{"id":37100,"date":"2016-11-24T00:00:00","date_gmt":"2016-11-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lislam-politico-e-la-zona-grigia-mediorientale\/"},"modified":"2017-11-03T15:14:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:59","slug":"lislam-politico-e-la-zona-grigia-mediorientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/lislam-politico-e-la-zona-grigia-mediorientale\/","title":{"rendered":"L\u2019Islam politico e la zona grigia mediorientale"},"content":{"rendered":"<p>Islam politico e la Fratellanza Musulmana: questo il tema al centro del rapporto pubblicato dalla Commissione affari esteri della camera dei comuni inglese lo scorso 7 novembre e accolto con un certo interesse dalla stampa britannica, evidentemente preoccupata per l\u2019estensione del fenomeno all\u2019interno della numerosa comunit\u00e0 musulmana presente nel Paese, oltre che per una evidente confusione concettuale che impedisce di discernere chiaramente il confine tra l\u2019Islam politico e l\u2019estremismo islamico.<\/p>\n<p>In Gran Bretagna la pubblicazione ha riacceso il dibattito politico anche perch\u00e9 la Commissione \u00e8 stata particolarmente critica nei confronti del precedente lavoro effettuato dal governo. Gi\u00e0 nell\u2019aprile 2014 infatti, l\u2019allora Primo Ministro David Cameron aveva commissionato uno studio sulla Fratellanza Musulmana. Il risultato \u00e8 stato un rapporto segreto, le cui conclusioni sono state tuttavia rese pubbliche nel dicembre 2015, causando <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3326\" target=\"blank\"><b><u>diverse polemiche<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Le numerose criticit\u00e0 del rapporto del 2015<\/b><br \/>\nUna delle principali riguarda gli autori del precedente rapporto. La Commissione ha rimproverato al governo di aver affidato lo studio precedente alle cure dell\u2019allora ambasciatore britannico a Riyadh Sir John Jenkins, co-autore del report assieme a Charles Farr, gi\u00e0 Direttore generale dell\u2019ufficio per la sicurezza e la lotta al terrorismo del Ministero degli interni.<\/p>\n<p>Bisogna ricordare che circa un mese prima della nomina di Jenkins, l\u2019Arabia Saudita aveva designato la Fratellanza Musulmana come organizzazione terroristica, impegnandosi in una lotta senza quartiere contro l\u2019organizzazione. Il rimprovero della Commissione riconosce quindi il rischio di indebite interferenze di parti terze interessate a influenzare i risultati dell\u2019indagine.<\/p>\n<p>Oltre ai vizi di forma, la Commissione ha rilevato evidenti vizi di contenuto, il principale dei quali riguarda il non aver preso in considerazione il pi\u00f9 importante evento nella storia della Fratellanza, ossia il colpo di stato militare in Egitto che ha messo fine alla Presidenza di Mohammed Morsi nel luglio 2013.<\/p>\n<p>Ebbene, il golpe e le sue immediate conseguenze non vengono neanche menzionati nelle conclusioni del report governativo; una falla abbastanza evidente, ove si pensi solamente all\u2019episodio del massacro di piazza Rab\u2019ia al Cairo, dove centinaia, se non migliaia di sostenitori di Morsi perirono a seguito dell\u2019intervento dell\u2019esercito nell\u2019agosto 2013.<\/p>\n<p><b>La definizione di Islam politico<\/b><br \/>\nLa Commissione parlamentare guidata da Crispin Blunt ha anche provato a indagare su un concetto sfuggente e spesso abusato come l\u2019Islam politico. Definendo l\u2019Islamismo come l\u2019applicazione dei valori islamici ai governi ed alle societ\u00e0 moderne, il rapporto aggiunge tre fattori cruciali per circoscrivere meglio il fenomeno: la partecipazione alla, e la difesa della, democrazia; un\u2019interpretazione della fede che protegga i diritti, le libert\u00e0 e le politiche in linea con i valori promossi dalla Gran Bretagna; la non-violenza, a cui aderire in maniera inequivoca.<\/p>\n<p>Su questi punti la Commissione esprime poco pi\u00f9 di un <i>wishful thinking <\/i>che mal si concilia con la realt\u00e0 presente sul terreno. Se i tre criteri proposti riflettono un idealismo democratico del tutto legittimo, allo stesso tempo risultano scevri di ogni prospettiva realista.<\/p>\n<p>Le dinamiche politiche scaturite dalle rivolte del 2011 hanno evidenziato l\u2019endemica carenza di tali fattori, riconosciuta dallo stesso rapporto nella parte in cui si sottolinea un\u2019interpretazione maggioritaria (spesso totalitaria) della democrazia, con poche e rilevanti eccezioni. Oltretutto, dal secondo criterio emerge un chiaro orientalismo, riconoscendo nei valori difesi e promossi dalla Gran Bretagna uno standard universale applicabile tout court.<\/p>\n<p><b>La Fratellanza Musulmana e il ricorso alla violenza<\/b><br \/>\nMolto prezioso \u00e8 invece lo studio effettuato sul rapporto tra la Fratellanza Musulmana e il ricorso alla violenza, vero punto focale dell\u2019intera questione. Ebbene, la Commissione ha criticato le conclusioni del precedente rapporto, nella parte in cui riconoscono che il gruppo ha finora preferito agire sul piano politico per un cambiamento graduale, senza tuttavia escludere il ricorso alla violenza quando necessario.<\/p>\n<p>E ha anche smontato la teoria del \u2018nastro trasportatore\u2019, secondo la quale l\u2019affiliazione alla Fratellanza Musulmana \u00e8 in realt\u00e0 un primo passo verso la radicalizzazione dell\u2019individuo, che sfocia pi\u00f9 tardi nell\u2019ineluttabile passaggio al jihadismo.<\/p>\n<p>In sostanza la Commissione concorda con la decisione del governo inglese di non inserire la Fratellanza nella lista delle organizzazioni terroriste. Allo stesso tempo suggerisce una certa cautela: diversi esperti ascoltati durante le audizioni hanno rilevato numerosi punti di contatto tra le varie filiali regionali dei Ikhwan e l\u2019estremismo (Hamas per esempio, ma anche la filiale libica).<\/p>\n<p>Il labile confine tra l\u2019Islam politico e il terrorismo islamico \u00e8 stato di recente riconosciuto anche da Rachid Gannouchi: durante l\u2019ultimo congresso, il leader di Ennahda ha lanciato il nuovo concetto di democrazia musulmana, ripudiando l\u2019Islam politico e giudicandolo ormai corrotto dall\u2019abuso fatto da gruppi jihadisti come al-Qaeda e lo Stato Islamico. Riconoscendoli quindi come parte integrante della numerosa e variegata famiglia.<\/p>\n<p><b>Il pugno duro dell\u2019Akp<\/b><br \/>\nOltretutto il rapporto evita accuratamente di prendere in considerazione il Partito della Giustizia e dello Sviluppo turco, l\u2019Akp, da molti ritenuto uno dei principali punti di riferimento dell\u2019Islam politico nella regione. Recentemente scampato a un tentato golpe che ha ricordato da vicino quello egiziano del 2013, il Presidente Erdogan ha reagito usando il tradizionale pugno di ferro, trasformando radicalmente la Turchia e sollevando ulteriori dubbi sulle sue credenziali democratiche.<\/p>\n<p>Forse, analizzando l\u2019Akp sarebbero emerse ulteriori criticit\u00e0. Magari la Commissione sarebbe giunta a conclusioni diverse. E, forse, si sarebbe resa conto della evidente difficolt\u00e0 di individuare l\u2019impercettibile confine tra oppressori e oppressi, vittime e carnefici, nella ormai vasta zona grigia chiamata Medio Oriente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Islam politico e la Fratellanza Musulmana: questo il tema al centro del rapporto pubblicato dalla Commissione affari esteri della camera dei comuni inglese lo scorso 7 novembre e accolto con un certo interesse dalla stampa britannica, evidentemente preoccupata per l\u2019estensione del fenomeno all\u2019interno della numerosa comunit\u00e0 musulmana presente nel Paese, oltre che per una evidente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":64578,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[124,90,157,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37100"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64579,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37100\/revisions\/64579"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}