonare l\u2019obiettivo finale da perseguire. Nelle sue parole: \u201cLa via da percorrere non \u00e8 facile, n\u00e9 sicura. Ma deve essere percorsa e lo sar\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le dichiarazioni del Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble sulla configurazione della Commissione europea potrebbero suscitare stupore, se non fosse ormai da tempo diffusa la pratica di \u201csparare sul pianista\u201d. 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