{"id":37120,"date":"2016-11-26T00:00:00","date_gmt":"2016-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sostenuta-dallitalia-lalbania-si-affaccia-allue\/"},"modified":"2017-11-03T15:14:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:58","slug":"sostenuta-dallitalia-lalbania-si-affaccia-allue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/sostenuta-dallitalia-lalbania-si-affaccia-allue\/","title":{"rendered":"Sostenuta dall\u2019Italia, l\u2019Albania si affaccia all\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>A dicembre l\u2019Albania potrebbe raggiungere l\u2019agognata apertura dei trentacinque capitoli di accesso all\u2019Unione europea, Ue, anche grazie al sostegno dell\u2019Italia. <\/p>\n<p>Dopo aver ottenuto lo status di candidato, nel giugno del 2014, il 14 novembre il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha affermato la volont\u00e0 degli Stati Membri di avviare i negoziati per l\u2019adesione dell\u2019Albania, auspicando gi\u00e0 nel prossimo dicembre l\u2019apertura ufficiale dei capitoli dei negoziati con l\u2019Albania. <\/p>\n<p><b>L\u2019effetto a cascata dell\u2019apertura dei negoziati con l\u2019Albania<\/b><br \/>Il processo di stabilizzazione e associazione, Psa, lanciato dall\u2019Ue sin dal 1999, mirava a sviluppare una strategia standardizzata per sostenere la graduale integrazione di sette stati dei Balcani occidentali nell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Fino ad oggi, l\u2019unico stato dei Balcani occidentali ad aderire \u00e8 stata la Croazia, il primo gennaio 2013. Da allora, la politica di enlargement dell\u2019Ue ha ridotto la sua spinta; questo \u00e8 principalmente dovuto alla recessione che ha colpito i paesi europei nel 2009, ma anche alla crisi Ucraina del 2014.<\/p>\n<p>Al momento, l\u2019Ue sta negoziando i trentacinque capitoli dell\u2019Accordo di stabilizzazione e associazione, Asa, con Montenegro e Serbia, oltre che con la Turchia. Se con il Montenegro gli accordi procedono, seppur lentamente, la Serbia ha dal canto suo l\u2019annosa questione del capitolo 35 dei negoziati, cio\u00e8 la normalizzazione dei rapporti con il Kosovo. <\/p>\n<p>\u00c8 in quest\u2019ottica che un\u2019apertura dei negoziati con l\u2019Albania pu\u00f2 trovare la sua ragione d\u2019essere in un effetto a cascata sugli altri accordi. Come successo nel 2012, per l\u2019entrata in coppia di Romania e Bulgaria, Serbia e Albania potrebbero cominciare un cammino comune verso l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>Questa strada cooperativa, sebbene tortuosa, \u00e8 realizzabile ed avrebbe effetti di assestamento anche nei riguardi del Kosovo, fresco firmatario dell\u2019Asa lo scorso dicembre, ma non ancora \u201cstato candidato\u201d. <\/p>\n<p>Lo dimostra per esempio la riunione dello scorso 21 novembre tra il Ministro dell\u2019Integrazione Europea albanese e i capi negoziatori all\u2019Ue di Belgrado e Podgorica, in cui questi ultimi hanno affermato la volont\u00e0 e la disponibilit\u00e0 di Montenegro e Serbia di sostenere il cammino di Tirana verso Bruxelles. <\/p>\n<p><b>Il futuro europeo dell\u2019Albania passa anche dalle urne<\/b><br \/>L\u2019enfasi dell\u2019Ue sulla strategia di allargamento sin dal Consiglio Europeo di Salonicco del 2003 e ribadita nell\u2019ultimo \u201cstrategy paper\u201d pubblicato dalla Commissione lo scorso novembre, si \u00e8 focalizzata sull\u2019area Giustizia e Sicurezza. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che la prima pre-condizione all\u2019apertura dei negoziati \u00e8 una situazione di miglioramento nei \u201cfundamental first\u201d cio\u00e8 di focalizzazione degli sforzi, per i Paesi candidati, principalmente nelle aree di sicurezza, Rule of Law e amministrazione pubblica.<\/p>\n<p>L\u2019apertura della negoziazione sui trentacinque capitoli partirebbe quindi, come gi\u00e0 accaduto per Montenegro e Serbia, dai capitoli 23 e 24 rispettivamente \u201cmagistratura\/diritti fondamentali\u201d e \u201cgiustizia\/libert\u00e0\/sicurezza\u201d le cinque \u201cpriorit\u00e0 chiave\u201d sottolineate dai report della Commissione nei confronti dell\u2019Albania. <\/p>\n<p>L\u2019ultimo \u201ccountry report\u201d della Commissione europea dello scorso novembre 2016 ha lodato i progressi dello stato adriatico nelle sopracitate aree, in particolare riportando il successo della riforma della giustizia adottata all\u2019unanimit\u00e0 dal Parlamento e la collaborazione nel campo della sicurezza. <\/p>\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 stata ribadita dall\u2019accordo sullo scambio di documenti EU-Restricted firmato nel marzo scorso a Tirana; accordo che denota fiducia dell\u2019establishment europeo, e non solo, nella controparte albanese seguendo la corrente intrapresa dal 2009, quando la Nato accolse l\u2019Albania tra gli stati membri dell\u2019intesa, e nel 2013 quando Tirana inizi\u00f2 la collaborazione con l\u2019ufficio di polizia europeo &#8211; Europol. <\/p>\n<p>Passi in avanti che per\u00f2 andranno confermati entro la prossima chiamata alle urne, prevista per primavera 2017 visto che la stessa Ue, attraverso il \u201ccountry report\u201d, ha espresso preoccupazioni per la continuazione dei progressi fin qui raggiunti in caso di risultati elettorali stravolgenti. <\/p>\n<p>L\u2019ondata populista che ha colpito diversi stati europei non sembra aver fatto breccia nella popolazione albanese; l\u2019essere europeisti mette d\u2019accordo maggioranza e opposizione e l\u2019ex sindaco di Tirana e attuale Primo ministro, Edi Rama, dovrebbe riuscire a riconfermare il suo mandato per i prossimi quattro anni. L\u2019apertura dei capitoli di negoziato con l\u2019Ue potrebbero rappresentare la spinta decisiva per una riconferma al potere del leader pro-Europa.<\/p>\n<p><b>Dal gasdotto Trans Adriatico alla sicurezza, Albania partner strategico per l\u2019Italia<\/b><br \/>Nel 2015, l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Tirana catalogava in pi\u00f9 di 400 le aziende italiane e le joint-venture italo-albanesi presenti nel Paese, le esportazioni verso l\u2019Italia dell\u2019Albania hanno raggiunto la quota di 1,2 miliardi di euro su 2,3 miliardi totali del Paese. <\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 il punto di riferimento economico albanese per l\u2019Europa, cosi come l\u2019Albania lo \u00e8 per l\u2019interesse italiano nei Balcani visti anche i nostri 1,3 miliardi di euro di esportazioni.<\/p>\n<p>Sul fronte sicurezza non bisogna dimenticare che Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia sono presenti in Albania con una missione bilaterale interforze operante sin dal 1997, sostenendo il lavoro delle controparti locali con addestramenti e operazioni congiunte. <\/p>\n<p>Mentre, per quanto riguarda la difesa, l\u2019Italia coopera con l\u2019Albania, oltre che in ambito Nato, anche nella iniziativa DeCI (Defence Cooperation Initiative), nata nel 2013 e volta a rafforzare la cooperazione multilaterale tra i Paesi del bacino adriatico oltre che a fornire un Battlegroup a l\u2019Ue entro il 2017.<\/p>\n<p>Nel settore della sicurezza energetica bisogna infine menzionare il gasdotto Trans Adriatico, riconosciuto progetto di interesse comune dall\u2019Ue che unisce Italia, Albania e Grecia ai partner del Mar Caspio.<\/p>\n<p>Un\u2019Albania pi\u00f9 prossima all\u2019Europa significherebbe quindi una risorsa strategica per l\u2019Italia sul fronte est per varie ragioni tra le quali la lotta alla criminalit\u00e0 organizzata, la cooperazione militare ed energetica. <\/p>\n<p>Il prossimo 15 dicembre al Consiglio dei Ministri degli Esteri a Bruxelles la decisione non sar\u00e0 scontata, ma, se positiva, rappresenter\u00e0 senza dubbio un passo vitale nel cammino di Tirana verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dicembre l\u2019Albania potrebbe raggiungere l\u2019agognata apertura dei trentacinque capitoli di accesso all\u2019Unione europea, Ue, anche grazie al sostegno dell\u2019Italia. 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