{"id":37220,"date":"2016-12-03T00:00:00","date_gmt":"2016-12-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/trump-e-i-vicini-latinoamericani\/"},"modified":"2017-11-03T15:14:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:55","slug":"trump-e-i-vicini-latinoamericani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/trump-e-i-vicini-latinoamericani\/","title":{"rendered":"Trump e i vicini latinoamericani"},"content":{"rendered":"<p>Durante la campagna elettorale statunitense, Donald Trump ha incendiato il dibattito sul tema dei rapporti con i Paesi latino-americani, soprattutto il Messico, con commenti politicamente scorretti e promesse plateali in materia di immigrazione e accordi commerciali.<\/p>\n<p>In molti ipotizzano (e auspicano) che, messa in saccoccia la vittoria, il presidente eletto adotti posizioni pi\u00f9 moderate &#8211; ma sono disposti a scommetterci in pochi. Nell\u2019attesa che Trump scopra le sue carte, il peso dell\u2019incertezza si fa sentire e si prospettano nuovi, possibili scenari.<\/p>\n<p><b>Immigrazione: Stati Uniti e America Latina sono pi\u00f9 lontani<\/b><br \/>\n\u201cStupratori\u201d e \u201ccriminali\u201d. Con questi termini Trump si \u00e8 riferito ai migranti latino-americani che attraversano il confine tra Messico e Stati Uniti, chiarendo sinteticamente la sua posizione in merito all\u2019immigrazione illegale.<\/p>\n<p>Fedele a questa linea, il candidato repubblicano ha promesso, da un lato, di dare vigore alla deportazione degli irregolari gi\u00e0 in territorio Usa, dall\u2019altro di prevenire nuovi ingressi attraverso il completamento e rafforzamento della barriera che gi\u00e0 si estende per circa un terzo del confine tra Stati Uniti e Messico. A elezioni compiute, si cerca di distinguere l\u2019arrosto dal il fumo ma, per il momento, i segnali sono ambigui.<\/p>\n<p>Nella prima intervista dopo la vittoria, il neo-presidente ha annunciato che deporter\u00e0 gli immigrati irregolari con precedenti criminali (come peraltro stava gi\u00e0 facendo Obama). D\u2019altra parte, Trump ha temporeggiato sul destino degli altri clandestini, affermando che decider\u00e0 solo dopo aver messo in sicurezza la frontiera. Per quel che riguarda il muro al confine, il presidente eletto non ha fatto dietro-front, ma ha ammesso che in alcuni tratti si accontenterebbe di semplici recinzioni.<\/p>\n<p>Se questi annunci sembrano implicare una linea pi\u00f9 moderata, a rimescolare le carte in tavola \u00e8 arrivata la nomina a ministro della giustizia di Jeff Sessions, uno dei pi\u00f9 estremi esponenti anti-immigrazione del Senato, su cui addirittura grava l\u2019ombra del razzismo.<\/p>\n<p>\u00c8 presto fare previsioni sull\u2019impatto delle future politiche anti-immigrazione del nuovo presidente, tuttavia si pu\u00f2 dire che, all\u2019indomani delle elezioni, ci sono dati che mostrano un aumento del flusso di migranti speranzosi di raggiungere gli Stati Uniti prima dell\u2019insediamento di Trump.<\/p>\n<p><b>Trump il Nafta e il Cafta-Dr<\/b><br \/>\nDurante la campagna elettorale, Trump ha duramente criticato il Nafta (North American Free Trade Agreement), l\u2019accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico entrato in vigore nel 1994. Il candidato repubblicano ha sostenuto che il trattato avvantaggia il Messico a scapito degli Stati Uniti, e ha minacciato di rinegoziare o abrogare del tutto l\u2019accordo e introdurre una tassa del 35% sulle importazioni messicane.<\/p>\n<p>Se Trump decider\u00e0 di andare fino in fondo, le cose si metteranno male per il Messico, che attualmente vende circa l\u201980% delle sue esportazioni agli Stati Uniti. Alcuni economisti stimano che la tassa sulle importazioni potrebbe costare al paese circa il 5% del suo Pil.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile da credere che il neo-presidente voglia davvero fare fuori il Nafta: il Messico \u00e8 il secondo maggiore mercato per le esportazioni statunitensi e sei milioni di posti di lavoro dipendono da questa partnership. Inoltre, gli Stati Uniti non possono tirare troppo la corda col vicino del sud perch\u00e9 hanno bisogno della collaborazione messicana in materia di narco-traffico e immigrazione. D\u2019altra parte, non sarebbe la prima volta che Trump contraddice tutte le previsioni.<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa che il presidente eletto sveli i suoi piani, l\u2019ombra del protezionismo statunitense ha gi\u00e0 iniziato a danneggiare l\u2019economia messicana. Il peso ha sofferto una sostanziale svalutazione rispetto al dollaro e gli investitori stanno mettendo in attesa i loro piani per capire se valga ancora la pena fare progetti in Messico.<\/p>\n<p>Il Nafta non \u00e8 l\u2019unico accordo in bilico. Trump ha annunciato che ritirer\u00e0 gli Stati Uniti dal Ttp (Trans-Pacific Partnership), il trattato commerciale non ancora ratificato dal Congresso, ma firmato da Obama e altri undici paesi dell\u2019area pacifica, tra cui Messico, Per\u00f9 e Cile.<\/p>\n<p>Nell\u2019incertezza, tremano anche i Paesi del centro-America, a loro volta firmatari di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti (il Cafta-DR, Dominican Republic-Central America Free Trade Agreement).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, l\u2019enfasi protezionista e anti-delocalizzazione del presidente \u00e8 una cattiva notizia per tutti i paesi latino-americani: con la nuova amministrazione, gli scambi commerciali con il gigante del nord saranno meno fluidi &#8211; e meno redditizi.<\/p>\n<p><b>Interessi cinesi in America Latina<\/b><br \/>\nCon gli Stati Uniti chiusi in s\u00e9 stessi, in America Latina si libera posto per partnership commerciali alternative, e la Cina sembra pronta a cogliere al volo l\u2019opportunit\u00e0 di farsi spazio in una storica area di influenza statunitense.<\/p>\n<p>In una recente visita alla regione, il presidente Xi Jinping si \u00e8 mosso in questa direzione, dando impulso a una serie di intese commerciali che intensificheranno il legame tra la Repubblica Popolare e vari paesi dell\u2019America Latina.<\/p>\n<p>Dalla partnership commerciale a quella strategica il passo \u00e8 breve &#8211; soprattutto in una regione che vive una rinnovata fase di anti-americanismo aizzata dalla retorica di Trump -, e certi equilibri geopolitici dati per assodati potrebbero presto cambiare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la campagna elettorale statunitense, Donald Trump ha incendiato il dibattito sul tema dei rapporti con i Paesi latino-americani, soprattutto il Messico, con commenti politicamente scorretti e promesse plateali in materia di immigrazione e accordi commerciali. 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