{"id":37140,"date":"2016-11-28T00:00:00","date_gmt":"2016-11-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/israele-i-costi-distruttivi-delloccupazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:14:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:57","slug":"israele-i-costi-distruttivi-delloccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/israele-i-costi-distruttivi-delloccupazione\/","title":{"rendered":"Israele, i costi distruttivi dell\u2019occupazione"},"content":{"rendered":"<p>Ricorrono nel giugno prossimo i 50 anni dalla guerra del giugno 1967 che Israele combatt\u00e9 per legittima difesa contro gli stati arabi coalizzati in un\u2019aggressione che poteva esser esiziale per le sorti del Paese. Inizi\u00f2 allora un regime di occupazione militare della Cisgiordania e Gaza (il Sinai fu restituito alla sovranit\u00e0 egiziana in virt\u00f9 del trattato di pace del 1979; dalla striscia di Gaza Israele si ritir\u00f2 unilateralmente nel 2005), territori densamente abitati da palestinesi.<\/p>\n<p><b>Save Israel, stop the occupation <\/b><br \/>\n500 israeliani, scrittori ed artisti, ex parlamentari, ministri e diplomatici, accademici illustri nonch\u00e9 diversi ex alti ufficiali dell\u2019esercito, hanno sottoscritto un appello dal nome Siso &#8211; Save Israel, stop the occupation (www.siso.org.il) &#8211; spinti da un senso di urgenza circa il futuro di Israele, per il degrado di norme e prassi democratiche di convivenza nel Paese e per il pericolo che il persistere dell\u2019occupazione conduca di fatto ad uno stato binazionale in cui i palestinesi restano privati di ogni diritto.<\/p>\n<p>Che cosa distingue questa campagna da altri ripetuti e falliti tentativi di giungere ad un accordo di pace che contempli una soluzione \u201ca due stati\u201d del conflitto ?<\/p>\n<p><b>Israele, i costi distruttivi dell\u2019occupazione<\/b><br \/>\nTre elementi fondamentali. In primis l\u2019attenzione ai costi distruttivi dell\u2019occupazione per Israele stesso. Altri tipi di occupazione militare nella storia degli stati non hanno sortito tali conseguenze perch\u00e9 gli stati occupati erano distanti fisicamente, o non vi era un\u2019azione rivolta ad insediare coloni o perch\u00e9 il potere occupante non era una democrazia. Israele \u00e8 in questo senso un caso speciale.<\/p>\n<p>In aggiunta, questo il secondo elemento, la campagna \u00e8 rivolta in Israele a quella parte della societ\u00e0 che resta scettica circa le possibilit\u00e0 di un accordo di pace e che non subisce i costi dell\u2019occupazione o non ne \u00e8 consapevole.<\/p>\n<p>\u00c8 un processo ostacolato da preconcetti difficili da rimuovere dopo 50 anni. Nei sondaggi recenti mentre israeliani e palestinesi ancora sostengono in prevalenza, pur con consensi declinanti, la soluzione \u201c a due stati\u201d &#8211; rispettivamente 59 e 51 per cento &#8211; , il 72% degli ebrei israeliani ritiene che il dominio che Israele esercita sui palestinesi non sia \u201coccupazione\u201d.<\/p>\n<p>Ma come chiamare una realt\u00e0, in cui vi \u00e8 un sistema legale doppio e separato &#8211; militare per i palestinesi, civile per gli abitanti ebrei ivi insediatisi; un potere, quello della Civil Administration, braccio amministrativo dell\u2019esercito, che espropria terreni privati per gli insediamenti e decide unilateralmente in materia di permessi edilizi, di confisca di terre per uso militare, di permessi di transito e di lavoro, ecc. ?<\/p>\n<p>Una tale \u201ccecit\u00e0\u201d \u00e8 il risultato deliberato di anni di rimozione della realt\u00e0 (la cosiddetta Linea verde &#8211; il confine armistiziale pre-67 &#8211; rimossa dalle mappe, dai libri di scuola, dai documenti ufficiali dello stato; il costo effettivo degli insediamenti celato dal bilancio pubblico).<\/p>\n<p><b>La diaspora israeliana non resti a guardare<\/b><br \/>\nInfine, la campagna di Siso \u00e8 rivolta precipuamente al mondo ebraico della diaspora perch\u00e9 esso &#8211; malgrado i guasti geopolitici del Medio Oriente, l\u2019irrompere del terrorismo islamista, il cataclisma umanitario in Siria e Iraq,- non sia spettatore di quanto accade in Israele, ma unisca voce ed azione a quella degli israeliani per il fine comune. Il movimento che si sta formando in sostegno all\u2019Appello include ebrei di paesi europei, delle Americhe, dell\u2019Australia.<\/p>\n<p>In Europa, Jcall lo sostiene (www.jcall.eu). Il proposito \u00e8 svolgere incontri, spettacoli, attivit\u00e0 educative fino al giugno 2017, 50 anni dalla guerra dei sei giorni e dall\u2019inizio dell\u2019occupazione. L\u2019appello rivolto alla Diaspora manifesta l\u2019angoscia che attanaglia questa parte della societ\u00e0 israeliana. Tipicamente in Israele, anche nell\u2019opinione di sinistra, il rapporto con la Diaspora \u00e8 stato controverso.<\/p>\n<p>La diaspora \u00e8 spesso percepita come irrilevante per le sorti di Israele, decise dai suoi cittadini. Qui l\u2019atteggiamento \u00e8 opposto: si invoca un\u2019azione coesa e comune dei due poli dell\u2019ebraismo per salvare Israele dalla pulsione autodistruttiva che lo spinge lontano da quello \u201cstato democratico degli ebrei\u201d voluto e fondato dal sionismo classico, herzliano o socialista.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorrono nel giugno prossimo i 50 anni dalla guerra del giugno 1967 che Israele combatt\u00e9 per legittima difesa contro gli stati arabi coalizzati in un\u2019aggressione che poteva esser esiziale per le sorti del Paese. Inizi\u00f2 allora un regime di occupazione militare della Cisgiordania e Gaza (il Sinai fu restituito alla sovranit\u00e0 egiziana in virt\u00f9 del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":64750,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[95,99,115,158],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37140"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37140"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63902,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37140\/revisions\/63902"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}