{"id":37250,"date":"2016-12-05T00:00:00","date_gmt":"2016-12-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-futuro-incerto-dei-balcani-in-europa\/"},"modified":"2017-11-03T15:14:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:14:55","slug":"il-futuro-incerto-dei-balcani-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/il-futuro-incerto-dei-balcani-in-europa\/","title":{"rendered":"Il futuro incerto dei Balcani in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante le rassicurazioni dei leader della regione circa l\u2019impegno dei rispettivi Paesi a proseguire il cammino europeo e le dichiarazioni dei vertici europei, il referendum per l&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione europea, Ue, ha aumentato l\u2019incertezza sul futuro dei Balcani occidentali.<\/p>\n<p>La partita dell\u2019integrazione europea si gioca ormai a livello politico mentre l\u2019istituzionalizzazione del processo garantita dal lavoro della Commissione europea ne garantisce solo la prosecuzione tecnica nel medio periodo.<\/p>\n<p>La preoccupazione principale \u00e8 che il dossier allargamento possa finire in fondo all\u2019elenco delle priorit\u00e0 politiche europee, monopolizzate dai negoziati per l\u2019uscita di Londra e dalla gestione di pressanti questioni sia interne (per il bilancio e la crisi della solidariet\u00e0 tra stati membri) che esterne (la situazione in Medio Oriente e i rapporti con Turchia e Russia, fattori ai quali si aggiunge la nuova stagione politica negli Usa).<\/p>\n<p>Inoltre, l&#8217;uscita del Regno Unito dall\u2019Ue mette in discussione il potenziale di attrazione, e quindi di trasformazione, che l&#8217;Unione ha nei confronti di Paesi in cui tanto i governi che le opinioni pubbliche sono ansiose di benefici tangibili nel breve periodo e soggetti all\u2019influenza di altri attori internazionali, tra cui Russia e Turchia.<\/p>\n<p><b>A Trieste i protagonisti del processo di Berlino<\/b><br \/>\nPoich\u00e9 gi\u00e0 dall&#8217;ingresso della Croazia nel 2013 l&#8217;allargamento scontava una sostanziale perdita di slancio, in coincidenza con l\u2019inizio delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra, la Germania ha ideato per il sud-est Europa il cosiddetto \u201c<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2016\/586602\/EPRS_BRI(2016)586602_EN.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Processo di Berlino<\/u><\/b><\/a>\u201d che simbolicamente dovrebbe concludersi nel 2018.<\/p>\n<p>La cancelliera tedesca Angela Merkel, sostenuta da Austria, Francia e successivamente dall\u2019Italia, ha riunito i leader dei 6 Paesi dei Balcani occidentali prima a Berlino e poi a Vienna e Parigi per incoraggiare la cooperazione intergovernativa attorno ai temi dello sviluppo economico, del rafforzamento delle reti di trasporti, di energia e gas, e della cooperazione regionale, tra cui quella giovanile.<\/p>\n<p>Il prossimo luglio 2017, l&#8217;incontro dei sei Paesi membri dell&#8217;Ue che sostengono il processo (Germania, Austria, Francia, Croazia, Slovenia e Italia), dei Balcani occidentali e della Commissione Europea si terr\u00e0 a Trieste.<\/p>\n<p>Il processo di Berlino non \u00e8 un&#8217;iniziativa comunitaria, ma non \u00e8 in contraddizione con le politiche Ue adottate nella regione: la Commissione ha infatti dimostrato fin da subito il proprio appoggio all&#8217;iniziativa e ne ha ribadito l&#8217;importanza anche nei\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/enlargement\/pdf\/key_documents\/2016\/20161109_strategy_paper_en.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Progress Report sullo stato di avanzamento dei negoziati di adesione<\/u><\/b><\/a>, appena pubblicati.<\/p>\n<p>Sino ad ora, il Processo di Berlino ha contribuito a far tornare sotto i riflettori, almeno in occasione dei summit, il tema dell\u2019integrazione europea dei Balcani e l\u2019importanza della cooperazione regionale. In questo senso l&#8217;insolito asse Belgrado-Tirana, con lo scambio di visite tra il premier serbo Vu\u010di\u0107 e quello albanese Rama, sono un segnale incoraggiante, in mezzo ai tanti negativi.<\/p>\n<p>A Vienna sono state fatte promesse solenni per la soluzione delle molte dispute bilaterali che ancora segnano la regione. Le relazioni Serbia-Kosovo costituiscono il nodo pi\u00f9 difficile da sciogliere, ma non va sottovalutato il problema degli ostacoli frapposti da stati membri a Paesi candidati, in primis l\u2019ostracismo della Grecia verso la Macedonia.<\/p>\n<p><b>Berlino protagonista dell\u2019allargamento nei Balcani<\/b><br \/>\nOltre a Berlino serve per\u00f2 anche tanta Bruxelles. Le iniziative politico-diplomatiche, infatti, sono utili se si affiancano in modo coerente al lavoro di lungo periodo sul terreno da parte delle istituzioni.<\/p>\n<p>Nei Balcani occidentali i cambiamenti strutturali necessari per diventare stati membri richiedono tempo e determinazione, poich\u00e9 non si tratta solo di trasposizione normativa dell\u2019acquis comunitario. Vi sono culture politiche e istituzioni tutte da consolidare nel percorso di implementazione delle riforme in Paesi ancora inclini a derive autoritarie.<\/p>\n<p>Nonostante si tratti dell\u2019ennesima iniziativa diplomatica nei loro confronti, l\u2019effettiva capacit\u00e0 di attrazione del Processo di Berlino \u00e8 sostenuta dal protagonismo della Germania, percepita dai Balcani occidentali come il vero motore europeo.<\/p>\n<p>Ma Berlino fa riferimento ai fondi europei per realizzare le iniziative previste ovvero i\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/enlargement\/pdf\/policy-highlights\/regional-cooperation\/20150828_addendum_western_balkans_summit.pdf\" target=\"blank\"><b><u>10 progetti infrastrutturali<\/u><\/b><\/a>\u00a0identificati come prioritari.<\/p>\n<p>E i Balcani occidentali devono rendersi conto che nonostante la \u201cfatica di allargamento\u201d possono ancora beneficiare di notevoli risorse comunitarie, diversamente dal resto dei Paesi terzi inclusi quelli del resto dell\u2019Europa orientale interessati dalle politiche di vicinato.<\/p>\n<p><b>Il ruolo della societ\u00e0 civile nel processo di allargamento\u00a0<\/b><br \/>\nInfine, negli ultimi anni i Paesi del Sud Est Europa hanno corso il serio rischio di riacquistare centralit\u00e0 nella politica europea solo per ragioni di sicurezza su questioni quali la lotta al terrorismo internazionale o la cosiddetta Rotta balcanica.<\/p>\n<p>Tuttavia, se i Balcani tornano ad essere trattati come la periferia instabile da gestire con l&#8217;approccio della politica estera tradizionale siamo di fronte alla fine del processo di allargamento. I Balcani occidentali completeranno il loro consolidamento democratico se vengono considerati a tutti gli effetti futuri Paesi membri da sostenere nel percorso di europeizzazione, tenendo dritta la barra dei principi fondamentali.<\/p>\n<p>Naturalmente, questo percorso non pu\u00f2 prescindere dal coinvolgimento convinto e attivo delle societ\u00e0 civili e in senso lato dei portatori di interesse nelle societ\u00e0 della regione. E al Processo di Berlino va dato atto di aver riaffermato la necessit\u00e0 del loro coinvolgimento attivo anche nei processi politici di alto profilo.<\/p>\n<p>Nell\u2019attuale quadro di incertezza rispetto agli sviluppi futuri dell\u2019allargamento europeo il processo di europeizzazione guidato dalla Commissione costituisce la sola opportunit\u00e0 di trasformare i Paesi dell\u2019area in democrazie funzionanti. \u00c8 quindi di fondamentale importanza identificare quali siano gli attori locali che possano impegnarsi attivamente affinch\u00e9 l\u2019implementazione delle riforme non resti sulla carta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante le rassicurazioni dei leader della regione circa l\u2019impegno dei rispettivi Paesi a proseguire il cammino europeo e le dichiarazioni dei vertici europei, il referendum per l&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione europea, Ue, ha aumentato l\u2019incertezza sul futuro dei Balcani occidentali. 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