{"id":37210,"date":"2016-12-02T00:00:00","date_gmt":"2016-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libro-bianco-della-difesa-i-ritardi-della-riforma\/"},"modified":"2017-11-03T15:14:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:56","slug":"libro-bianco-della-difesa-i-ritardi-della-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/libro-bianco-della-difesa-i-ritardi-della-riforma\/","title":{"rendered":"Libro Bianco della Difesa: i ritardi della riforma"},"content":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane si \u00e8 discusso molto sulle possibili <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3687\" target=\"blank\"><b><u>implicazioni<\/u><\/b><\/a> della futura Presidenza Trump per la politica estera degli Stati Uniti e per le relazioni transatlantiche e anche a livello nazionale ci si \u00e8 interrogati su quale potrebbe essere l\u2019impatto di questa decisione sulla politica di difesa italiana in ambito euro-atlantico.<\/p>\n<p>A riguardo, il futuro presidente statunitense ha reso ben chiara la sua intenzione di chiedere un maggiore contribuito agli Alleati europei per la propria difesa e dunque anche il nostro Paese sar\u00e0 chiamato a fare la propria parte.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 dell\u2019azione nazionale in questo contesto dipende naturalmente dal funzionamento della \u201cmacchina\u201d della Difesa e da un impiego efficiente delle risorse a sua disposizione. In questo senso, l\u2019implementazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, presentato dal Ministro Pinotti al Consiglio Supremo di Difesa, al governo e al Parlamento ad aprile 2015, risulta quanto mai cruciale.<\/p>\n<p>Tuttavia, come evidenziato nella <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/node\/7060\" target=\"blank\"><b><u>recente analisi <\/u><\/b><\/a> \u201cLe sfide della Nato e il ruolo dell\u2019Italia: Trump, Brexit, difesa collettiva e stabilizzazione del vicinato\u201d pubblicata nell\u2019ambito del progetto Defence Matters 2016, il processo di riforma rimane per ora solo su carta con potenziali ricadute negative non solo a livello interno, ma anche per quanto riguarda la qualit\u00e0 del contributo italiano in ambito euro-atlantico.<\/p>\n<p><b>Implementazione in ritardo sulla tabella di marcia<\/b><br \/>\nAd oltre un anno e mezzo dalla sua pubblicazione, le scadenze di attuazione dei principali provvedimenti contenuti nel Libro Bianco non sono state rispettate. Il progetto di riforma sembra essere stato rallentato da altre priorit\u00e0 legate alla contingenza politica nazionale, oltre che alla crescente instabilit\u00e0 a livello internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019approvazione di altri provvedimenti, quali Jobs Act e riforma costituzionale, da un lato, e l\u2019acuirsi di crisi in aree caratterizzate da un forte impegno militare e\/o diplomatico italiano dall\u2019altro, hanno di fatto catalizzato l\u2019attenzione politica italiana distogliendola dal processo di implementazione del Libro Bianco.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che un segnale positivo in questo senso potrebbe venire dalle conclusioni della recente riunione del Consiglio Supremo di Difesa, tenutasi il 24 novembre. \u00c8 stato infatti reso noto che il Disegno di legge contenente alcuni provvedimenti di riforma e di delega a successivi dispositivi legislativi starebbe per iniziare l\u2019iter parlamentare, anche se da fine estate aspetta di essere approvato dal Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>Tuttavia, considerando i tempi tecnici richiesti per l\u2019approvazione delle leggi ordinarie, per quelle parti della riforma che comportano questa procedura &#8211; quali revisione della governance e disposizioni sul personale &#8211; sembra comunque improbabile che l\u2019attuazione possa concretizzarsi entro il termine dell\u2019attuale legislatura.<\/p>\n<p><b>Un\u2019attuazione per fasi successive per uscire dall\u2019impasse?<\/b><br \/>\nPer uscire da questa situazione di stallo, ci sarebbero alcune opzioni potenzialmente in grado di consentire all\u2019Italia di avanzare nel processo di riforma. In prima battuta, con qualche sforzo potrebbe forse essere possibile ottenere quantomeno l\u2019approvazione da parte di una delle due Camere in modo da favorire una rapida conclusione dell\u2019esame anche nella successiva legislatura. In questo caso, tuttavia, molto dipenderebbe dal consenso politico raggiunto nel delineare il progetto di riforma.<\/p>\n<p>In alternativa, si potrebbe invece optare per un\u2019attuazione per fasi successive. Ovvero, procedere con l\u2019approvazione di quelle disposizioni ritenute maggiormente urgenti e realizzabili, scorporandole dal disegno complessivo di riforma, e rimandare ad un secondo momento l\u2019implementazione di quei cambiamenti che richiedano invece pi\u00f9 tempo per essere attuati.<\/p>\n<p>Questa modalit\u00e0, pur contrastando con la logica complessiva del Libro Bianco di un approccio integrato alla Difesa a livello di sistema-paese, avrebbe il vantaggio di far progredire la riforma, anche se solo parzialmente.<\/p>\n<p><b>Italia, Nato e Ue: i possibili effetti negativi di una mancata attuazione<\/b><br \/>\nQuesta situazione di stallo rischia di avere una serie di effetti negativi non solo a livello interno, ma anche per quanto riguarda la qualit\u00e0 del contributo italiano in ambito euro-atlantico.<\/p>\n<p>In primo luogo, da un punto di vista politico i ritardi nell\u2019attuazione di un Libro Bianco che \u00e8 anche direttiva ministeriale potrebbero non giovare alla credibilit\u00e0 del nostro Paese nei confronti degli Alleati. Inoltre, da un punto di vista operativo, potrebbero anche compromettere la qualit\u00e0 del contributo nazionale in ambito Nato, ma anche Ue, soprattutto in termini di interoperabilit\u00e0, efficacia ed efficienza.<\/p>\n<p>Il continuo rinvio dell\u2019implementazione della riforma, infatti, fa s\u00ec che alcune decisioni connesse a precise esigenze operative, siano prese al di fuori del framework di attuazione del Libro Bianco con conseguenti effetti negativi anche sulla cooperazione in ambito europeo e transatlantico.<\/p>\n<p><b>Dalle parole ai fatti, ma non se manca la volont\u00e0 politica<\/b><br \/>\nIn un quadro di per s\u00e9 scoraggiante comunque, il principale ostacolo all\u2019avanzamento del processo di attuazione del Libro Bianco rimane la mancanza di volont\u00e0 politica, che invece \u00e8 a dir poco cruciale per una riforma che porta con s\u00e9 cambiamenti concreti e la strutturazione di un rinnovato strumento militare.<\/p>\n<p>\u00c8 certamente vero che negli ultimi mesi l\u2019Italia si sia trovata a fare i conti con circostanze particolarmente delicate, legate sia a dinamiche interne che all\u2019evoluzione dello scenario internazionale. Eppure, proprio di fronte all\u2019acuirsi di alcune crisi che richiedono un aumento dell\u2019impegno nazionale per la sicurezza e la difesa del Paese, risulta ancor pi\u00f9 urgente attuare le disposizioni contenute nel Libro Bianco.<\/p>\n<p>Soprattutto perch\u00e9 queste misure mirano a dotare l\u2019Italia di una struttura della Difesa in grado di rispondere in maniera efficace ad eventuali minacce e adempiere al meglio alle proprie responsabilit\u00e0 a livello internazionale. Tuttavia, per concretizzare questo progetto \u00e8 necessario che la classe dirigente italiana ritrovi l\u2019impulso politico necessario, altrimenti il potenziale riformatore del Libro Bianco rischia di rimanere solo su carta.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane si \u00e8 discusso molto sulle possibili implicazioni della futura Presidenza Trump per la politica estera degli Stati Uniti e per le relazioni transatlantiche e anche a livello nazionale ci si \u00e8 interrogati su quale potrebbe essere l\u2019impatto di questa decisione sulla politica di difesa italiana in ambito euro-atlantico. A riguardo, il futuro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":64583,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64584,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37210\/revisions\/64584"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}