{"id":37020,"date":"2016-11-21T00:00:00","date_gmt":"2016-11-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/trump-e-il-conflitto-israelo-palestinese\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:00","slug":"trump-e-il-conflitto-israelo-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/trump-e-il-conflitto-israelo-palestinese\/","title":{"rendered":"Trump e il conflitto israelo-palestinese"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Universit\u00e0 di Ariel (ex \u201cAriel College\u201d) \u00e8 sita in un insediamento israeliano posto nel cuore dei territori occupati da Israele a seguito della Guerra dei sei giorni del 1967.<\/p>\n<p>Stando al <a href=\"http:\/\/www.calcalist.co.il\/local\/articles\/0,7340,L-3700549,00.html\" target=\"blank\"><b><u>quotidiano israeliano Calcalist<\/u><\/b><\/a>, dal 2007 a oggi ha ricevuto fondi pari a 42 milioni di dollari dalle autorit\u00e0 israeliane, una cifra considerevole se paragonata ad esempio ai 600mila dollari elargiti nello stesso periodo all\u2019Universit\u00e0 Ben-Gurion del Negev (dove insegnano numerosi docenti critici delle politiche adottate nei territori occupati).<\/p>\n<p>Per collegare Gerusalemme con i maggiori insediamenti e con istituti come l\u2019\u201cUniversit\u00e0 di Ariel\u201d, in questi mesi le autorit\u00e0 israeliane stanno investendo per lo sviluppo di una nuova fitta rete tranviaria e ferroviaria.<\/p>\n<p>A dispetto di quanto sovente sostenuto, queste politiche non porteranno (n\u00e9 sono finalizzate) alla creazione di un unico stato tra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo in cui tutti i cittadini godano di pari diritti civili e politici.<\/p>\n<p>Risulteranno invece nell\u2019annessione della sola percentuale dei territori occupati ritenuta \u201cutile\u201d (risorse naturali) e funzionale (in termini demografici e di sicurezza) alle politiche israeliane. Come accaduto, <i>mutatis mutandis<\/i>, nella Striscia di Gaza, milioni di palestinesi e di riflesso gran parte delle loro risorse naturali ne resteranno ermeticamente esclusi.<\/p>\n<p><b>Trump e il conflitto <\/b><br \/>\nL\u2019elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti sembrerebbe rappresentare il tassello in grado di concretizzare i processi di \u201cannessione selettiva\u201d che si stanno delineando. Nelle parole del ministro dell\u2019Economia Naftali Bennett, \u201cTrump\u2019s victory is an opportunity for Israel to immediately retract the notion of a Palestinian state in the center of the country\u201d.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni rilasciate dal candidato repubblicano nella parte finale della campagna elettorale sembrerebbero in effetti lasciare poco spazio a dubbi. Oltre a esprimersi in favore del trasferimento dell\u2019ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme (Washington sarebbe a quel punto l\u2019unico Paese al mondo ad avere un\u2019ambasciata a Gerusalemme), Trump ha chiarito che gli \u201cinsediamenti non rappresentano un ostacolo alla pace\u201d, esortando Israele a costruirne altri.<\/p>\n<p>Fino a marzo del 2016, Trump dichiarava di voler restare \u201c<a href=\"http:\/\/www.haaretz.com\/world-news\/u-s-election-2016\/1.704035\" target=\"blank\"><b><u>neutrale<\/u><\/b><\/a>\u201d e di non volersi esprimere circa i torti e le ragioni delle due parti.<\/p>\n<p>Solo a seguito di enormi finanziamenti elargiti <a href=\"http:\/\/lobelog.com\/trump-election-already-bad-news-for-palestinians\/\" target=\"blank\"><b><u>da maggio 2016<\/u><\/b><\/a> dal magnate dei casin\u00f2 Sheldon Adelson, principale finanziatore della campagna di Trump, si \u00e8 assistito a un cambiamento netto nel tenore delle dichiarazioni. La pratica e le dichiarazioni elettorali saranno dunque, ancora di pi\u00f9 di quanto avviene abitualmente, tutte da verificare.<\/p>\n<p><b>Un approccio pragmatico<\/b><br \/>\nQuanto sta avvenendo in ci\u00f2 che anche il Dipartimento di Stato Usa indica come \u201c<a href=\"http:\/\/www.state.gov\/j\/drl\/rls\/hrrpt\/2001\/nea\/8262.htm\" target=\"blank\"><b><u>territori occupati<\/u><\/b><\/a>\u201d \u00e8 in parte ricollegabile a questioni connesse alla sicurezza di Israele.<\/p>\n<p>Esse possono tuttavia fare luce solo su un frammento di una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa. \u00c8 sufficiente ricordare che circa il <a href=\"http:\/\/www.btselem.org\/settlements\/20120116_hcj_ruling_on_quarries_in_wb\" target=\"blank\"><b><u>94% dei materiali<\/u><\/b><\/a> prodotti annualmente nelle cave israeliane costruite in Cisgiordania \u00e8 trasportato in Israele e che milioni di palestinesi &#8211; a differenza di quanto accade con i coloni, soggetti a legislazione israeliana &#8211; sono giudicati da corti militari israeliane: il <a href=\"http:\/\/www.haaretz.com\/nearly-100-of-all-military-court-cases-in-west-bank-end-in-conviction-haaretz-learns-1.398369\" target=\"blank\"><b><u>99,74%<\/u><\/b><\/a> dei processi si conclude in condanne.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 israeliane giustificano tale sperequazione di trattamento sostenendo che la Convenzione di Ginevra proibisce di alterare lo status legale di persone presenti in territori occupati. La medesima Convenzione &#8211; cos\u00ec come quella dell\u2019Aja del 1907 in relazione allo sfruttamento delle materie prime &#8211; viene tuttavia ignorata per quanto concerne il divieto imposto a una potenza occupante di trasferire (ad esempio tramite enormi finanziamenti) parte della propria popolazione in un territorio da essa occupato.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si sommano considerazioni di carattere pi\u00f9 pratico. Caso unico al mondo, milioni di palestinesi sono sprovvisti da mezzo secolo tanto di uno stato quanto di una cittadinanza. Le \u201cpotenze occupanti\u201d presenti in contesti come ad esempio il Tibet, Cipro del Nord o il Western Sahara &#8211; aventi caratteristiche <a href=\"http:\/\/opiniojuris.org\/2014\/01\/09\/eu-adopting-double-standards-approach-toward-israel-palestinian-territories-part-1\/\" target=\"blank\"><b><u>politiche<\/u><\/b><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.bridgingeurope.net\/eu-israel-and-the-palestinian-territories-a-multi-layered-reality.html\" target=\"blank\"><b><u>economiche e legali<\/u><\/b><\/a> peculiari rispetto al contesto palestinese &#8211; mantengono s\u00ec i benefici connessi alle loro \u201coccupazioni\u201d, ma si sono assunte anche alcune responsabilit\u00e0 nei riguardi delle popolazioni assoggettate.<\/p>\n<p><b>Visti da Washington<\/b><br \/>\nWashington \u00e8 consapevole di questi aspetti e, a dispetto di un sostegno sovente incondizionato, ha adottato alcune contromisure significative. Lo scorso 23 gennaio la U.S. Customs and Border Protection ha pubblicato ad esempio una dichiarazione ufficiale ribadendo che qualsiasi prodotto proveniente dalla Cisgiordania non pu\u00f2 essere legalmente etichettato come \u201cIsrael\u201d, o \u201cMade in Israel\u201d.<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione le autorit\u00e0 statunitensi, pur consapevoli che alcuni insediamenti possano essere mantenuti da Israele nell\u2019ambito di un accordo tra le parti (dunque non stabilito <i>ex ante<\/i>), hanno citato una <a href=\"http:\/\/apps.cbp.gov\/csms\/viewmssg.asp?Recid=21420&amp;page=&amp;srch_argv=gaza&amp;srchtype=&amp;btype=&amp;sortby=&amp;sby=\" target=\"blank\"><b><u>nota<\/u><\/b><\/a> del Dipartimento del Tesoro del 1997 in cui veniva chiarito che i \u201cgoods produced in the West Bank or Gaza Strip shall be marked as originating from \u2018West Bank,\u2019 \u2018Gaza,\u2019 \u2018Gaza Strip,\u2019 \u2018West Bank\/Gaza\u201d. Le politiche adottate dall\u2019Unione europea e da Washington presentano in questo senso alcuni punti di contatto.<\/p>\n<p>\u00c8 troppo presto per sapere se l\u2019amministrazione Trump indebolir\u00e0 o smanteller\u00e0 questo approccio legale e normativo. Molti segnali lo lasciano supporre, inclusa la presenza di Steve Bannon come capo stratega della nuova amministrazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, storicamente, a differenza di quanto si potrebbe presumere, alcuni degli approcci pi\u00f9 pragmatici al conflitto sono stati registrati con amministrazioni a guida repubblicana. Per rimanere alle ultime tre decadi, nel 1991 George H.W. Bush fu il primo presidente a trattenere 400milioni di dollari come \u201crappresaglia\u201d per le politiche israeliane legate agli insediamenti: per contro, nel febbraio 2011, l\u2019amministrazione Obama ha posto il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu che indicava gli <a href=\"http:\/\/972mag.com\/to-be-a-peace-broker-u-s-must-reasses-position-on-settlements\/62926\/\" target=\"blank\"><b><u>insediamenti come \u201cillegali\u201d<\/u><\/b><\/a> e ha accordato ad Israele una cifra mai toccata in precedenza in finanziamenti militari (3,8 miliardi di dollari l\u2019anno).<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione di Bush padre avvi\u00f2 anche il \u201cprocesso di pace\u201d a cui fu ammessa a prendere parte l\u2019Organizzazione di liberazione della Palestina (Olp). Quella di \u201cBush figlio\u201d fu invece la prima amministrazione statunitense a riconoscere il diritto del popolo palestinese a costituirsi in Stato.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Trump e l\u2019establishment repubblicano si muoveranno sullo stesso solco? Dopo la Brexit e l\u2019elezione di Trump \u00e8 forse pi\u00f9 saggio evitare previsioni e trovare conforto nell\u2019ironia di Churchill: \u201cL\u2019abilit\u00e0 in politica consiste nella capacit\u00e0 di prevedere ci\u00f2 che accadr\u00e0 domani, la settimana prossima, il mese prossimo, l\u2019anno prossimo. E successivamente nell\u2019essere in grado di spiegare perch\u00e9 non \u00e8 avvenuto\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Universit\u00e0 di Ariel (ex \u201cAriel College\u201d) \u00e8 sita in un insediamento israeliano posto nel cuore dei territori occupati da Israele a seguito della Guerra dei sei giorni del 1967. 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