{"id":37090,"date":"2016-11-23T00:00:00","date_gmt":"2016-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/usa-europa-e-apec-piu-ansia-che-nostalgia\/"},"modified":"2017-11-03T15:15:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:15:00","slug":"usa-europa-e-apec-piu-ansia-che-nostalgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/usa-europa-e-apec-piu-ansia-che-nostalgia\/","title":{"rendered":"Usa: Europa e Apec, pi\u00f9 ansia che nostalgia"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente Obama \u00e8 ormai entrato nella fase discendente della sua parabola: la sua ultima missione all\u2019estero, in Europa per i commiati di rito e in Per\u00f9 per un <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3708\" target= \"blank\"><b><u>vertice dell\u2019Apec<\/u><\/b><\/a>, \u00e8 stata un incontrarsi per dirsi addio &#8211; e per archiviare alcuni pezzi incompiuti del suo doppio mandato.<\/p>\n<p> Soprattutto in Per\u00f9: la partnership trans-pacifica, Tpp, recentemente definita ma non ancora entrata in vigore, sar\u00e0 infatti una delle prime vittime della nuova presidenza Trump, che ne mette l\u2019abrogazione all\u2019apice della lista di cose da fare nei primi cento giorni alla Casa Bianca.<\/p>\n<p>Nel documento pubblicato a fine Vertice, i 21 Paesi Apec s\u2019impegnano a continuare a lavorare per un accordo di libero scambio ed a resistere \u201ca tutte le forme di protezionismo&#8221;. Trump vuole sostituire l\u2019intesa regionale con accordi bilaterali, in cui gli Stati Uniti possano meglio fare valere il loro peso con i singoli interlocutori. E non \u00e8 l\u2019unico colpo di spugna che il neo eletto infligger\u00e0 all\u2019eredit\u00e0 del suo predecessore. <\/p>\n<p>Mentre volava per il Per\u00f9, Obama aveva infatti battuto pugno sul tavolo del Congresso repubblicano, bloccando tutte le nuove trivellazioni nell\u2019Artico, un ambiente \u201cUnico e difficile\u201d, nelle parole dell\u2019attuale segretario agli Interni, Sally Jewell. Ma Trump metter\u00e0 un rigo di penna a cancellare anche questa decisione, come pure alla sospensione del progetto del gasdotto Keystone dal Canada al Texas.<\/p>\n<p><b>Arrivederci ai giardinetti della storia<\/b><br \/>In Europa, pi\u00f9 cha addii, per Obama sono stati arrivederci: sulle panchine, ai giardinetti della storia. Quello di Berlino \u00e8 stato il summit delle anitre zoppe: con la padrona di casa Angela Merkel, c\u2019erano il presidente francese Fra\u00e7ois Hollande e i premier britannico Theresa May, spagnolo Mariano Rayoj e italiano Matteo Renzi; alcuni attesi a breve da appuntamenti elettorali determinanti per la loro sopravvivenza politica, altri in condizioni di governo precarie. <\/p>\n<p>I leader europei erano tutti l\u00ec, con un orecchio a Washington e con un occhio a casa loro &#8211; alcuni tanto affaccendati da non essere sicuri di avere il tempo d\u2019incontrare il presidente Trump.<\/p>\n<p>Il vertice \u00e8 stato scandito da espressioni d\u2019amicizia spesso sincere, sorrisi un po\u2019 tirati, strette di mano e pacche sulle spalle: se ne va un decano della combriccola transatlantica &#8211; solo la Merkel ha un\u2019anzianit\u00e0 di servizio superiore -, si chiude una pagina lunga otto anni, e se ne sta per aprire un\u2019altra densa, per il momento, di punti interrogativi. <\/p>\n<p>Chi sperava che Obama spiegasse ai partner l\u2019America che verr\u00e0 \u00e8 rimasto deluso (ed \u00e8 ripartito preoccupato). Se l\u2019arrivo di Trump alla Casa Bianca \u201cnon \u00e8 l\u2019apocalisse\u201d, ma solo perch\u00e9 \u201cla fine del Mondo \u00e8 quando il Mondo finisce\u201d, come ha raccontato il presidente uscente al New Yorker, l\u2019analisi di Obama equivale a un \u201cfin che c\u2019\u00e8 vita c\u2019\u00e8 speranza\u201d. <\/p>\n<p>E l\u2019invito a lavorare col suo successore per cercare soluzione \u201cai problemi comuni\u201d, sulla base \u201cdei valori condivisi\u201d, suona ovvio e non troppo convinto.<\/p>\n<p>Obama era seduto tra la Merkel e Matteo Renzi, nel Vertice nella Cancelleria. Dall\u2019incontro non scaturiscono decisioni, ma labili indicazioni: le sanzioni alla Russia per l\u2019Ucraina restano, almeno fino a che Trump non s\u2019insedier\u00e0 alla Casa Bianca; e in Libia ci vuole un governo stabile. <\/p>\n<p>Di immigrazione, assicura la Merkel, non s\u2019\u00e8 parlato, perch\u00e9 gli europei non volevano affliggere Obama con lo spettacolo delle loro divisioni.<\/p>\n<p><b>La nostalgia d\u2019Obama e l\u2019attesa di Trump<\/b><br \/>Il 45\u00b0 presidente degli Stati Uniti s\u2019insedier\u00e0 formalmente alla Casa Bianca il 20 gennaio, l\u2019Inauguration Day. Ma fin dai primi momenti dopo l\u2019Election Day, parole e mosse del neo-eletto sono state vagliate e scrutate per cercare di capire se, e in che misura, il Trump presidente sar\u00e0 diverso dal Trump candidato che ha impressionato per il suo linguaggio pi\u00f9 brutale che franco e per le posizioni sessiste e razziste, anti-immigrati e anti-musulmani, pro-armi e pro-vita (cio\u00e8, favorevoli alla cancellazione del diritto all\u2019aborto, restituendo agli Stati dell\u2019Unione il compito di legiferare in merito, com\u2019era fino al 1973).<\/p>\n<p>Quella certa tendenza giornalistica ad allinearsi al potere, pi\u00f9 forte da noi che in America, alimenta, dopo l\u20198 novembre, l\u2019ipotesi &#8211; e forse l\u2019illusione &#8211; che Trump, da presidente, cambier\u00e0 registro.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quasi tutte le sue prime scelte nella composizione dell\u2019entourage e le sue <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3697\" target= \"blank\"><b><u>dichiarazioni<\/u><\/b><\/a> sono state coerenti con l\u2019immagine e i programmi della campagna elettorale: conferma dell\u2019intenzione d\u2019alzare e allungare la barriera tra Stati Uniti e Messico e di espellere milioni di immigrati irregolari; conferma dell\u2019intenzione di abrogare, almeno in parte, la riforma sanitaria del suo predecessore, che non lascia i poveri senza assistenza; conferma dell\u2019intenzione di rimettere in discussione gli accordi commerciali esistenti o in fase di negoziato &#8211; oltre al Tpp, Trans Pacific Partnership,sul versante Pacifico, il Nafta (North American Free Trade Agreement) con Messico e Canada e il Ttip, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, sul versante Atlantico.<\/p>\n<p>E mentre la scelta degli uomini dell\u2019Amministrazione fa scorrere davanti agli occhi il film d\u2019un\u2019America nostalgica del segregazionismo e tutta \u2018Law &#038; Order\u2019, ben diversa da quella d\u2019Obama, variegata e progressista, in politica estera si profila una svolta nei rapporti con la Russia che pu\u00f2 modificare gli equilibri in Europa e nel Medio Oriente. <\/p>\n<p>Il presidente siriano Bachar al-Assad saluta in Trump \u201cun alleato naturale\u201d, il premier israeliano Benyamin Netanyahu attende un rilancio dell\u2019amicizia israelo-americana.<\/p>\n<p><b>Gli scongiuri della cancelliera<\/b><br \/>Il viaggio di commiato di Obama in Europa &#8211; un passaggio ad Atene, prima del clou a Berlino &#8211; lascia una scia di rammarico e di preoccupazione: rammarico per l\u2019uscita di scena di un leader carismatico e affidabile; preoccupazione per l\u2019arrivo di un successore inesperto e inaffidabile, che, durante tutta la campagna elettorale, ha avuto poca attenzione e zero considerazione per i partner e gli alleati europei. E che, una volta eletto, si fa un baffo del protocollo e non risponde agli alleati che lo chiamano o gli scrivono.<\/p>\n<p>Da un consulto a caldo fra i ministri degli Esteri europei, il 13 novembre, era gi\u00e0 emersa grande e diffusa inquietudine, sensibile specie in Polonia e nei Baltici, timorosi dell\u2019impatto su di loro dell\u2019eventuale riavvicinamento Usa-Russia.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0: non so come facciano gli scongiuri i tedeschi, ma di certo Angela Mekel li ha fatti, quando Obama ha detto che, \u201cse fossi tedesco\u201dla sosterrei\u201d alle prossime elezioni, nel settembre 2017. Il presidente ne ha fatto un vero e proprio panegirico: \u201cAngela ha grande credibilit\u00e0 ed \u00e8 una donna che lotta per i valori \u2026 Non avrei potuto avere una partner pi\u00f9 affidabile\u201d, con buona pace di tutti gli altri che ambiscono ad essere il miglior amico europeo dell\u2019America.<\/p>\n<p>La cancelliera tedesca avr\u00e0 subito pensato alle recenti sortite di Obama contro la Brexit ed a favore di Hillary Clinton e avr\u00e0 mormorato fra s\u00e9 e s\u00e9 l\u2019equivalente tedesco del nostro \u201cnon c\u2019\u00e8 il due senza il tre\u201d. Vero \u00e8 che, di qui a settembre, ci sono altre occasioni perch\u00e9 il proverbio si realizzi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente Obama \u00e8 ormai entrato nella fase discendente della sua parabola: la sua ultima missione all\u2019estero, in Europa per i commiati di rito e in Per\u00f9 per un vertice dell\u2019Apec, \u00e8 stata un incontrarsi per dirsi addio &#8211; e per archiviare alcuni pezzi incompiuti del suo doppio mandato. 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