{"id":3890,"date":"2006-12-12T00:00:00","date_gmt":"2006-12-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gli-instabili-equilibri-del-libano\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:10","slug":"gli-instabili-equilibri-del-libano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/12\/gli-instabili-equilibri-del-libano\/","title":{"rendered":"Gli instabili equilibri del Libano"},"content":{"rendered":"<p>Negli anni Venti i Maroniti insistettero ed ottennero da una riluttante Francia che il nuovo Libano fosse allargato il pi\u00f9 possibile, raggiungendo dei confini forse geograficamente coerenti, ma che includevano in essi una parte musulmana di variopinta composizione. Quest\u2019ultima veniva cos\u00ec a costituire, nella nuova entit\u00e0, met\u00e0 della popolazione. Da allora il paese ha progredito tra alti e bassi, ma sempre con il pericolo di una sua esplosione interna Infatti gli eventi della regione, in eterno e violento subbuglio, si riflettono sempre e fortemente sulla parte musulmana della popolazione libanese.<\/p>\n<p>In effetti il Libano \u00e8 ben situato nel Mediterraneo, gode di un buon clima e di una popolazione intelligente ed attiva. Negli intervalli di pace prospera rapidamente, ma ricade regolarmente in crisi mortali. Il movimento nazionalista arabo e lo scontro tra arabi ed israeliani hanno portato nel 1975 ad una guerra civile libanese di tale intensit\u00e0 e durata da comportare la distruzione quasi completa della capitale e di buona parte del paese. L\u2019accordo regionale che ne ha sancito la fine nel 1989 a Taef, in Arabia Saudita, la ricostituzione dello Stato e la ricostruzione del paese negli anni Novanta, sono eventi che hanno del miracoloso. Ma adesso la nuova ondata religiosa islamica di cui \u00e8 preda il Medio Oriente e il conseguente militarismo israeliano hanno nuovamente investito il Libano.<\/p>\n<p><b>Le parti in conflitto<\/b><br \/>Quando al termine dell\u2019estate ha avuto fine l\u2019attacco israeliano, con la Risoluzione 1701 dell\u2019Onu, il dilemma era se gli Hezbollah si fossero rafforzati in Libano con il prestigio della loro resistenza a Tsahal, oppure indeboliti in conseguenza delle perdite umane e della entit\u00e0 delle distruzioni subite dal paese a causa di uno scontro originato da una loro azione. La risposta adesso \u00e8 certa. Gli Hezbollah sono pi\u00f9 forti di prima e hanno deciso di esercitare un\u2019azione di fondo per ottenere la registrazione in campo politico di questa nuova situazione.<\/p>\n<p>Da anni i musulmani sciiti, 30% della popolazione libanese, aumentano demograficamente e vedono migliorare la loro posizione sociale e politica. Ma \u00e8 solo dopo avere resistito con successo agli israeliani, nella battaglia dell\u2019agosto scorso, che gli Hezbollah sono divenuti i leader assoluti della loro comunit\u00e0. Nelle manifestazioni che hanno avuto luogo dopo la morte di Hariri, la parte antisiriana della popolazione libanese metteva in campo ben oltre un milione di persone. Mentre i filo-siriani Hezbollah, nella loro azione di larvato contenimento di questo movimento, non riunivano in piazza pi\u00f9 di mezzo milione. Adesso essi non sembrano avere difficolt\u00e0 a superare ampiamente questa cifra, a mantenere mobilitate centinaia di migliaia di persone per giorni e giorni, a paralizzare la vita economica del paese con degli scioperi che pochi osano non rispettare.<\/p>\n<p>Nel valutare questo fenomeno bisogna ricordare che il Libano ha una popolazione di circa quattro milioni di persone e che, d\u2019altra parte, il sistema politico ed elettorale \u00e8 ingabbiato in un complicato meccanismo di voto su base religiosa, vincolato a dei censimenti effettuati oltre quaranta anni fa. In altre parole, nel caso libanese questi movimenti di piazza danno una indicazione delle forze in campo probabilmente pi\u00f9 vicina alla realt\u00e0 di quella fornita dai meccanismi costituzionali formali. Tuttavia il rafforzamento degli Hezbollah non \u00e8 sufficiente a spiegare un incremento cos\u00ec grande delle forze che si oppongono al governo Siniora. Infatti a questo evento si \u00e8 aggiunto un altro cambiamento fondamentale.<\/p>\n<p>I cristiani, in particolare il nucleo principale di essi, i Maroniti, non sono pi\u00f9 massicciamente schierati dal medesimo lato, ma si sono fratturati, con la fazione diretta dal Generale Aoun sorprendentemente schierata dal lato degli Hezbollah. Questo dato non \u00e8 stato alterato nemmeno dall\u2019uccisione dello stimato ministro, Gemayel, membro importante del governo Siniora e appartenente a una delle pi\u00f9 importanti famiglie politiche maronite. Aoun vuole diventare Presidente della Repubblica, un posto riservato ad una personalit\u00e0 maronita, e con Siniora sono schierati i pi\u00f9 importanti rivali cristiani di questo progetto. Ma Aoun \u00e8 stato il leader massimo delle battaglie antisiriane in Libano negli anni Ottanta, con decine di migliaia di morti e feriti. Come \u00e8 allora possibile che la sua \u201ctruppa\u201d lo segua ora in questa sorprendente giravolta che la unisce alla fazione pro-siriana?<\/p>\n<p><b>Cambiano gli equilibri storici<\/b><br \/>L\u2019ambizione personale di Aoun deve essere collegata ai diffusissimi risentimenti dei Maroniti per l\u2019aumento sproporzionato del potere dei musulmani sunniti, durante il lungo dominio, nel decennio precedente, dell\u2019abile, energico e ricchissimo Hariri. Tenuto conto di questo dato, una parte rilevante dei Maroniti ha evidentemente deciso che era conveniente rivoltare gli storici equilibri tra i principali gruppi religiosi in cui \u00e8 diviso il paese e tentare la strada dell\u2019alleanza con gli sciiti. Pi\u00f9 primitivi, certo, ma con crescente potere e diretti da un capo di grande prestigio e di ormai comprovate capacit\u00e0 politiche. Perci\u00f2 Aoun pu\u00f2, a questo punto, appoggiare la richiesta degli Hezbollah di un governo di nuovi equilibri o di nuove elezioni.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile collegare questo sviluppo politico con il desiderio dei libanesi, persistente e largamente maggioritario, di impedire un ritorno del predominio siriano sul loro paese. D\u2019altra parte questo sentimento \u00e8 bilanciato da un nuovo fenomeno, l\u2019esistenza dopo l\u2019ultimo conflitto di un profondo furore anti-israeliano e quindi l\u2019aumento generale dei sentimenti anti-americani. I dimostranti contro il governo agitano cartelli con delle immagini di bambini uccisi e palazzi distrutti, sotto i quali \u00e8 scritto: \u201cnon ricordi che le bombe lanciate contro il Libano erano bombe americane ?\u201d Di fronte ad essi anche Seniora ed i suoi alleati non possono evitare dei sentimenti di disagio politico e personale.<\/p>\n<p> I grandi cambiamenti politici si accompagnano spesso a contraddittorie posizioni, che trovano poi nuove sintesi successive. Ed \u00e8 chiaro che in Libano siamo di fronte a una fase di grandi cambiamenti. Sia che il governo del competente Siniora trovi una formula per proseguire il suo lavoro, sia che l\u2019azione in corso finisca per provocare il suo collasso e nuove elezioni, le quali non potranno non registrare il diverso quadro politico.<\/p>\n<p><b>Una nuova guerra civile?<\/b><br \/>Il corpo di spedizione delle Nazioni Unite, e i soldati italiani al centro di esso, osservano da lontano questi grandi sussulti politici. Alcuni commentatori agitano lo spettro di una nuova guerra civile. Di essa, per la verit\u00e0 non si vedono i segni. Nashrallah avanza richieste di cambiamenti importanti e usa termini minacciosi nel condannare gli israeliani, gli americani e lo stesso Siniora. Ma precisa che mai gli Hezbollah useranno le loro armi contro i fratelli libanesi. Le masse di dimostranti anti-governativi sventolano rigorosamente solo bandiere libanesi. Tenuto conto, inoltre, della vastit\u00e0 dei movimenti di piazza, la mancanza quasi totale di episodi di danni gravi alle persone o cose, fino ad ora un solo incidente mortale, \u00e8 un dato significativo. La guerra civile degli anni Settanta e Ottanta, centinaia di migliaia di vittime, 100.000 invalidi, 400.000 emigrati, hanno evidentemente vaccinato la societ\u00e0 libanese contro questo pericolo.<\/p>\n<p>E poi, sarebbe un nuova guerra civile in Libano di interesse per qualcuno degli attori regionali? Una diversa collocazione del paese nel quadro politico della regione sarebbe per loro pi\u00f9 conveniente. Forse nemmeno l\u2019Iran sarebbe disposto, in questo momento, ad aprire un altro conflitto armato in Medio Oriente. In Libano, invero, si temono piuttosto le reazioni israeliane di fronte a delle modifiche sostanziali degli equilibri politici del paese. Comprensibilmente, dati gli eventi di agosto. Attualmente, per\u00f2, Olmert registra con timore i cambiamenti in corso, in relazione al Medio Oriente, nel panorama politico statunitense e non sembra molto propenso a nuove azioni di forza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli anni Venti i Maroniti insistettero ed ottennero da una riluttante Francia che il nuovo Libano fosse allargato il pi\u00f9 possibile, raggiungendo dei confini forse geograficamente coerenti, ma che includevano in essi una parte musulmana di variopinta composizione. 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